Ed ecco piovere in questo clima infuocato, tra le granite estive, altre granate sulle zone economiche speciali in Basilicata (http://giornalemio.it/economia/le-zes-lucanetra-le-granite-e-le-granate-e-stive/).

Senza un piano strategico non c’è futuro produttivo” sostiene, infatti, Graziano Scavone, Sindaco di Tito e membro del direttivo Anci, nonchè responsabile degli enti locali di Articolo uno – Mdp Basilicata.

Il quale aggiunge: “La scelta della giunta regionale di individuare l’autoparco di Galdo di Lauria e l’area industriale di Ferrandina come zone economiche speciali ai sensi del Decreto Legge 91/2017 rende ancora più urgente il confronto tra Regione, territori, rappresentanze datoriali e sociali per definire un piano strategico di rilancio produttivo delle aree industriali lucaneQuantomeno sui provvedimenti di carattere strategico, è doveroso che il governo regionale recuperi il metodo del confronto e della concertazione se vuole dare sostanza e contenuti alle politiche industriali. Se si fosse avviato un confronto di merito per la definizione del piano strategico previsto dal decreto legge Mezzogiorno, difatti, ai fini della individuazione delle Zes si sarebbero potute finalmente considerare tutte le proposte, le misure e i progetti già maturi e sui quali a oggi non si registrano le attenzioni necessarie”.

Che fine hanno fatto – si chiede il sindaco Scavone – proposte come l’istituzione sull’intero territorio lucano della zona franca energetica, presentata dall’ex assessore regionale Aldo Berlinguer e sulla quale cento comuni, tra cui anche quello di Tito, hanno già ampiamente deliberato il loro interesse e che rappresenterebbe un valido sostegno al tessuto produttivo lucano? Se ci fosse un confronto si potrebbe decidere di istituire le Zfe e di individuare criteri di premialità rivolti ad esempio alle produzioni industriali verdi e socialmente responsabili, evitando così di attrarre principalmente investimenti industriali energivori e ad alto impatto ambientale”.

Se ci fosse un confronto – continua  il primo cittadino– si potrebbe discutere più largamente di misure da attivare per non creare zone di serie A e serie B. Si potrebbe ad esempio considerare di presentare istanza di riconoscimento di area industriale di crisi complessa per le zone industriali di Tito e della Val Basento, già fortemente penalizzate dai vincoli di bonifica ambientali essendo state dichiarate aree Sin e sulle quali la Regione non ha ancora riconosciuto e attivato alcuna specifica misura agevolativa per restituire competitività”.

Se ci fosse un confronto potremmo inoltrare una richiesta al governo nazionale per spingerlo ad azioni dedicate alla Basilicata come riconoscimento per il contributo energetico al fabbisogno nazionale. L’istituzione delle Zes sarebbe potuta essere l’occasione, vista l’assenza di porti regionali, di prevedere all’interno del decreto una misura speciale per la nostra regione, a maggior ragione se si considera il fatto che aver individuato le Zes senza un coinvolgimento preventivo della Puglia e della Campania rischia di indebolire la proposta e vederla respinta”.

Se ci fosse un confronto – conclude il sindaco di Tito – eviteremmo di alimentare discussioni infruttuose tra territori per concentrarci finalmente sugli strumenti e le politiche“.