Ancora una volta le scelte che assumono i vertici di un’azienda pubblica – quale l’Azienda Sanitaria di Potenza – producono esclusione dal lavoro, in una regione in cui il lavoro continua ad essere una emergenza sociale… ancora una volta vengono operate scelte arbitrarie e incomprensibili volte a punire persone che vivono – vorrebbero vivere – solo del proprio lavoro, onestamente, che hanno imparato a svolgere con anni di impegno, ma che si vedono sbattere le porte in faccia, per scelte che rimangono rilegate nei meandri dei più fitti misteri.”

E’ quanto scrive il senatore di Sinistra Italiana Antonio Barozzino in un comunicato stampa, in merito alla mancata assunzione degli autisti del 118 in Basilicata, rendendo noto di aver portato la vicenda a livello nazionale:

Questa volta è toccato a dei lavoratori materani che, dopo anni di lavoro e di servizio prestati al pronto soccorso ‘118’ si sono visti rifiutare il diritto maturato a una loro assunzione. Questa volta, però, attraverso una interrogazione a risposta scritta e indirizzata ai ministri del Lavoro e Per la semplificazione, che ho depositato in data odierna, vogliamo capirne il perché.”

 

  INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA AL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI e AL MINISTRO PER LA SEMPLIFICAZIONE E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

premesso che:

· con delibera del 10 giugno 2010 l’Azienda sanitaria di Potenza ha indetto un “concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato di 30 posti di operatore tecnico specializzato-autista di ambulanza”, il servizio del 118;

· l’ASP stessa aveva individuato alcuni requisiti di ammissione da possedere al momento del corncorso, pena l’esclusione dallo stesso, tra cui figuravano cinque anni di esperienza professionale nel corrispondente profilo professionale presso pubbliche amministrazioni o imprese private;

· nella prova preselettiva, resasi necessaria per l’elevato numero di domande pervenute, risultarono tuttavia essere stati ammessi molti candidati privi dei necessari requisiti, come la quinquennale esperienza maturata; altri invece, avevano acquisito tale esperienza soltanto in qualità di volontari, senza dunque un rapporto di lavoro subordinato presso un ente pubblico o privato;

· l’ASP aveva in tal senso richiesto il parere di un avvocato dell’ARAN, il quale aveva dichiarato l’ammissibilità al concorso anche dei soggetti che non possedevano i requisiti, consentendo il loro ingresso in graduatoria. Graduatoria da cui, ancora oggi, si attinge per la copertura dei posti di lavoro;

· numerosi autisti che avevano già maturato il requisito, e che lavoravano come precari, sono stati di fatto esclusi dalla possibilità di vedere stabilizzato il proprio posto di lavoro, non essendo stata loro riconosciuta l’esperienza maturata con la giustificazione dell’aver prestato servizio presso Asl diverse. In tal senso si segnala come, tuttavia, l’azienda sanitaria di riferimento fosse la stessa, la Basilicata Soccorso azienda unica regionale;

· molti di loro, inoltre, avevano negli anni acquisito specializzazioni e frequentato corsi a pagamento, nella speranza di vedere riconosciuto il proprio diritto ad un lavoro stabile. Un diritto tra l’altro previsto nella Legge di riforma detta Madia, Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, legge 7 agosto 2015, n. 187, che dispone il progressivo assorbimento delle sacche di precariato della Pubblica Amministrazione;

· gli autisti si ritrovano ad oggi in uno stato di disoccupazione, a causa della mancanza di limpidezza delle procedure concorsuali passate;

– per sapere –
· se i Ministri siano a conoscenza di quanto riportato in premessa e se non intendano intervenire nell’immediato per verificare la correttezza delle succitate procedure concorsuali, provvedendo, per quanto di loro competenza, a stimolare un percorso di rapido assorbimento del precariato operante come autista presso il 118 che abbia acquisito i requisiti e la necessaria esperienza per svolgere un’attività tanto essenziale.

Sen. BAROZZINO