Un iter durato 10 anni ma alla fine per la Zona franca urbana di Matera è giunto il momento di coinvolgere gli imprenditori che, più saranno capaci di mettere a punto, con l’aiuto di consulenti tecnici e associazioni di categoria richieste precise, saturando il budget di circa 6,4 milioni di euro destinati alla Città dei Sassi, e più consentiranno di accedere a risorse aggiuntive. Perchè si corre il rischio che i soldi non spesi ritornino al mittente , allo Stato – come ha spiegato il consigliere Giovanni Scarola (gruppo consiliare Scelgo Matera 2019). Una sollecitazione giusta che invita gli imprenditori residenti a dimensionare le richieste in base alla loro effettivà attività. E poi è opportuno che si spendano per intero le somme stanziate, in modo da poter accedere alle risorse aggiuntive. L’informazione a questo punto è importane e l’associazione Zona Franca Urbana di Matera, presieduta da Nino Liantonio, è operativo con uno sportello dedicato e con altre iniziative lungimiranti come la  Zes ( ricordiamo il Comitato Zes lucana 2017 coordinato da Pierluigi Diso) che intendono portare valore aggiunto all’economia locale. Il sindaco Raffaele De Ruggieri, nell’illustrare l’opportunità offerta alle imprese locali ha precisato che le Zfu sono cosa differente dalle zone franche energetiche e dalle zone economiche speciali che pur il Comune guarda con interesse. Al momento scelte e indicazioni sono nelle mani della Regione, che dovrà indicare perimetrazioni e contenuti in funzione di un piano strategico condiviso. ” Quanto alla Zes -ha detto il sindaco De Ruggieri-ha indicato l’area industriale di Ferrandina, che rispetto. Penso comunque a una Zes di seconda generazione, evoluta, che valorizzi le peculiarità di Matera e dell’innovazione e per questo attendiamo la disponibilità dell’edificio dell’Unibas di via San Rocco”. Nel frattempo si guarda alla Zona Franca Urbana (con gli ultimi adempimenti amministrativi tra Comune e Mise) e alle tante opportunità illustrate con un pdf dal consigliere Giovanni Scarola. E questa volta sarà facile partecipare.Sarà,infatti. una procedura semplificata e diretta, che coinvolgerà l’Agenzia delle Entrate e il Comune di Matera, a favorire l’accesso delle imprese locali di Matera alla fiscalità di vantaggio prevista dalla normativa sulle Zone franche urbane, che destina alla ” Città dei dei Sassi” risorse per circa 6,4 milioni di euro .. L’agenzia delle entrate attiverà un codice di compensazione fiscale mentre il Comune fornirà dati sulla localizzazione e residenza delle attività produttive sul territorio. “Il Ministero per lo sviluppo economico- hanno detto il sindaco Raffaele De Ruggieri e il consigliere Giovanni Scarola- attiverà i bandi dal 1 marzo 2018. E’ importante l’informazione e la partecipazione delle imprese in modo da utilizzare in toto le risorse assegnate per poter chiedere eventuali somme aggiuntive”. Ministero e Agenzie delle Entrate terrano nei prossimi giorni un incontro con le associazioni di categorie per illustrare gli aspetti tecnici e operativi del provvedimento.Il perimetro della zona franca di Matera coinvolge a nord dell’abitato le due zone per insediamenti artigianali e produttivi Paip 1 di via La Martella e Paip 2 di via Gravina e parte dei quartieri di San Giacomo e Serra Rifusa. La fiscalità di vantaggio e decontributiva raggiungerà il tetto massimo di 30.000 euro l’anno in materia di Esenzioni delle imposte sui redditi (IRPEF e IRES), imposta regionale sulle attività produttive, imposta municipale propria (per i soli immobili siti nella ZFU, posseduti e utilizzati dai beneficiari per l’esercizio della propria attività)ed esonero del versamento dei contributi a carico del datore di lavoro sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Tocca ora a imprese e associazioni ( alla conferenza stampa erano presenti i referenti delle associazioni ZfU Matera, Comitato Zes Mt 2017 e Cna) oltre agli esperti in consulenza del lavoro, commercialisti e dei servizi al mondo produttivo.

TUTTA LA NORMATIVA SULLE ZONE FRANCHE URBANE

Le Zone franche urbane (ZFU) sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione e decontribuzione

Favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse

COSA PREVEDE IL DECRETO

Il DM 5 giugno 2017 integra e modifica le disposizioni del DM 10 aprile 2017:

Adeguamento al regolamento (UE) n. 1407/2013 sugli aiuti de minimis, recependo il concetto della «impresa unica» alla quale deve essere riferito il plafond massimo dell’aiuto concedibile

Estensione del regime agevolativo ai professionisti, sulla scorta di quanto disposto dalla normativa comunitaria

Nuovo criterio di riparto delle risorse teso a far sì che le risorse disponibili possano essere allocate anche sulla base del fabbisogno e della capacità, quantomeno potenziale, del beneficiario di utilizzare il bonus fiscale e contributivo concesso. Il 40% delle risorse disponibili per la singola ZFU è ripartito in uguale misura tra tutti i soggetti beneficiari; il rimanente 60% è ripartito sulla base di un apposito parametro dal rapporto tra il reddito indicato nella domanda da ciascun beneficiario e la somma complessiva del reddito indicato da tutti i beneficiari della ZFU.

I SOGGETTI BENEFICIARI

Possono accedere alle agevolazioni le imprese di micro e piccola dimensione ed i professionisti che:

Alla data di presentazione della istanza sono iscritti al Registro delle imprese oppure, nel caso di professionisti, agli ordini professionali o sono aderenti alle associazioni professionali iscritte all’apposito elenco tenuto dal MiSE

Hanno la propria sede/unità locale all’interno della ZFU

Alla data di presentazione della istanza hanno già avviato la attività ovvero si impegnano ad avviarla, pena la revoca delle agevolazioni, entro e non oltre 180 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento di concessione delle agevolazioni

Non si trovano nelle condizioni di esclusione degli aiuti individuate dall’articolo 1, comma 1 del regolamento (UE) 1407/2013

Si trovano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposti a procedure concorsuali

LE ESTENSIONI DEL DECRETO

Estensione del limite previsto per le riserve finanziarie «di scopo», con un innalzamento dal 30% al 50% dell’ammontare di risorse che le Amministrazioni locali possono riservare (in favore di determinate tipologie di imprese, settori, aree territoriali) rispetto all’ammontare dello stanziamento complessivo previsto per la ZFU

Attività informativa dei Comuni, viene attribuito un maggiore ruolo e coinvolgimento dei Comuni in cui ricadono le ZFU in materia di supporto e informazioni a imprese e professionisti, a partire da quanto attiene agli aspetti connessi alla puntuale perimetrazione della ZFU.