Si era parlato di trasloco entro il 2017…ma quella la data per il trasferire i corsi di laurea dalla sede Unibas di Piazza San Rocco a Matera presso quella nuova e ambita del Campus di via Castello probabilmente slitterà a giugno o a quest’estate. Il sindaco Raffaello De Ruggieri e l’assessore comunale alle Attività Produttive, Enzo Acito, auspicano che i tempi si riducano alla prossima primavera altrimenti non sarà possibile tirare fuori il bando per individuare le potenziali imprese creative e innovative che potranno sperimentare il ‘’G5’’’. Il rischio di allungare i tempi c’è tutto e con il paradosso che la società Open Fiber realizzi il cablaggio dell’edificio con fibre a banda larga nella prima fase di intervento di posa dei cavi, in corso  da alcuni giorni. Dipende dall’Università e dai tempi tecnici per le procedure di appalto per il trasloco e per gli aspetti logistici, che l’apertura di una nuova sede impone. Nel frattempo seguiamo il cronoprogramma di Open Fibre, la società composta da Enel spa, Equity spa (Cdpe) società del Gruppo Cassa e Depositi che sta realizzando la rete a banda larga con una tecnologia specifica la fibra fino a casa (Fiber To The Home). Nello stesso percorso è impegnata, ricordiamo, anche Telecom ( come ha ricordato un recente servizio di Report) ma con altre modalità e tecnologie. Un caso unico o quasi che contraddistingue l’operazione banda larga nel nostro Paese dove la maggiore azienda di telecomunicazione del Paese, strategica per le funzioni che svolge, il cui controllo rischia di finire sotto il controllo dei francesi di Vivendi. Un paradosso e una contraddizione per la sicurezza dell’Italia per la quale il Governo intende ricorrere a un veto, a un ‘’golden share’’ come si dice in gergo. Situazioni che non si verificano in Francia o in Germania dove le aziende di Stato o di valenza strategica restano saldamente nelle mani dei governi. Da noi, invece, mani libere agli acquisti stranieri. Strano ma,purtroppo, è cosi perché non esiste alcuna politica industriale e meno che meno del lavoro visto il precariato consolidato che oscilla tra i voucher e il modello a tutele decrescenti del jobs act come confermano i dati ballerini e contradditori di statistiche e osservatori, l’emigrazione dei giovani, la mancata formazione di famiglie e il calo delle nascite Attendiamo uno scossone dalla ‘’banda larga’’. Sono cominciati, intanto, a Matera, nei comprensori cittadini nord al rione Serra  e centrale lungo l’asse via Annunziatella – via Lucana, i lavori di posa in opera della fibra ottica di banda larga. Lo ha reso noto oggi a Matera  Salvatore Negrelli, responsabile network& operation area sud di Open Fiber, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato referenti del settore tecnico della società, il sindaco Raffaele De Ruggieri e l’assessore comunale alle Attività Produttive, Vincenzo Acito. L’investimento di Open Fiber è di sette milioni di euro. Saranno posizionati 144 km di rete interrata, 31 km di rete aerea a servizio di 19 mila unità immobiliari. I lavori si concluderanno entro 18 mesi con un cronoprogramma definito per raggiungere ogni mese 4000 abitanti. I cittadini con la nuova moderna infrastrutttura di telecomunicazioni potranno beneficiare di una velocità di connessione part a 1 Gigabit al secondo, nelle diverse modalità operative di download e upload, grazie a una tecnologia moderna  Fiber to the home (fibra fino a casa). Open Fiber, su richiesta dell’Amministrazione comunale, raggiungere in via prioritaria un edificio in piazza San Rocco, attualmente sede di corsi dell’Università di Basilicata, destinato a  diventare  un luogo cablato per attrarre investimenti di imprese creative e innovative che potranno sperimentare il sistema di comunicazione ” 5G” della quale Matera con Bari e è beneficiaria.   Il Comune di Matera ha auspicato-come indicato nella introduzione- di poter entrare in possesso dell’edificio nella prossima primavera, o a ridosso di quel periodo, in relazione ai tempi di trasloco dell’ateneo nel Campus dell’ex ospedale di via Lanera,  in modo da poter pubblicare un avviso internazionale per selezionare le candidature da attivare nei 1400 metri quadrati del sito. ” E’ nostro obiettivo -ha detto il responsabile netowrok& operation area sud di Open Fiber Salvatore Negrelli- contribuire con la fibra ottica a velocizzare il sistema di comunicazione con banda larga a servizio di cittadini, scuole, uffici a Matera, capitale europea della cultura 2019, e successivamente delle imprese anche in relazione alle opportunità aperte dal programma industria 4.0”. Molti dei dati della operazione Open fibre potrebbero finire negli Open data comunali, come ha chiesto espressamente l’assessore alle Attività Produttive Vincenzo Acito. Una opportunità concreta per avvicinare nel segno della trasparenza cittadini e amministrazione comunale. Quella esperienza , ricordiamo, venne avviata nella passata consiliatura dall’ex assessore all’Innovazione Giuseppe Tragni e con in conseguimento di un riconoscimento. Poi il silenzio e l’utilizzo parziale degli ‘’addetti ai lavori’’ che sanno barcamenarsi nella ‘’farraginosa’’ impalcatura del sito web comunale. Ora qualcosa, e con la disponibilità di volontà assessorili e di risorse umane, gli Open data…si aprono a banda larga. Buona ricerca agli eternauti.