Molleggiato anche a 80 anni e sempre coerente, contro fino a provocare, dissacrare sin da quando con Claudia Mori, Don Backy, Gino Santercole e altri tirò fuori il Clan e una omonima etichetta, che contribuirono a farne un personaggio o un totem dell’innovazione già negli anni Sessanta. E’ sopravvissuto alle mode ed è evenuto fuori come Mina, per esempio, quando aveva qualcosa da dire o fare. Quel ‘’Siamo la coppia più bella del mondo…’’, ‘’ Azzurro’’, ‘’Un albero di trenta piani’’, ‘’ Prisenconsinensinanciusol all right..’’ o film come “Yuppi du’’, ‘’Il ragazzo di Campagna’’,’’Il pastore Serafino’’ e le trasmissioni tv con i faccia a faccia con i Potenti della Terra e del BelPaese che hanno fatto riflettere per le tante denunce che hanno fatto riflettere. L’amico Armando Lostaglio rende omaggio al ragazzo che ha compiuto 80 anni. Auguri, supermolleggiato 

Il  “ragazzo” compie 80 anni

Adriano Celentano, quel Ragazzo della via Gluck, compie ottanta anni. Ma cosa? Non sembra, perché rimane perennemente quel ragazzo maldestro ed elastico che di ogni sua canzone ha fatto un racconto di epoca, un mito, ossia la più popolare di tutte.Milano è stata ed è la sua sede del cuore, ma le radici sono a sud. Eppure Adriano è universale, il più conosciuto nel mondo da sessant’anni in qua; la sua Azzurro (firmata Paolo Conte) è ormai un inno nazionale. I tantissimi dischi sono i più venduti di sempre, un record insuperabile. Da quella prima 24mila baci che Emir Kusturica inserirà in suo film straordinario (Ti ricordi Dolly Bell, Leone d’oro a Venezia nel 1981) a riprova di quanto persino in quei “chiusi” paesi balcanici Celentano era amato. Il ragazzo della Via Gluck rimarrà uno dei brani più celebri di ogni tempo, ignorato all’epoca dal festival più nazional-popolare del mondo. E poi l’innovazione, precursore del rap tutto nostrano.  Una voce unica, insuperabile, con la moglie Claudia Mori in un sodalizio fra i rari così stabili nel mondo dello spettacolo. E la creazione del Clan, come laboratorio di musicisti ed autori di musica leggera fra i più prolifici.                                                                       Di Adriano e il Cinema si potrebbe scrivere tanto, ci limitiamo al personale ricordo dell’assegnazione nel 2009 del Leone d’oro alla carriera a Venezia insieme ad Ermanno Olmi, col quale ha condiviso l’idealità di un cinema sociale. Nell’occasione è stato riproposto l’innovativo e surreale Yuppy Du (datato 1975). Il molleggiato sembrava intimamente coinvolto e quasi intimidito. Immenso Adriano, la sua voce e la sua presenza sulla scena non avranno tempo. È l’interezza e la irregolarità del tempo che nell’arte non passa mai. Armando Lostaglio