Meglio un Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect) per la Zes Lucana tra Matera e Plovdiv, capitali europee per il 2019, che l’attendismo e l’inconcludenza che sta accompagnando il lavorio sotterraneo per la Zona economica speciale, in attesa di quegli incarichi progettuali (circola il nome di un ex assessore regionale) che dovrebbero sancire intese per la Zes della Basilicata. Quelli della ”Zona lucana 2017”, da Matera. sono in fibrillazione per questa politica dei doppi forni, nonostante l’intenso lavoro di rete e di attività avviati e le linee per un progetto strategico realizzato dal gruppo coordinato dall’avvocato Pierluigi Diso. E così (a loro i contatti autorevoli non mancano) hanno deciso di percorrere fino in fondo il ponte che porta a Plovdiv per una Gect, che realizzi a pieno e su scala europea le opportunità di essere capitali europee della cultura 2019. Turismo, beni culturali, servizi, innovazione, ricerca, istruzione e tutto quanto di ”operativo” bolle in pentola- sia pure con numeri e attenzioni diverse- nelle due città. Plovdiv gira a mille e Matera va a tre cilindri immersa come è in convegni, protocolli, mostre e altri impalpabili progetti che fanno tanto fumo e poco arrosto. ” Naturalmente – aggiunge Nino Liantonio, animatore della zone franche territoriali in tutte le versioni- non abbandoniamo il campo nonostante i silenzi, preceduti da rassicurazione, su quello studio delle zes consegnato dalle banche il 3 agosto alla Regione Basilicata e approvato in giunta il giorno dopo. Attendiamo di averlo, anche con richiesta di accesso agli atti. Se non è un segreto di Stato e se c’è tiratelo fuori. Quanto a noi andiamo avanti e guardiamo in tema di Zes anche a quanto si sta facendo a Bari”. Smart, G5 e sponda Adriatica Bari-Brindisi- Balcani e quindi Plovdiv”. Zes lucana 2017, comunque, estremamente concreta visto che in Basilicata si fanno chiacchiere, si gira a vuoto per i soliti mezzucci da sagrestia da campagna elettorale, alimentati dal disastro elettorale in Sicilia, che rende opaco il già torbido quadro politico locale.