ELOGIO DELLA FOLLIA _ Vol.1 _ haìresis

liberamente ispirato all’Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam
15 ottobre 2017
ore 17,00
IAC, Via Casalnuovo 154 – Matera

Dal 9 al 15 ottobre, IAC ospita la residenza teatrale di Argot Produzioni “Elogio della follia”.

Per una settimana, gli attori lavoreranno alla nuova produzione. Sarà un momento di creazione, scambio ed incontro reciproco.

Domenica 15 ottobre alle ore 17 il lavoro teatrale si aprirà al pubblico.

Produzione Argot Produzioni/Twain Centro di Produzione Danza

Con il sostegno Kilowatt Festival/Capotrave – Qui e Ora Residenza – IAC Matera

di e con Aleksandros Memetaj

regia Tiziano Panici

coreografie a cura di Yoris Petrillo

interpreti/performers: Memetaj – Petrillo – Panici

Sound Designer Giovanni Di Giandomenico

“È il suo giorno, la sua festa quindi è giusto lasciarsi andare, tanto alla fine non si ricorderà più niente nessuno.”

“Elogio della Follia” si propone di essere il seguito teatrale dell’omonimo saggio scritto dal teologo, filosofo e umanista olandese nel 1509. È considerato uno dei lavori letterari più influenti della civiltà occidentale e uno fra i principali esponenti dell‘Umanesimo Cristiano destinato a circolare nelle corti di tutta Europa durante tutto il secolo a venire. Nella più famosa delle opere di William Shakespeare -Amleto- ambientata negli stessi anni dell’uscita dell’opera, sembrano esserci molte tracce dell’influenza umanistica del filosofo fiammingo. Il principe Amleto finge d’impazzire per poter vendicare la morte di suo padre e -in una delle scene più note simula la sua pazzia di fronte al consigliere del Re, Polonio, anche padre di Ofelia. Celebre è la frase che ripete all’incredulo uomo della corte mentre legge ad alta voce le pagine di un libro: ‘Parole – Parole – Parole’
Lo scrittore e giallista nostrano Andrea Camilleri, noto per interrogarsi spesso sulle opere letterarie come un moderno detective, si chiede quale sia il libro che Amleto legge con tanto interesse. Tutti gli indizi ci portano a dire che il testo potrebbe essere proprio ‘Stultitiæ Laus’ di Erasmo da Rotterdam.

Questo aneddoto, che si basa su una semplice supposizione deduttiva, stimola la curiosità e la fantasia del regista Tiziano Panici e dell’autore Aleksandros Memetaj per questa originale nuova opera: le prime pagine del testo sono ispirate al dramma shakesperiano e innescano un gioco meta-teatrale e ipertestuale che caratterizza l’intero spettacolo. La drammaturgia si allinea al saggio di Erasmo e allo stesso tempo la tradisce di continuo e non potrebbe essere altrimenti. Da quando il divertissement di Erasmo denunciava l’alienazione che il concetto di Dio aveva causato nell’uomo sono intercorsi 5 secoli di demistificazione e di sviluppo, tradotti nell’ Umanesimo, nel Rinascimento, nella Rivoluzione Scientifica Copernicana e nella Rivoluzione Industriale.

Oggi il nostro presente è alienazione, è paura, è ipnosi di massa, è “Egretos Hypnos” ovvero “sonno profondo”. La Dea Follia sceglie quindi di tornare sulla terra, nel tentativo di ridestare nell’uomo la saggezza sopita, protagonista assoluta di questo ‘encomio’. Solo lei può infatti tessere le lodi di sé stessa. La Follia inizia così a dimostrare logicamente l’importanza che il suo ruolo riveste nella vita dei mortali e nella società, soprattutto quella contemporanea. A rispondere e a subire gli attacchi sferzanti delle sue parole sono i politici, i tecnocrati e i finanzieri, gli opinionisti e tutti i moderni cortigiani. Al centro c’è sempre l’Uomo. Quello stesso Amleto che ancora oggi si interroga sulla condizione dell’essere ma che ha perduto la libertà di pensare.. di scegliere…di amare

« Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere! »

(das schwerste Gewicht – il fardello più pesante F. Nietzsche)