Bisogna stare sempre con tanti di occhi aperti sopratutto quando si attivano opportunità e si indivuano risorse per favorire investimenti nel Mezzoogiorno, come le Zone Economiche speciali con un polo ”sinergico” tra porti e aree retroportuali. A lamentarsene, come riporta la nota di Nino Sangerardi, sono Paolo Pagliaro dell’Ufficio di presidenza nazionale di Forza Italia, che cita la doccia fredda delle zone logistiche semplificate a favore del centro nord. Gli fa eco Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale, dimessosi Comitato regionale ZES che ha lamentato di non aver sentito o ricevuto molte note di protesta. Per dover di cronaca citiamo, e lo abbiamo riportato in altro servizio, le prese di posizione dei parlamentari del pd Ludovico Vico e Maria Antezza, che hanno precisato come “Alle zone logistiche semplificate del Centro Nord non vengono applicati i vantaggi fiscali del credito d’imposta che, invece, sono previsti esclusivamente per i porti del Sud, così come in merito alle zone economiche speciali riservate al Sud i vantaggi fiscali sono solo per i porti meridionali Ten-T ed i retro porti”. Tutto chiaro? Mah.Siamo come San Tommaso. Le partite di giro o di raggiro sono sempre in agguato. Basta una trascrizione errata o un foglio excel rimasto nella dimensione virtuale per rimediare amare sorpresa.

ZES, come gabbare il Sud Italia

Nino Sangerardi

“Siamo alle solite – afferma Paolo Pagliaro dell’Ufficio di Presidenza Nazionale di Forza Italia -, dopo aver fatto annusare al Sud la possibilità di avere le ZES (zone economiche speciali), con l’obiettivo di attrarre investimenti extra-regionali, grazie a degli incentivi e a delle agevolazioni fiscali, promettendo impegno affinché l’interscambio commerciale via mare iniziasse a voltarsi più verso il mezzogiorno, arriva la doccia fredda, la solita furbata : ecco le zone logistiche semplificate (ZLS) in favore del Centronord”.

Quindi, da un lato il Governo nazionale promette al Sud Italia agevolazioni per una crescita delle zone portuali e dall’altro si creano altrettante condizioni favorevoli per le aree portuali del Settentrione italiano.

Non basta,per indorare la pillola si sostiene che solo alle ZES verranno applicati i vantaggi fiscali del credito d’imposta.

In realtà quest’ultimo non è sufficiente per fare in modo che questa azione non diventi un elemento di svantaggio e di concorrenza per il Sud.

“Ancora una volta siamo stati penalizzati da una politica sconsiderata che avvantaggia le zone del Centronord, che sono molto più avanti rispetto al Sud prendendoci in giro con la favoletta del credito d’imposta– conclude Paolo Pagliaro– Complimenti, come sempre, ai nostri rappresentati pugliesi in Parlamento e al Senato; si spera che le vacanze romane per molti stiano per finire”.

A proposito dell’approvazione delle ZLS interviene Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale, il quale nel dimettersi dal Comitato regionale ZES ha dichiarato: “Ieri ho ricevuto un unica telefonata. Quella di Zeno D’Agostino, Presidente di Assoporti. Mi ha fatto piacere. Ha condiviso il mio pensiero e la mia indignazione nonostante sia il Presidente del Porto di Trieste (unico porto franco italiano che dalle ZLS riceverà ulteriori vantaggi). Come me si è chiesto come sia potuto accadere, chi abbia commissionato il raid in Legge finanziaria. Lui, presidente di Assoporti, non ne sapeva nulla.

Nessuna telefonata invece dalla politica. Nessun intervento pubblico dei nostri politici. Non recrimino. Constato”.

Dunque viene notevolmente intaccato il tentativo,più o meno serio, di messa in opera delle Zone economiche speciali nel Sud.

Per i territori coinvolti di Puglia e Basilicata vuol dire essere condannati a sottovivere nella palude dell’ assistezialismo parastatale regionale e dei famigerati Fondi UE. E, sopra tutto, registrare l’ulteriore incremento dell’ emigrazione di laureati e diplomati.

Tragedia sociale e antropologica già descritta dall’inimitabile Carlo Levi nel 1972: “Il costo dell’emigrazione umano è immenso,sia come somma di sofferenze individuali,di perdita di salute di vita,di valori insostituibili,sia come morte e deserti di intere regioni,come decadenza e corruzione e desolazione dei paesi di emigrazione, spopolati e inesistenti; dove al di là di una certa soglia,ogni vita reale si perde, e i vecchi e gli incapaci,stanno seduti sui muretti delle piazze di polvere, in attesa del nulla,e i resti di una piccola borghesia parassitaria incattiviscono,disputandosi disoccupati il conto delle anime morte(per qualche sperato sussidio o contributo di Enti o casse del Mezzogiorno).La vita si fa ogni giorno più lontana,le distanze sempre più grandi; la frattura di un mondo scisso appare sempre più insanabile se non ad opera di grandi rivolgimenti,se non se ne distruggono le cause”.