In piazza con i fazzoletti e le bandiere tricolori e il cappellino verde i lavoratori della Fai Cisl di Matera per una campagna di sensibilizzazione all’insegna di ”welfare,giovani, diritti, salari e pensioni” che denucia ancora una volta lo sconquasso ”gestionale” in materia di lavoro e previdenza, che attraversa il BelPaese. Da una parte le statistiche dell’ottimismo sul milione di posti di lavoro (per gran parte precari e a tempo determinato strombazzati dal Governo) e da gran parte delle associazioni imprenditoriali su una ripresa che fa i conti con la delocalizzazione all’estero di imprese nazionali e delle multinazionali che fanno quelle che a loro più conviene e dall’altra l’allarme e le denunce di sindacati, dell’Inps, di quanti sono ai margini del sistema sociali sulla cruda realtà del quotidiano. Tutto questo mentre l’emigrazione continua, sopratutto dal Mezzogiorno, la popolazione invecchia e non ha i soldi per curarsi e si studiano( che paradosso) le pensioni per i giovani dal lavoro precario o a nero e senza contratti a tempo indeterminato. E il presidente dell’Inps, Tito Boeri, fa bene a denunciare la riduzione continua di contributi( che non possono essere quelle dei voucher o di redditi o  stipendi inferiori ai 1000 euro mensili) che mette a rischio, alla lunga, il pagamento delle pensioni maturate. Serve serietà e non la fiera delle illusioni da campagna elettorale. E, a proposito di campagna…, gli iscritti della Federazione agricola ambientale (Fai) della Cisl è scesa in piazza anche a Matera, incontrando il prefetto Antonella Bellomo, per illustrare i motivi ella campagna ” La tua firma! e costruisci l’agroalimentare e il sistema ambientale e del futuro’.Il segretario regionale della Fai Cisl di Basilicata, Vincenzeo Cavallo e i segretari Cisl Giuseppe Amatulli, Giuseppe Camarda hanno ribadito la necessità che si volti pagina. Toccherà al Governo farlo, ma sul piano della concretezza e della credibilità. La protesta è servita per sollecitare una riforma che punti ad abbassare l’età pensionabile dei lavoratori agricoli, degli addetti imbarcati della pesca, degli operai alimentaristi, del comparto forestale e della bonifica, riconoscendo loro lo status di lavoro usurante. Nella piattaforma della Fai previsti ammortizzatori sociali rafforzati e davvero universali, pure per le aziende sotto i quindici dipendenti, con il riconoscimento della disoccupazione agricola anche ai lavoratori agricoli a tempo indeterminato e il consolidamento della durata e dell’importo della Naspi. Sul piano fiscale la Fai Cisl ha chiesto una rimodulazione del carico a favore dei redditi medi e popolari, con un abbattimento Irpef che renda più pesanti i salari e contribuisca a rilanciare i consumi. I segretari della Cisl e i lavoratori inoltre l’inasprimento delle sanzioni contro l’evasione con una redistribuzione delle risorse ricavate a sostegno delle fasce deboli del lavoro. Sotto il profilo contrattuale, la Fai Cisl ha chiesto i l’innalzamento delle retribuzioni per i contratti agricoli di prestazione occasionale al livello della media dei contratti provinciali e la piena attuazione della Legge 199 contro il caporalato, con maggiori affidamenti bilaterali per il buon governo del mercato del lavoro agricolo. Un passaggio anche su un argomento di stretta attualità in Basilicata come quello del dissesto idrogeologico e delle calamità naturali,con la realizzazione di un piano nazionale contro il dissesto idrogeologico e di una legge per rilanciare il patrimonio forestale e ambientale italiano. E un ruolo posso svolgerlo gli operai forestali , rinnovando il contratto, e con maggiore chiarezza sul loro impiego dopo quelle riforme ( è un eufemismo) che ha accresciuto il precariato e ridotto l’apporto (tra vie bianche, grigie, azzurre e a pois) alla manutenzione del territorio. E questo i lavoratori della terra e dell’ambiente lo denunciano da tempo. Ma siamo sempre in campagna elettorale e la terra, in maniera devastante, si riprende sempre quello che le è stato sottratto.