Investire in Basilicata a costi ridotti, a cominciare dalle tariffe energetiche, del carburante  e di altre utylities? La proposta è buona per inserire nella Zes a 10 chilometri anche i vantaggi della Zona  franca energetica, ma occorre superare alcuni scogli organizzativi, logistici e programmatici che devono fare i conti con la politica energetica e con il peso dei  contenziosi petroliferi, sui limiti e le delusioni della Società energetica lucana e sull’assenza di un equilibrato quadro di riferimento sulle fonti alternative. Non meravigliamoci, pertanto, se imprenditori e residenti finora hanno dovuto fare e continuano a fare i conti con la carenza di incentivi e decurtazioni, a causa dei limiti e delle scelte del passato. Senza dimenticare la secolare vicenda del costo del danaro ma questo è un problema destinato a restare all’orizzonte sul rischio di impresa degli istituti di credito. Finora non ci siamo riusciti a rendere appetibili gli investimenti da fuori, Ricordiamo che la Basilicata  in 20 anni ha visto fallire Bandi di reindustrializzazione e di promozione di nuova imprenditorialità, nonostante l’offerta quasi gratuita di capannoni dismessi, di aree produttive, formazione professionale a piè di lista e altri incentivi. Ma ora qualcosa pare debba muoversi, giocando a bocce ferme o quasi puntando sulle opportunità dell’energia a buon mercato (uno sconto tra il 20 e il 30 per cento in meno o giu di lì) grazie all’inserimento della Zfe nella Zes. Toccherà alla Regione prima e al Governo dopo, con una integrazione normativa nel Decreto definitivo sulle Zes che sta lavorando a un tavolo tecnico  impegnato a d definire – come ha annunciato l’assessore regionale alle Attività Produttive, Roberto Cifarelli- entro 90 giorni i Piano strategico per la Zes retroportuale alla luce di un emendamento che ha ampliato a 10 chilometri quadrati l’area regionale interessata al provvedimento.  Impegni e percorsi  appresi  a Matera nel corso di un incontro sul tema “Zona economica speciale (ZES) e Zona Franca energetica (ZFE): una sfida comune”  promosso dal Movimento Zona franca Basilicata, incentrato sulla proposta di zona energetica dell’ex assessore regionale Aldo Berlinguer . Un evento ospitato nel salone degli stemmi dell’Arcivescovado, come ha precisato e ricordato l’Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina mons Giuseppe Caiazzo, attento ai temi del sociale e della crescita economica del territorio. Ed è stata una riflessione in prevalenza tutta lucana vista l’assenza dei referenti  pugliesi ( Bari e Taranto), qualche assenza istituzionale per vari motivi, ma con gli apporti di Salvatore Adduce, presidente Anci Basilicata, Pasquale Lorusso presidente Confindustria Basilicata, Vincenzo Acito assessore attività produttive Comune di Matera, Eustachio Quintano presidente Ordine dottori commercialisti provincia di Matera, la presenza di Giampiero Demeo docente di Economia dei Trasporti e Logistica alla Lum per Zes Lucana 2017 , del presidente del Gal Bradanica Leonardo Braico e di alcuni imprenditori. Un incontro comunque interessante, moderato da Maria Teresa Cascino, che ha dato appuntamento al lavoro che verrà e Cifarelli ha auspicato che l’ex assessore regionale Aldo Berlinguer possa contribuire all’azione e alla progettualità avviate dal tavolo tecnico. Il docente dell’Università di Cagliari ha tirato fuori con la competenza riconosciuta le opportunità di accrescere la competitività della Zes con gli incentivi sull’energia, mettendosi nei panni degli imprenditori che in Basilicata trovano una situazione paradossale : luogo di estrazione petrolifera, ma il prezzo dei carburanti è elevato. Misteri…incomprensibili ai più. Da qui l’esigenza e la proposta di ripiegarsi su uno studio presentato durante la sua fase di amministratore regionale.’’ E’ uno studio –ha detto Berlinguer- che  metto  a servizio di una sfida nuova che è la istituzione della  Zona economica speciale. La Zes  è una realtà, un obbligo, quanto meno una opportunità che non si deve mancare. Lo si deve fare in breve tempo. La Regione deve fare un piano strategico e a questo punto è bene che in quel contenitore si mettano quante più proposte convergenti possibili, in modo da arricchire il contenitore e non lasciarlo per le Zes  il solo credito di imposta,infatti, ha una capacità attrattiva molto ridotta. La Basilicata ha ora  questa caratterizzazione specifica, peculiare, che è quella  delle contestazioni petrolifere che hanno generato tanto malcontento, però bisogna saperlo. Possono però regalare ai lucani dei benefici  economici che vanno verso altre produzioni. Non quella del petrolio, in modo da affrancarci anche da questa monocoltura” . I tempi? Per la zes aggiunge Berlinguer si parla di qualche mese per l’altro progetto (le zfe ndr)  sta alla Basilicata attivarsi.” Se noi –ha concluso- lo proponiamo nell’ambito della Zes è facile che il Governo ne tenga conto, ma prima il passaggio regionale’’ . E dalla Regione, con Cifarelli, sono venute attenzione e invito a collaborare e del resto la proposta è articolata. Si tratta di recepirla o di sollecitare eventuali integrazioni all’interno del tavolo tecnico regionale, che dovrà definire il piano strategico. Naturalmente per il varo definitivo occorrerà lavorare di buona lena, smussare qualche angolo, superare incomprensioni, resistenze e protagonismi che hanno visto la Regione in una situazione di attesa e di silenzi, denunciati da più parti. Cifarelli spiega perché.

“Dovevamo capire esattamente – dice l’Assessore regionale- come si concludeva il decreto e quindi abbiamo lavorato per ampliare la possibilità per la Basilicata di una zona Zes più grande rispetto ai 400 ettari e passa  concessi inizialmente. Quindi sia nella conferenza degli assessori regionali, alla quale ho partecipato direttamente, in seduta congiunta attività produttive infrastrutture, poi quella della Conferenza Stato -Regione abbiamo lavorato per ampliare la superficie a 1000 ettari, inserendo un altro parametro introdotto dalla Basilicata- e dal sottoscritto in particolare- che era quello di inserire un parametro legato alla superficie territoriale e non solo rispetto alla densità abitativa che penalizzava al Basilicata, insieme a Molise e Sardegna. Perchè abbiamo fatto un ragionamento molto semplice: la Zes va fatta non dove c’è molta densità abitativa perchè non hai il territorio dove fare la zona economica speciale”. E quindi retroporto con le aree della  Valbasento, di Tito, Melfi e via elencando ma per l’Assessore è una defini zione ancora aperta. Nella delibera di giunta regionale di agosto –aggiunge Cifarelli-  si dava una traccia di lavoro che parlava delle aree di  Ferrandina e di Galdo di Lauria, ma  ora quella della perimetrazione è una discussione ancora aperta e con il tavolo tecnico verificheremo quale possa essere la cosa migliore per la Basilicata. Avremo a disposizione all’incirca  10 km quadrati e questa è una superficie per favorire  lo sviluppo della Basilicata”. I tempi ? Cifarelli non si affanna e del resto  siamo in clima natalizio ed elettorale e la fretta non aiuta a fare le cose per bene.  ” Non ci sono – precisa- tempi definiti nella bozza di decreto del Governo. Ma la consapevolezza che abbiamo è che le politiche di sviluppo devono essere al passo con i tempi. La programmazione deve essere rapida- Nel giro di 90 giorni al massimo  noi dovremo essere in grado di elaborare il nostro piano strategico che va confrontato ed elaborato insieme alla Puglia. Quindi nei prossimi 90 giorni noi saremo in grado di dire esattamente contorni e contenuti della  Zes”. E gli attori locali ? L’ex assessore Aldo Berlinguer con la Zona franca energetica (Zef) per la Zes e la Zes Lucana 2017 – gli chiediamo-  che fate li tirate dentro, restano fuori? LI ascoltate ”Noi facciamo quello che abbiamo sempre fatto- conclude Cifarelli- partecipazione e politiche di ascolto di tutti i soggetti interessati, a cominciare dai sindaci, ai protagonisti delle aree coinvolte, i due consorzi industriali, le associazioni imprenditoriali che insieme a noi devono elaborare una proposta  e che alla fine interesserà le imprese. Quindi sarà una fase di ascolto, partecipazione e condivisione possibilmente per arrivare a una scelta condivisa. Nessuna preclusione verso alcuno. Assolutamente”.  Attendiamo di conoscere il programma e le modalità di raccordo di proposte e delle iniziative finora prodotte (Suggerimenti per un piano di sviluppo strategico della Zes Lucana 2017), lo studio sulla Zona Franca Energetica ( Aldo Berlinguer) e quella di Piano strategico  (comprensiva di Zone franceh) che il Comune di Matera ha affidato allo Svimez. Ce n’è abbastanza per aprire un corso di laurea in scienze dell’economia presso l’Università di Basilicata. Ma servono soldi…e i tagli alle royalties del petrolio non lo consentono.