E ora tocca alla Basilicata accelerare i tempi per definire il piano strategico per la Zona economica speciale appulo lucana, che ha come porto Taranto e  area retroportuale la  provincia di Matera mettendo da parte quella delibera agostana ”largheggiante” , che guardava da una parte alla città jonica e dall’altra con Galdo di Lauria a Salerno e Napoli. Tempi brevissimi, visto che il Governo, dovrà candidare la proposta unica che dovrà essere firmata dai presidenti delle due regioni Marcello Pittella e Michele Emiliano. ” E se ci sono ritardi o inadempienze- come ha puntualizzato l’on. Ludovico Vico- intervenga il Governo”. Un invito a lavorare con serietà , mettendo da parte strategie, mediazioni da campagna elettorale. Ora è tempo di fare i fatti e di inserire la Basilicata tra le otto Zes del Mezzogiorno, come emerso dalla conferenza stampa dei parlamentari Ludovico Vico e Maria Antezza (Pd), nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Braia. Un incontro con i giornalisti, e alla presenza di rappresentanti della Zes lucana  Matera 2017 Pierluigi Diso, Nino Liantonio – definiti eroi per quanto fatto finora nel dibattito sulla Zes- del capo di gabinetto della Provincia Carmine Lisanti e di persone impegnate sui temi territoriali come Vincenzo Menzella, per fare il punto sulle decisioni seguite al parere sullo schema di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) attuativo della legge 123/2017 da parte della Conferenza Unificata Stato – Regione. Il provvedimento, infatti, ha ampliato le aree da destinare alle Zes, con la Puglia che passa da 3.033 a circa 4.200 ettari, e la Basilicata, che passa da 428 a 900 ettari . Tanta carne al fuoco che, come hanno puntualizzato i parlamentari, e con riferimenti precisi dal Decreto ministeriale sulle Zone economiche speciali in tema di logistica, infrastrutture, risorse finanziarie con il circuito di banche, volume di affari e naturalmente opportunità che finiranno nel piano strategico. Assente l’assessore regionale alle Attività Produttive Roberto Cifarelli è toccato a Luca Braia, che si occupa delle Politiche Agricole, a una precisa domanda riferire che la Regione, con il coordinamento del presidente Marcello Pittella e l’apporto dell’assessorato alle Attività Produttive, sta lavorando al tema delle Zes e con il coinvolgimento di varie professionalità dallo Svimez a risorse interne. Del resto il tempo è limitato e non si può indugiare oltre. La materia sarà esaminata dalla giunta e poi il gruppo di lavoro dovrà procedere di conseguenza e, auspichiamo, tenendo in considerazione quanto è stato prodotto (lo ricordiamo) a costo zero dall’associazione Zes lucana 2017. Le cose da fare sono definite: perimetrazione, funzioni, servizi, infrastrutture e merci da movimentare. Matera città- come hanno precisato i due parlamentari- centra poco sulla Zes indicata dal Governo ma contano i contenuti e la competitività che sono nel territorio. E allora la perimetrazione della Zes dall’area di Ferrandina, dove sono il centro intermodale è la piattaforma logistica, ma che potrebbe risalire tutta la Valbasento fino a Tito dove ci sono iniziative da sdoganare e coinvolgere, il ruolo del sistema agroalimentare il vero business del sistema produttivo locale più che l’automotive, che opera a Melfi e che gravita in maniera autonoma sul porto di Salerno, la rete ferroviaria, lo stesso aeroporto di Pisticci scalo, il potenziamento della rete stradale (dalla Ferrandina-Matera alla Basentana alla Jonica) costituiranno il perno delle priorità e del come muoversi e delle cose da fare. E un altro spunto l’ha fornito il ferrandinese Carmine Lisanti sul tema della gestione ”sostenibile” di quel progetto di piattaforma logistica,inserito nel corridoio La Valletta- Helsinki, che è giunto al piano esecutivo e con il coinvolgimento di Regione e Unione Europea. Si attende il finanziamento, pari a 2,6 milioni di euro,per passare alla fase della realizzazione e a quello della piena operatività. Già la gestione. Un tema non di poco conto, che sarebbe opportuno, fosse affidato in loco. Sarà la stessa Provincia, un consorzio misto con l’apporto delle imprese. Tocca alla cabina di regia regionale decidere, ma a patto che non si creino carrozzoni fallimentari e del resto in giro ci sono poche risorse per farlo. Un altro tema che resta alla finestra è quello delle filiera delle Zone franche con un invito dei due parlamentari a non fare confusioni. La Zes è una cosa, e ha una precisa normativa, è va condotta in porto…per metà gennaio 2018. Le altre  spaziano dall’economia all’energia e con tutto il variegato siglario che le contraddistingue. Hanno pari dignità, ci mancherebbe, ma fruiscono di altri strumenti finanziari e di aggregazione. Ma non si esclude che possa interagire nel segno della Zeta..