Che piaccia o no contano i fatti, il coraggio e la voglia di mettere faccia, passione e competenza oltre lo steccato del ”silenzio”, che in Basilicata sta caratterizzando da quasi 100 giorni la vicenda della Zona economica speciale, ”bloccata” a livello istituzionale nel circolo ristretto di una delibera regionale ”bifronte” e dell’attesa per i decreti ministeriali istitutivi delle Zes. Ma c’è chi, come l’associazione ” Zes lucana 2017”, è in perenne movimento con un incessante lavoro internazionale che ha portato in Basilicata, a Matera, i vertici transnazionali delle Zone franche urbane e speciali, i contatti continui con Taranto e con le opportunità adriatiche lungo la rotta balcanica che conduce a Plovdiv (Bulgaria) ,capitale europea della cultura con Matera per il 2019. E allora sul tavolo della presentazione del rapporto Svimez 2017, a Potenza, nel corso del Forum della Basilicata il coordinatore del gruppo di lavoro dell’associazione ” Zes Lucana 2017” , avv. Pierluigi Diso,ha consegnato l’edizione ”de luxe” di 40 pagine con tanto di grafici e capoversi del ”Piano strategico”. Il documento ha destato apprezzamenti e un pizzico d’invidia, da parti di quanti avrebbero dovuto attivarsi da tempo per lavorarci sù. Ma niente paura. Lo studio è stato fatto con coscienza e competenza e con un ventaglio di previsione, che attende di essere attuato in direzione Matera -Taranto. Si parte da qui e senza ”voli pindarici” e ”forzature” per allargare i confini della Zes senza programmazione , pur di tenere dentro ”tutto e tutti” per altre esigenze….quello che il Governo ha ribadito da sempre: un porto che è Taranto e un retroporto l’area di Matera e del Materano. “E questo -come ha aggiunto Nino Liantonio, che nel sangue ha globuli rossi segnati da Zfu e bianchi da Zes e dalle sue varianti- anche in relazione al percorso innovativo sul progetto di comunicazioni Hi-Tech ” G5” che lega Bari a Matera”. Parole viaggianti alla velocità di migliaia di Byte che hanno colpito non poco l’uditorio del capoluogo di regione, dove il presidente della Svimez Adriano Giannola, ha parlato di ” Basilicata regione cardine tra Tirreno e Jonio-Adriatico progetto di area speciale”. E la Zes lucana ci sta tutta, ma senza ignorare o mettere da parte quanto di positivo fatto finora dall’associazione” Zona lucana 2017” che continua a lavorare a 360 gradi. ” Noi dialoghiamo con tutti – ha detto Pierluigi Diso, che ha consegnato copia dello studio al presidente Giannola- e per questo progetto investiamo tempo e danaro. Lo facciamo , insieme alle forze sane della Basilicata che in concreto, e non a parole, vogliono investire nel futuro della regione, perchè riteniamo la Zes una opportunità da non sprecare. Lo facciamo per i giovani, e tanti sono validi, che sono costretti a emigrare o per le imprese locali che devono fare sistema”. Diso ha anche rafforzato i rapporti con quel Delio Miotti, dirigente Svimez incontrato nei giorni scorsi a Metaponto durante una iniziativa della Uil, dal quale ha ricevuto il rapporto della Società per lo sviluppo del Mezzogiorno sulle Zes. Un rapporto proficuo, tanto più che il presidente Giannola ha detto con chiarezza come stanno le cose. “Calabria e Campania sono avanti- ha detto in sintesi il presidente della Svimez- la Puglia che ha due porti deve stringere e la Basilicata non può restare al palo…con Taranto porto obbligato e Matera e l’area basentana come retroporto”. Parole chiare ascoltate dall’uditorio, dove c’erano il dirigente Elio Manti per la Regione -ferma alla delibera del 4 agosto scorso- e il consigliere Gianni Rosa (Fratelli d’Italia), sindacalisti, economisti . Si attendono pronunciamenti da via Anzio in direzione golfo di Taranto. Senz’altro nella città jonica ci sarà Nino Liantonio che il 16 novembre parlerà di Zes insieme ad esponenti di rilievo del mondo politico, produttivo e universitario come il materano, Antonio Uricchio, rettore dell’Ateneo di Basilicata. Un ambasciatore, insieme a Pierluigi Diso e ad altre figure del Comitato promotore Zes Lucana 2017.