Come ogni anno, nei giorni di Pentecoste, ad Accettura -dal 19 al 22 maggio 2018- si terrà la ancestrale festa del Maggio.

Un misto tra religioso e profano, una tradizione profondamente vissuta dalla popolazione accetturese e diventata, di anno in anno, nota in ogni angolo del Mondo.

Non a caso è stata definita “tra le 47 feste più belle del Mediterraneo” secondo l’itinerario “Les fetes du Soleil” patrocinato dall’UNESCO.

La festa è dedicata a san Giuliano, un giovane dalmata che cercava di diffondere la sua fede con
coraggio e che, per questo, venne torturato e giustiziato a Sora.

Dall’archivio di Accettura si rileva che il culto di san Giuliano è cominciato a manifestarsi nel 1725, anno in cui san Giuliano divenne protettore del paese.

La prima domenica dopo Pasqua costituisce il primo appuntamento della lunga e complessa sagra del Maggio che culmina nelle manifestazioni della domenica di Pentecoste e si conclude il giorno del Corpus Domini.

Già dalle  prime luci dell’alba, dalle campagne del paese, massari e boscaioli convengono verso il bosco di Montepiano, una cerreta di circa mille ettari, a pochi chilometri dall’abitato.

Lì, i maggiaioli più esperti, seguiti dai curiosi, si aggirano per il bosco; scrutano le chiome, testano i tronchi, stabiliscono ad occhio l’altezza e alla fine scelgono l’albero più bello e più dritto che sarà tagliato e trasportato in paese il 20 maggio.

Contestualmente sono scelti altri cerri che faranno da corteo durante il trasporto e serviranno per
innalzare il Maggio.

Definite le scelte, gli alberi sono contrassegnati con un puntone a forma di martello su cui è incisa la sigla SGM (San Giuliano Martire).

Nel mentre, si prendono accordi per la domenica successiva dedicata alla scelta della Cima, il più aggraziato agrifoglio, che questa volta avviene nella foresta di Gallipoli.