Che tutti vogliano realizzare le Zone Economiche speciali non ci sono dubbi, ma tenendo conto delle specificità delle aree di riferimento e di quanto prevederà il prossimo Decreto della Presidenza del consiglio dei Ministri. A ricordarcelo è l’ex parlamentare del Pd on. Ludovico Vico, che ha operato e continua a seguire gli sviluppi e l’attuazione delle Zes Porto di Taranto- retroporto Basilicata e di quella Adriatica Bari-Brindisi. E per questo chiede che si lavori a due piani strategici distinti. Del resto superfici, indicazioni fatte delle due regioni ci sono e si può procedere, ma per la Puglia – a detta di Vico- occorre tenere conto di un aspetto propedeutico all’attuazione del Piano.”Il piano generale pugliese, a cui si aggiunge la Basilicata, non è conforme -scrive Vicoal Dpcm, relativamente all’articolo 5 (Proposta di istituzione Zes) e all’articolo 6 (Requisiti delle proposte e Piano di sviluppo strategico). E per quella interregionale occorre coordinare tempi e modalità attuative. Del resto, e concordiamo, si tratta di territori differenti tenendo conto delle specificità. Il resto ve lo spiegherà l’on. Ludovico Vico più volte a Matera per iniziative di partito e del comitato zes lucana 2017-

COMUNICATO STAMPA

Obiettivo fondamentale: l’istituzione delle Zone Economiche Speciali

Vico: “Servono due piani generali di sviluppo strategico distinti per la Zes Adriatica e per la Zes Ionica Taranto-Basilicata”

“I piani di sviluppo strategico delle Zone Economiche Speciali della Puglia devono essere due. Ovvero: un piano di sviluppo per la Zes Adriatica e l’altro per la Zes Ionica interregionale Taranto – Basilicata. I due piani devono essere presentati in maniera separata. Questo chiarimento iniziale, si rende necessario al fine di ricordare che il piano generale pugliese, a cui si aggiunge la Basilicata, non è conforme al Dpcm, relativamente all’articolo 5 (Proposta di istituzione Zes) e all’articolo 6 (Requisiti delle proposte e Piano di sviluppo strategico). Rischiando di sembrare ridondante, ribadisco che bisogna presentare due piani generali di sviluppo strategico distinti: uno per la Zes Adriatica, la cui estensione è di 2650 ettari e l’altro per la Zes Ionica, la cui estensione è di 1750 ettari ai quali si vanno ad aggiungere 1061 ettari della Basilicata, per un totale di 2811 ettari di estensione totale”.

A tornare a parlare di Zes, dopo l’intervento sulle pagine di un quotidiano regionale del coordinatore delle Zes Puglia Aldo Berlinguer, è l’on. Ludovico Vico. Il piano di sviluppo strategico generale delle Zes Puglia, è stato presentato nelle scorse settimane al Ministero della Coesione territoriale dalla Regione Puglia.

“Ad oggi – spiega ancora Vico -, la Regione Puglia ha presentato un unico piano strategico generale che comprende entrambe le Zes e nel quale rientra anche la Basilicata. Invece è necessario predisporre due distinti piani strategici, in maniera conforme al Dpcm. Su questo versante bisogna recuperare il tempo perduto, perché l’obiettivo è quello di giungere alle istituzioni delle Zes seguendo pedissequamente il Dpcm. Ribadisco: il primo obiettivo è l’istituzione delle Zes e mi permetto di eccepire al dottor Berlinguer che il prossimo Dpcm relativo alle semplificazioni amministrative e burocratiche, è temporalmente successivo alle istituzioni delle Zes. Cioè, se non vengono istituite le Zes con i criteri stabiliti dal Dpcm disponibile, quello successivo, altrettanto importante, non potrà essere attuato”.

“Ancora una volta – conclude Vico – mi trovo a dover ricordare che, soprattutto per quanto attiene la Zes interregionale, il tempo va utilizzato al meglio dai coordinatori di entrambe le Regioni interessate, proprio perché bisogna integrare coerentemente gli interventi specifici fra Taranto e la Basilicata, al fini dell’istituzione della Zes stessa. Ed anche qui richiamo quanto richiesto dal Dpcm”.

Taranto, 27 marzo 2018