Come si evince dal comunicato camerale che pubblichiamo di seguito, è partito  anche in Basilicata l’iter che porterà, in attuazione della cosiddetta “riforma Madia”, al dimagrimento del numero delle Camere di Commercio sull’altare della spending review . E così, dalle ceneri dei due enti provinciali, nascerà la Camera di Commercio unica di Basilicata.

A gestire il percorso di fusione che porterà nel 2018  al nuovo soggetto che avrà la sua sede a Potenza e uffici decentrati (si teme ridotti all’osso) nella Città dei Sassi, sarà un funzionario della Camera di commercio di Potenza, l’avvocato Patrick Suglia.

Ma è una decisioni oramai che sembra essere abbastanza digerita all’interno del mondo imprenditoriale sebbene ora si alzino voci per rivendicare la  tutela di identità territoriali che potrebbero essere fagocitate dal processo di accorpamento.

E’ quanto ritroviamo nei comunicati stampa che pubblichiamo a seguire dell’associazione di categoria  Api di Matera, e di alcuni consiglieri di opposizione: Paolo Castelluccio di Forza Italia e Angelo Rosella dell’Italia dei Valori.

Una formula sospetta che, visto come è andata a finire con altri Enti e con quelli subregionali, rischia di alimentare il solito ”gioco delle poltrone” in un turbinio che poco ha a che fare con la reale esigenza della situazione economica regionale non particolarmente messa bene.

Si riuscirà a cambiare pagina? Ci sarà la volontà di fare spazio a professionalità  e competenze in materia di di dinamiche economiche e che abbiano piena contezza delle potenzialità nuove e vecchie della Basilicata?

Si riuscirà, alla fine di questo nuovo percorso, a far pesare adeguatamente la progettualità, la professionalità di quanti  per davvero e non solo a parole masticano di economia e di programmazione e non sono invischiati nel carrierismo politico?

Parrebbe una mission impossible vista la concomitanza del percorso con la campagna elettorale delle regionali e delle politiche. E difficilmente si eviterà di ritornare su personaggi già visti, che non pare siano riusciti ad incidere, con progetti credibili e concreti, nell’economia locale.

Giusto per chiamare le cose con il loro nome: Angelo Tortorelli (già presidente della Camera di commercio di Matera e di Unioncamere Basilicata) e Michele Somma (già presidente della Camera di commercio di Potenza) rimarranno ancora al timone  per un non entusiasmante “continuismo”, oppure si faranno generosamente da parte per favorire una svolta, una rottura, in sintonia con la medesima esigenza che reclama  la situazione economica della Basilicata?

Insomma, con la nascita della Camera di commercio di Basilicata si cambierà pagina all’insegna di un concreto e fattivo rapporto con il mondo della produzione?  O si continuerà nell’inutile balletto dei protocolli di intesa e  dei progetti di rete che non portano a nulla di significativo?

Volti nuovi e affidabili , magari anche tra le giovani leve con l’occhio rivolto all’economia mondiale, ci sembra non manchino.

Magari varrebbe la pena cogliere l’occasione per cambiare marcia, considerato che l’economia di questa regione non è particolarmente florida, come mortalità delle aziende  ed emigrazione continua ricordano, figlie di scelte progettuali sbagliate e inconcludenti  che fanno il paio con un vuoto protagonismo che ha colpevolmente sprecato le poche e  preziose risorse disponibili.

Ce la faranno i nostri eroi nell’impresa?  Non dovremo aspettare molto per saperlo……

11/8/2017 Definito il nuovo assetto delle Camere: nascerà la Camera di Commercio della Basilicata

Con il Decreto firmato dal ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda è arrivata al traguardo finale la nuova mappa geografica delle Camere di commercio d’Italia, che passano da 105 a 60 portando a compimento il processo di riorganizzazione partito due anni fa con la riforma Madia.

Le Camere di Commercio di Potenza e Matera confluiranno nella Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura della Basilicata, la cui sede legale sarà a Potenza, in corso XVIII Agosto, con quella secondaria a Matera, in Via Lucana. Parallelamente, anche le due aziende speciali esistenti (la Forim a Potenza e il Cesp a Matera), insieme ad Unioncamere Basilicata, già posta in liquidazione, confluiranno in un’unica entità.

Il commissario ad acta designato a guidare il processo di accorpamento che produrrà la rideterminazione prevista dal Decreto è l’avvocato Patrick Suglia, segretario generale della Cciaa di Potenza.

«Il riordino guarda al futuro in termini di sostenibilità (si stimano risparmi di 50 milioni di euro annui a regime) e di efficienza, poiché saremo in grado di rispondere con maggiore efficacia alle nuove sfide di modernizzazione dei territori – spiega il presidente della Cciaa di Potenza, Michele Somma -. La nuova fase di progettazione permetterà alla Camera unica di assolvere alle nuove funzioni strategiche in tema di digitalizzazione, orientamento e formazione, valorizzazione del turismo e del patrimonio culturale che sono state attribuite dalla riforma della Pubblica Amministrazione, con innegabili vantaggi per una “casa delle imprese” che così diventa ancora più solida e sostenibile».

«Le nuove Camere di commercio sono pronte ad impegnarsi sui temi che riguardano le nuove frontiere dello sviluppo per il Paese. Abbiamo già aperto nuovi cantieri per permettere agli imprenditori di cavalcare le sfide dell’economia 4.0 attraverso la digitalizzazione, per avvicinare i giovani al mercato del lavoro, per dare valore alla cultura e al turismo che sono la “grande ricchezzadei nostri territori», è il commento del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello.

COMUNICATO STAMPA -CONFAPI MATERA

Accorpamento delle Camere di Commercio
Riduzione dei costi e possibili benefici per Matera

Procede con estrema lentezza l’iter per l’accorpamento degli enti camerali, che porterà a un’unica Camera di Commercio per Potenza e Matera.

Purtroppo tutti gli sforzi per mantenere l’autonomia sono stati vani, non essendo i numeri più sostenibili e rispondenti ai criteri imposti a livello nazionale.

In tempi non sospetti Confapi Matera fece alcune proposte per ridurre i costi della Camera materana, proponendo sostanzialmente di azzerare i compensi per gli imprenditori che facevano parte del Consiglio e della Giunta, con un risparmio di oltre 60mila euro all’anno. La proposta fu bocciata.

Ricordiamo che era il periodo in cui già non c’erano più soldi per le azioni di promozione delle imprese, per cui per l’ente materano si venivano riducendo le possibilità di operare con successo per la crescita dell’imprenditoriale locale, nonostante un aumento del diritto camerale.

Oggi la riforma statale impone la riduzione del 50% del diritto camerale, la riduzione del 30% del numero dei consiglieri e soprattutto la gratuità per tutti gli incarichi.

È auspicabile che dopo l’accorpamento di Matera e Potenza le risorse per le azioni di promozione delle imprese in Italia e all’estero siano divise equamente tra le due Camere, cosicché Matera non sia penalizzata.

Matera, 8 agosto 2017

Il commento di Paolo Castelluccio (FORZA ITALIA)

L’unificazione delle Camere di Commercio di Potenza e Matera deve avvenire salvaguardando le caratteristiche specifiche dei due territori per quanto riguarda le realtà produttive ed imprenditoriali diversificate e istituendo a Matera gli uffici regionali dell’Azienda speciale per l’internazionalizzazione-commercio estero tenuto conto dei programmi di Matera 2019 e non solo.

Lo sostiene il vice presidente del Cr Paolo Castelluccio (Fi) per il quale la nomina di un commissario segna un’accelerazione al processo di accorpamento voluto dal decreto Madia. Un processo che – aggiunge – non solo è irreversibile nel senso che non può essere messo in discussione ma che non deve allarmare nessuno e tanto meno le pmi delle due province. Spetta proprio alle rappresentanze delle categorie economiche e professionali trovare una sintesi che metta fine ai provincialismi per affrontare in modo adeguato le nuove sfide di internazionalizzazione e competizione globale. Un’opportunità per pensare ad uno sviluppo regionale e non più provinciale. E’ questa inoltre l’occasione – dice Castelluccio – per affrontare il gap della logistica che è l’ostacolo più grave per chi voglia investire da noi e per chi voglia fare impresa. La ‘rivoluzione logistica’ di cui parla da tempo la Svimez con la costruzione di infrastrutture, filiere e servizi logistici ad alto valore aggiunto che aumentino il valore delle merci in transito generando ricchezza, è una buona proposta per superare il gap infrastrutturale regionale e favorire l’imprenditoria agricola e agro-industriale”.

Per il Vice presidente del Consiglio regionale “la piattaforma logistica di Pisticci e il progetto di Centro intermodale di Ferrandina, contenuti nel Patto per il Sud – Basilicata, in stretta sintonia con la piena funzionalità dell’aeroporto Basilicata di Pisticci, sono infrastrutture strategiche non solo per il Metapontino in collegamento con la nuova attività che attende il porto di Taranto che garantisca l’evoluzione verso un porto di terza generazione e lo sviluppo del traffico commerciale. Per il Distretto Agroalimentare di Qualità del Metapontino le tre infrastrutture a servizio dell’agroalimentare di quest’area sono fondamentali. E a giugno 2017 come rileva l’Istat la crescita tendenziale dell’export si mantiene sostenuta (+8,2%) e riguarda in misura analoga sia l’area extra ue (+8,3%) sia quella ue (+8,2%); l’aumento dell’import (+9,9%) è determinato da entrambe le aree di sbocco (+12,0% per l’area extra ue e +8,6% per l’area ue). Ma soprattutto è record storico per il Made in Italy alimentare all’estero con una crescita del +10,9% nei primi sei mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; nel 2016 l’agroalimentare aveva raggiunto il massimo storico di 38,4 miliardi. Ci sono dunque ampi margini di export per l’alimentare lucano che la Camera di Commercio unica deve perseguire con una sintonia più efficace con i produttori specie del Metapontino per quanto riguarda l’ortofrutta. La politica perciò deve fare un passo indietro lasciando alle rappresentanze imprenditoriali il compito di scegliere il Presidente e gli organi amministrativi”.

Verso unificazione Camera di Commercio di Matera e Potenza, Rosella (Italia dei Valori): E’ impensabile adesso ripetere le stesse manovre del passato con il “gioco delle poltrone”

La riduzione degli Enti camerali italiani da 105 a 60 secondo il processo di riorganizzazione già avviato due anni fa con la riforma Madia risponde alla logica della riduzione dei costi della P.A. e degli enti che da noi in Basilicata va colta come possibilità irripetibile per dare direttamente agli imprenditori e non a “politici prestati all’economia” la missione di accompagnare le impRese nella delicata fase economica locale, nazionale ed internazionale.

A sostenerlo è Angelo Rosella, segretario regionale di Italia dei Valori che aggiunge: è impensabile adesso ripetere le stesse manovre del passato con il “gioco delle poltrone” e quindi pensare a nomine sulla testa delle associazioni e confederazioni di categoria. Il nuovo statuto della Camera unica deve perciò mettere al riparo sia dai giochi di potere che da quelli di cartelli poco chiari tra associazioni, come pure è avvenuto a Potenza con una spaccatura netta tra categorie, superando, specie in questa occasione, i dualismi Potenza-Matera. In proposito mi sembra che – dice Rosella – i termini dell’unificazione sgombrino polemiche tra territori stabilendo la sede legale a Potenza, quella secondaria a Matera e per le due aziende speciali: Forim nel potentino e il Cesp nel materano. Sarebbe un errore imperdonabile attardarsi in polemiche e rivendicazioni di territori tenuto conto delle diffuse difficoltà delle nostre imprese che hanno bisogno soprattutto di servizi in grado di difendersi dalla crisi, con strumenti di credito agevolato, di formazione-aggiornamento, di marketing territoriale e di export. La Camera unica deve perciò fare di più e meglio di quanto hanno fatto i due enti di Potenza e Matera anche per far diventare lo slogan Matera-Basilicata 2019 un progetto reale nel senso che sinora non c’è stato un disegno strategico di proiezione a Potenza e in provincia dei benefici di Matera2019. Ci sono poi i titolari di pmi e imprese familiari che si aspettano meno burocrazia, non solo il pagamento di tributi e tasse quanto piuttosto assistenza in ogni passaggio cruciale per la propria impresa e decentramento di servizi nei territori che pagano maggiormente le conseguenze della marginalizzazione.

Secondo IdV per il nuovo centrosinistra a cui guardiamo è un banco di prova che entra a pieno titolo nell’agenda per la definizione del programma di fine legislatura perché va bene la riforma della governance, che anzi deve rapidamente completarsi in tutti i settori, ma con idee chiare su “chi deve fare cosa”.

E dopo la piena titolarità del Dipartimento Attività Produttive la Camera di Basilicata può diventarne un braccio tecnico operativo.