Un ricordo sulle ali della libertà. Davide e Giuseppe, i due studenti dell’Istituto tecnico ”A.Olivetti” di Matera morti giovedì scorso sui cieli di Montescaglioso a seguito di uno sfortunato e tragico viaggio in mongolfiera, hanno ricevuto insieme il saluto di tanti amici, professori, parenti, rappresentanti istituzionali, nel corso di una piovosa giornata di ottobre, nella chiesa della Santa Famiglia, a pochi metri dalla loro scuola da dove erano partiti felici per il loro primo volo durante il Matera Balloon Festival.

Di certo sono stati felici, durante la messa officiata dal vescovo della Diocesi Irsina, mons. Salvatore Ligorio, per la tanta amicizia, mista a commozione, rammarico, dolore e gioia…Si, perchè tra le due bare bianche, c’era un modellino di Boeing dell’Alitalia, l’aereo dei loro sogni che avrebbero guidato (chissà) dopo aver conseguito il brevetto di pilota e poi magliette bianche, realizzate da i compagni, con i loro nomi, l’aeroplano azzurro stilizzato con le ali di angeli… Davide e Giuseppe più in alto nei cieli, come le parole della canzone di Vasco Rossi ”Angeli”…ricordate nel saluto di una amica : ”Quello che si prova non si può spiegare qui, hai una sorpresa che neanche tu te l’immagini…Dietro non si torna più. Quando ormai si vola non si può cadere più‘…”.

le esequie

Profetico, da sogno realizzato, in un cielo azzurro oltre le nuvole che tocca all’orizzonte un prato verde. Ricordi, sensazioni, ambizioni, parole di conforto sopratutto per i parenti di Davide, di Matera, il padre Pietro e la madre Anna Maria, la sorella Desirèe e il fratello Kristan, e di Giuseppe di Irsina, per il papà Raffaele e la mamma Candida, la sorella Emy e la fidanzata Federica che – come ha ricordato mons. Salvatore Ligorio- continuano a chiedersi: ”Perchè?…proprio a noi…o come Cristo sulla croce…perchè mi hai abbandonato?”. Una risposta nel silenzio, nella speranza e nel miracolo della vita come il ”chicco di grano” che diventa linfa per diventare pianta.

Il preside, Eustachio Andrulli, persona schiva e di poche parole, aveva incontrato qualche giorno prima i ragazzi invitandoli a studiare in vista dell’esame. Ne aveva apprezzato la serietà, la compostezza, la tenerezza e la felicità…che puo’ diventare ”assoluta” quando si vive nella fede.

Luigi Fiore, docente di meccanica e macchine, che quel giorno aveva accompagnato i ragazzi per il primo volo, ha fatto riferimento ai ”banchi vuoti” in classe dopo la scomparsa di due ragazzi che ”sono volati molto in alto” ma non come avevano desiderato. Liberi nel cielo e per sempre nei cuori di quanto hanno vissuto con loro, come ha ricordato un’amica, che ha citato la canzone ”Angeli” di Vasco Rossi. ”Sono volati via come un soffio di vento…E’ l’inizio di un ricordo, che verrà fuori per sorridere. Proviamo a chiudere gli occhi …e ricorderemo un giorno speciale, con un cielo azzurro e un prato verde”.

Un altro giovane, con pacatezza e con un comprensibile velo di emozioni, ha tirato fuori pagine di poesia da custodire e trasmettere per la profondità dei messaggi lanciati…’’Giuseppe e Davide non sono morti. Sono nati –ha detto. Il cielo piange con noi ma di felicità. E chi è appassionato di volo sa che dopo la pioggia torna il sereno…spunta l’arcobaleno. Dopo questo dolore dobbiamo sorridere a quei sorrisi, sempre vivi e spontanei di Giuseppe e Davide’’.

lo striscione (1)

E i tanti piccoli messaggi riportati su maglie e striscioni, preparati dai ragazzi della 5^ A, ispirati a un aforisma di Jim Morrison “Ognuno di noi ha un paio di ali ma solo chi sogna impara a volare”. “Ciao Giuseppe”. “Ciao Davide’’ su qualche post, hanno contribuito non poco ad allentare una tensione che è esplosa con un lungo applauso e lancio di palloncini bianchi all’uscita del feretro di Giuseppe Nicola diretto nella sua natia Irsina per i funerali domenica pomeriggio alle 15.00 nella chiesa dell’Immacolata, alla stessa era di quelli per Davide presso la parrocchia della Santa Famiglia dove per tante volte ha suonato l’organo.

Un rosario e tre fiori bianchi, lasciati dagli amici ne ricorderanno la maestria e la sinfonia che lo accompagnerà con Giuseppe Nicola nei cieli di quanti volano nella memoria di quanti li hanno apprezzati e amati.

Restano aperti i capitoli sulle inchieste in corso, con la nomina di due periti sulle cause del terribile schianto della Mongolfiera che ha tranciato un cavo dell’alta tensione da 30.000 volt, e l’esame di documentazione su regolamenti, procedure e requisiti su quella specifica modalità di volo aereonautica.

Migliorano le condizioni del manovratore, un esperto 70enne di nazionalità tedesca, indagato di omicidio plurimo. Altre indicazioni potrebbero venire dall’esame autoptico. Ci vorrà del tempo per rispondere ai diversi quesiti.

Nel frattempo genitori, amici, torneranno alla normalità. Qualcuno vorrebbe fare qualcosa per loro, aldilà delle frasi e delle condoglianze di circostanza. Ci sono idee, sogni per ricordare Giuseppe e Davide. Attendiamo un colpo d’ala…

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Domenica pomeriggio si sono svolti i funerali di Davide (a Matera) e di Giuseppe Nicola (a Irsina).

……. come nella messa congiunta di sabato, con tanta commozione nel segno del ricordo e della gioia di “Vivere” come recitano le parole del noto Vasco Rossi, dei palloncini bianchi che volano liberi in cielo.

Lo hanno fatto con una nota anche i piloti delle mongolfiere che erano giunti a Matera per il ”Balloon festival 2015”.

Noi piloti e rappresentanti delle associazioni aerostatiche- affermano Aldo Massimiliano Colonna Milena Ceraudo di Eterea mongolfierache abbiamo preso parte ai voli di giovedì 8 ottobre durante i quali si è verificato il tragico incidente che ha causato la morte di Giuseppe Nicola Lasaponara e Davide Belgrano i due giovani studenti dell’istituto tecnico aeronautico”Olivetti” di Matera, partecipiamo al dolore delle famiglie per l’incolmabile perdita. È doveroso chiarire le cause dell’incidente per far si che tali dinamiche non possano più verificarsi. Purtroppo quello che doveva essere un giorno di festa e di scoperta del mondo delle mongolfiere sul campo pratico ha avuto un epilogo drammatico ed imprevisto.

Noi, che quotidianamente facciamo volare passeggeri e turisti per vedere il mondo dall’alto, davanti a questo evento funesto restiamo basiti,increduli e impotenti considerando anche che si tratta del primo incidente così grave che ha colpito il mondo dell’aereostatica italiana. Vorremmo inoltre esprimere la nostra solidarietà nei confronti del pilota Hans Rolf Friedrich che, conoscendolo, avrà tentato in tutti i modi possibili di evitare che si potesse arrivare a tale tragico evento”.

Anche il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, intervenuto al funerale di Davide Belgrano,ha affidato a una nota l’angoscia della comunità e il dolore di una città.
“Esprimo- ha detto De Ruggieri– l’umana solidarietà delle donne e degli uomini per una morte inaccettabile, improvvisa,  in una giornata di sole. Dobbiamo rispetto per i valori che questo giovane ha incarnato, come la solidarietà e la fraternità. In questo momento ci unisce la comunione sociale e a nome della città dobbiamo riflettere ricordando il giovane Davide: salisti per abbracciare il cielo e ti ghermì la morte – ha concluso il sindaco-  e oggi come testimoni di fede  ti diciamo  arrivederci”.