Zes a tutto tondo anche in Basilicata, ma con un necessario confronto sulle cose da fare insieme alla Puglia creando quelle condizioni per farla decollare lavorando sulla concretezza. Pierluigi Diso Coordinatore del Comitato ZES LUCANA 2017 su questo tema continua a battere con la costanza di sempre e cita le “ultime’’ che vengono dalla Puglia, per aver partecipato attivamente a incontri ed eventi. E così si parte da una camionabile per utilizzare al meglio le potenzialità logistiche del Porto di Taranto, evitando gli inevitabili problemi di intasamento veicolare, e si passa a quel “Patto per la tutela e la crescita del lavoro”, firmato a Bari, un documento che intende fornire un’accurata ricognizione e analisi dei fabbisogni dei lavoratori del porto e un decisivo supporto alla formazione e alla riconversione del personale in ambito portuale. Un invito a Puglia e Basilicata a lavorare sodo , tanto più che Presidente Gentiloni ha già firmato il DPCM di ratifica del loro “Piano Strategico”. Attendiamo i fatti..

L’INTERVENTO DI PIERLUIGI DISO

Dopo aver appreso lo scorso 16 febbraio che la Regione Basilicata aveva finalmente inviato la sua proposta di ZES alla vicina Puglia, con l’aumento dell’area di 600 ettari, il Comitato promotore ZES LUCANA 2017 non poteva non essere soddisfatto per il passo avanti e non poteva non accompagnare, come sempre ha ribadito pubblicamente, la Regione Basilicata in questo camino verso un futuro industriale e di occupazione per il territorio lucano. Il Comitato ha apprezzato la dichiarazione del Presidente Pittella che crede nella ZES legata ai retroporti di Ferrandina e Lauria perché “potrà generare una rinnovata produttività oltre che generare nuove sinergie in grado di rilanciare l’intera area vasta quale retroporto di Taranto”. Di ZES il Comitato ha avuto modo di discutere anche con il Ministro Claudio De Vincenti il giorno 9 aprile a Matera, il quale ricordava quale area interessata solo quella di Ferrandina-Pisticci. Il Comitato gli ha rappresentato la “nuova” ZES a macchia di leopardo, come da Position Paper della Regione Basilicata, che adesso interesserà più comuni (Matera, Pisticci, Ferrandina, Melfi, Tito e Lauria) e forse limiterà l’appetibilità dei grandi investitori internazionali, specie quelli che volevano realizzare qualcosa proprio in funzione della futura piattaforma logistica dell’agroalimentare di Ferrandina. Il Comitato è stato sempre in contatto con l’ex assessore pugliese Michele Mazzarano e con il coordinatore della task force della Regione Puglia, prof. Aldo Berlinguer. A quest’ultimo in particolare ha sempre sollecitato il suo massimo sforzo affinchè anche la Basilicata (che già conosce quale ex amministratore regionale) si doti di un’area Zes e non continui a spezzettare il suo territorio a macchia di leopardo. L’attività del Comitato è stata molto frenetica specie nella giornata di venerdì 4 maggio 2018, quando ha partecipato ad una serie di importanti incontri a Bari. Presso la sede dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, presieduta dal prof. Ugo Patroni Griffi, il Comitato ha ascoltato l’Arch. Mauro Coletta, direttore della Direzione generale vigilanza Autorità portuali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a cui sono stati illustrati gli sviluppi del cosiddetto progetto della “camionale”, cioè una strada che sarà in grado di collegare l’infrastrutturazione portuale con la zona industriale, liberando importanti arterie cittadine dal traffico e dal conseguente inquinamento prodotto dai camion, attraverso un connessione viaria tra zona industriale, tangenziale, interporto e porto. Anche la Basilicata ed i comuni interessati dalla Zes dovrebbero iniziare già a ragionare in tal senso. Di seguito, il presidente Patroni Griffi e le parti sociali hanno sottoscritto il “Patto per la tutela e la crescita del lavoro”, un documento che intende fornire un’accurata ricognizione e analisi dei fabbisogni dei lavoratori del porto e un decisivo supporto alla formazione e alla riconversione del personale in ambito portuale. Anche in Basilicata si dovrebbe aprire un dibattito pubblico e più ampio sulle prospettive di lavoro che un’area Zes determinerebbe. Il documento firmato a Bari individua una serie di pratiche, regole e nuovi assetti per accrescere i livelli di efficienza dei porti e dei lavoratori, migliorandone la qualità del lavoro e dei servizi nei porti, ovviamente in
un’ottica di un progetto di crescita. Anche la Basilicata potrebbe ripartire da qui, da un patto che è al momento un impegno morale per cercare di contemperare la crisi occupazionale soprattutto dell’area interna del Mezzogiorno. L’attività del Comitato si è conclusa venerdì sera presso l’Università di Bari “Aldo Moro”, ove, invitati dal Magnifico Rettore, prof. Antonio Uricchio, ha partecipato a un importante convegno su “Le Zone Economiche Speciali, aspetti applicativi”, nel corso del quale è stata presentata la prossima pubblicazione del libro “Porti, retroporti e Zone Economiche Speciali”, curata da Aldo Berlinguer. Dall’intensa giornata si è appreso che le autorità portuali hanno un ruolo fondamentale all’interno dell’operazione Zes. Campania e Calabria sono già avanti, anzi notizia di ieri è che il Presidente Gentiloni ha già firmato il DPCM di ratifica del loro “Piano Strategico”. Il Mezzogiorno riparte da qui. Il Comitato si augura che anche la Puglia, con l’interregionalità della Basilicata, proceda rapidamente. Le ZES permettono di mettere il Mezzogiorno al centro dell’agenda economica del Paese. Quindi, se correttamente implementate, consentono di colmare un gap secolare. E’ necessario fare in fretta, attuando una semplificazione burocratica realmente radicale, combinandola con alleggerimenti significativi dei tributi locali, in aggiunta alle agevolazioni nazionali: è questa la prima ricetta vincente per attrarre investimenti nelle ZES. Le ZES, come la felice esperienza di tanti Paesi dimostra, consentono politiche anticicliche, favorendo innovazione e stabile occupazione.
Pierluigi Diso – Coordinatore Comitato ZES LUCANA 2017