Dalle credenze e dai laboratori di Laterza (Taranto) lo splendore della ceramica di pregio, con le forme, gli intarsi e le decorazioni di un gusto e uno stile patrimonio del comprensorio murgiano che guarda a Matera, capitale europea della cultura 2019, per conquistare quanti periodicamente giungono e verranno nella ”Città dei Sassi” per apprezzarne bellezze artistiche,ambientali e la storia millenaria. Laterza, con il progetto la Murgia abbraccia Matera, ha aperto alle grandi mostre ospitando una tappa del ”Grand Tour”- come riporta la nota di Anna Rita Palmisani- che offre interessanti spunti per visitare l’esposizione e le produzioni laertine che guardano oltre che a Matera anche a un luogo di elezione e produzione come Grottaglie. Una opportunità di promozione, senz’altro, e perchè no di lavoro nel solco della tradizione delle maioliche e di quello che rappresenta questo settore per la storia e l’economia locale.

Il “Grand tour” della ceramica italiana arriva a Laterza.

La mostra organizzata dall’AiCC, l’Associazione italiana Città della Ceramica, partita nel 2014 a Bruxelles e dopo molte tappe in giro per l’Italia, è stata inaugurata sabato 13 gennaio nella sala Cavallerizza del Palazzo Marchesale della cittadina ionica. Un allestimento che evoca il viaggio, con le casse da trasporto trasformate in supporti per le meravigliose opere di gusto tradizionale realizzate da artigiani contemporanei, che hanno rieditato in questo modo lo stile tipico delle 37 città che appartengono all’AiCC.

Si tratta della seconda esposizione curata dal MuMA (il Museo della Maiolica di Laterza) in pochi mesi, grazie al sostegno del progetto regionale “La Murgia abbraccia Matera” che punta proprio alla valorizzazione delle tradizioni produttive locali, a riscoprire testimonianze di archeologia industriale, artigianale e rurale, coinvolgendo cittadini e addetti. “Grand Tour” sarà visitabile fino al 28 febbraio, contestualmente alla mostra degli albarelli della collezione Chini presente al primo piano del MuMA fino al 31 maggio.

Un’esplosione di colori, quindi, sulle varie declinazioni materiche della ceramica: porcellana, terracotta, terraglia e maiolica. Quest’ultima “regina” locale, rappresentata da quattro pezzi davvero interessanti che spiccano nella meraviglia di forme e decori che raccontano una delle espressioni più felici dell’artigianato artistico nazionale.

Prima di essere aperta alla libera fruizione, la mostra è stata preceduta da un breve workshop segnato dagli interessanti contributi della docente di Critica d’arte ed Estetica dell’Università degli Studi di Bari, Maristella Trombetta, e della consulente curatoriale dell’AiCC e coordinatore dell’ITS “T. Emiliani” di Faenza, Viola Emaldi.

La professoressa Trombetta ha rilevato il valore puramente affettivo della ceramica, oggetto che lega le generazioni e ne definisce il comune anelito alla ricerca della bellezza. Al critico d’arte Emaldi, invece, il compito di raccontare la mostra, il suo intento promozionale e culturale quale compendio degli stili tradizionali raggruppati per macro-aree (mediterraneità, ceramica popolare, committenza elevata, usi decorativi), ma anche la modernità del settore e l’esperienza faentina della formazione, che grazie alle “spalle larghe” dell’industria ha consentito a molti giovani di poter intraprendere la strada dell’artigianato artistico.

A margine degli interventi delle due esperte, le dichiarazioni del consigliere comunale delegato al MuMA, Sabrina Sannelli, dell’assessore al Marketing e Turismo, Mimma Stano, del direttore del MuMA, Arcangelo Lapomarda e del sindaco di Laterza, Gianfranco Lopane: «Lavorare con la maiolica, per una città dalla ricca tradizione come Laterza, è entusiasmante – le parole del primo cittadino – e ci offre l’opportunità di dare un contributo al territorio, sia guardando al ruolo di Matera capitale della Cultura, sia alla nostra provincia con l’irrinunciabile collaborazione con Grottaglie».

In tema di artigianato artistico, infine, la presenza delle creazioni delle alunne dell’istituto “Q. O. Flacco” di Castellaneta, impegnate nel corso di “Produzioni Tessili-Sartoriali”, ha offerto un’altra lettura delle potenzialità a disposizione dei più giovani. Gli abiti, posti ad accogliere i visitatori della mostra “Grand Tour”, secondo il dirigente scolastico Maria Rosaria Clelia Gioncada sono caratterizzati da originalità produttiva e spunto stilistico, peculiarità che rappresentano un ottimo viatico per lo sviluppo di progetti duraturi e remunerativi.