Loro ci credono eccome e la consegna al presidente della giunta regionale di Puglia, Michele Emiliano, e poi all’on. Ludovico Vico, del dossier, corredato di foto, dati e grafici, sulle ” Zone economiche speciali. Nuove occasioni per costruire lo sviluppo. Suggerimenti per un Piano di sviluppo strategico” conferma che la Zes Lucana 2017 ha le idee chiare e non molla, nonostante il ”navigare a pelo d’acqua” di un ex assessore regionale che si muove per conto di altri e per muoversi al momento opportuno. Pierluigi Diso, coordinatore del gruppo di lavoro della Zes Lucana 2017, insieme a Nino Liantonio ”antenna” attenta a tutta la materia che attende a tutte le variant e specificità delle zone franche urbane, insistono e mostrano una agenda fitta di impegni e di contatti da Roma a Plovdiv, capitale europea della cultura 2019,a Barcellona a Belgrado, senza dimenticare i luoghi dove le Zes in Italia sono in avanzata fase di realizzazioni o potrebbero diventarlo come Taranto, Bari e Brindisi. I contatti con Emiliano e Vico sono stati giudicati proficui, tant’è che hanno apprezzato la loro capacità tutta ”levantina” di muoversi con un dinamismo lontano dai tatticismi strategici all’insegna del ”fateli fare…e poi facciamo noi” propri dei bizantismi inconcludenti di casa nostra. Attesa per i decreti a parte l’associazione Zes lucana 2017 sta per compiere scelte e investimenti che hanno lasciati increduli non solo le ”teste di legno” che dovrebbero capire, per lo stipendio che prendono e il ruolo che ricoprono, cosa signfica creare le condizioni per coinvolgere imprenditori intenzionati a investire di proprio. Ma anche i soloni di ”Patti” e di investimenti con imprecisate risorse della virtuosa ma spesso inutilizzata filiera dei fondi europei. Sotto l’albero, ripetono Pierluigi Diso e altri che lavorano in silenzio…, servono i fatti e tanta trasparenza altrimenti non si è credibili nè in Italia e nè all’estero. E del resto loro non si devono candidare…