Da 1999 a oggi ha percorso quasi 190.000 chilometri con i suoi Apecar, e l’ultimo a trazione diesel è stato immatricolato proprio quell’anno. Il maestro ferrandinese Antonio La Cava con il suo progetto di Bibliomotocarro ha fatto scuola…e avvicinato tanti ragazzi di piccoli e grandi centri della Basilicata e del Mezzogiorno al piacere della lettura. E non solo ragazzi ma anche anziani che di soldi in tasca ne hanno sempre meno per acquistare un giornale e allora il prestito o il dono di un vecchio sussidiario è da sfogliare con curiosità rinnovata. Il vero bibliotecario culturale itinerante per Matera 2019, fuori dalla programmazione istituzionale, e per i prossimi 100 anni è proprio ” Tonino”, sempre pronto a raccogliere inviti e a completare il periodico tour che lo porta in giro ovunque. Lo abbiamo incontrato in piazza Vittorio Veneto a Matera in occasione dell’arrivo del ” BiblioHub” -ne parliamo in altro servizio- lo strumento itinerante di partecipazione, inclusione e coesione sociale promosso dall’Associazione italiana biblioteche con l’apporto dell’azienda speciale ” Cultura socialità network operativo ( Csno). Altra dimensione e contesto rispetto al Bibliomotocarro che l’anno prossimo festeggerà il ventennale di attività, continuando a servire i piccoli centri come sta facendo. E nella prima settimana di settembre sarà a Cersosimo (Potenza) dove viva e operava la scrittrice Angela Ferrara , uccisa dal convivente, e referente del progetto Bibliomotocarro ” I libri hanno messo le ruote” per i centri del Pollino. ” L’avevo incontrata a Cersosimo- ricorda Antonio Lacava- il giorno primo per concordare un incontro con i ragazzi, fissato a ottobre. Peccato. Era una persona dinamica che ha fatto tanto e avrebbe fatto tanto per divulgare cultura e lettura’. Persone, tra le tante che si incrociano con la storia del bibliomotocarro, il cui arrivo è salutato in maniera festosa da grandi e piccini, italiani e migranti. Tonino ci racconta tante storie e ci mostra la sua biblioteca viaggiante, che in piazza e davanti alle scuole diffonde musiche della bande da giro. Un accostamento non casuale che è nel vissuto del maestro La Cava e di promozione della cultura e delle tradizioni. Quanto ai ragazzi hanno l’imbarazzo della scelta tra tanti titoli per fasce di età. E così si passa da i ”classici” di facile lettura a quelli delle collane per fasce adulte. I titoli? Dalla Capanna dello zio Tom al piccolo Lord a Tartarin di Tarascona (quanti ricordi), da Pattini d’Argento a Piccole Donne a Cuore alle Tigre di Mompracem alla collana del simpatico topo di biblioteca…”Girolamo Stilton”. E poi ci sono i ”libri bianchi”, diari dalle pagine intonse sulle quali i ragazzi scrivono le loro storie e questo- dice il nostro maestro- è un dato positivo, in controtendenza visto l’impazzare dei precari e spesso ”somareschi” metodi espressivi ”2.0”. Bene. E ci sono anche i bimbi stranieri che scelgono i libri del bibliomotocarro,www.ilbibliomotocarro.com, che apprezzano quelli bilingue con storie e favole come ha fatto e bene ” Tolbà”. Il maestro di Ferrandina, andato in pensione 10 anni fa, è un esempio ”ispiratore” per quanti alle diverse latitudine hanno deciso di fare qualcosa per educare e promuovere il piacere alla lettura.I servizi dei media italiani e stranieri si susseguono senza sosta e per tanti è un tuffo nel passato, quando la scuola aveva una didattica concreta senza i tanti fronzoli degli anglicismi, della digitalizzazione e delle pratiche amministrative che hanno portato a una ”scuola alla buona, più che alla buona scuola”. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Anche le biblioteche soffrono di riforme fatte a metà, che hanno finito con il complicare le cose come accaduto – per la Biblioteca ” Tommaso Stigiani”- finita nelle sciagurate scelte pesudoriformiste di un referendum abrogativo delle Province respinto a larga maggioranza dagli italiani. Rimpianti per il sistema gestionale della Prima Repubblica? Per certi aspetti sì… Con il maestro Antonio La Cava, che ci lascia per raggiungere i ragazzi del rione Agna, abbiamo ricordato l’antesignano del Bibliomotocarro. Quel bus, con vetrate e scaffali. del programma nazionale per la lotta contro l’analfabetismo e centro di educazione itinerante che per un trentennio buono, nel dopoguerra, fu la biblioteca viaggiante per tanti materani. Finì in abbandono in un deposito dell’Amministrazione provinciale e poi restituito al Ministero. Ci furono dei tentativi da parte dell’Unitep ( citiamo Giovanni Caserta e il presidente dell’epoca Antonio Pellecchia all’epoca del’Amministrazione guidata da Angelo Tataranno)) per recuperare mezzo e iniziativa. Tonino Lacava ricorda il maestro Antonio Plasmati, che era l’anima di quel progetto itinerante, e dal quale prese in prestito ”Fontamara” di Ignazio Silone. Un libro stretto al petto gelosamente, come un tesoro… E il suo operato gli ha dato ragione. Lo vorrebbero in zona i 42 sindaci della Locride,è stato ad Ardone 15 giorni fa, ma non può abbandonare i suoi lettori di una Basilicata in progressivo spopolamento…