Un logo leggibile, con i contorni dei nostri paesaggi, dei nostri orizzonti e di cieli liberi quello del parco culturale ecclesiale Aps ” Terre di Luce”, partito dalla diocesi di Matera- Irsina, per una Basilicata che potrebbe ”volare alto” (frase fatta) ma che deve fare i conti con le ottuse e mediocri politiche degli opportunismi dell’imperante familismo immorale. E l’iniziativa Terre di luce, che si prefigge di coinvolgere e mettere in rete i territori,le comunità e i ‘beni’ di altri diocesi lucane, fa riferimento alla vetrina e al calderone di eventi di ”Matera 2019” per guardare oltre quell’orizzonte, creando anche opportunità di lavoro.

Così come accaduto per il progetto ” Policoro”, di sostegno alla microimprenditorialità, che è stato un esempio di buone pratiche esportato su scala nazionale. Terre Di Luce, che prende il nome da una definizione data da Papa Giovanni Paolo II sulla Basilicata, di luci ne ha tante da accendere come è emerso dalla descrizione fatta, per linee generali, dal presidente dell’Aps Lindo Monaco, dal vicepresidente Vito Epifania, da don Filippo Lombardi componente del direttivo del sodalizio e dal mons Giuseppe Antonio Caiazzo nella seconda parte della conferenza stampa incontro- moderata dal collega Domenico Infante- sui contenuti della 52^ giornata delle comunicazioni sociali .

Un incontro proficuo, unico in Basilicata,che ha fatto riferimento agli interventi di Papa Francesco e in particolare sul ruolo dei giornalisti di fronte al dilagare delle false notizie, largamente diffuse sui social. Un problema spinoso di disagio, di non facile soluzione e con i giornalisti rispettosi di carte e regole deontologiche , spesso soli nel mare delle ”mani libere” del web e della comunicazione incontrollata come accade nell’economia e nella democrazia del BelPaese e,guarda caso, nella Città dei Sassi…Coincidenze? I nodi vengono al pettine e prima o poi qualcuno finirà per perde i capelli e credibilità. Peggio per loro e,purtroppo, peggio per la Capitale europea della cultura.

Restano le poche idee buone come questa del Parco culturale ed ecclesiale ,che si prefigge di promuovere percorsi di spiritualità e del turismo religioso, attraverso la fruizione del patrimonio liturgico, storico, artistico, architettonico, museale della diocesi di Matera- Irsina. L’iniziativa, della quale approfondiremo i dettagli in una conferenza stampa, come hanno riferito i promotori, , intende partire dai contenuti del programma ” I cammini”, legati agli itinerari religiosi della Basilicata, per coinvolgere progressivamente altre diocesi nella promozione e fruizione dei beni culturali e degli eventi religiosi dei territori.

Il progetto, intende, inoltre creare opportunità di animazione territoriale e occupazionale. In prospettiva l’Aps dovrebbe trasformarsi in Fondazione con tutte le positività sul piano gestionale e della acquisizione di risorse, che la cosa comporta. Ma a patto – suggeriamo ai volenterosi e motivati organizzatori- di tenere la porta chiusa alle mediocri logiche della politica, per evitare la sorte, le polemiche e i guasti che continuiamo a vedere in altre realtà istituzionali. Altro capitolo… ” Terre di luce” guarda ad altri orizzonti e siamo certi che farà un passo alla volta, tanto più che il percorso è stato appena avviato, con un passaggio nella Fondazione ” Matera-Basilicata 2019” . Poi la gradualità del piano di gestione, il reperimento e la sponda di risorse per i primi investimenti. Quanto? Senz’altro rapportato alle cose da fare. Attendiamo la conferenza stampa per conoscere i capitoli di spesa.

Nel frattempo spazio alle possibili attività del Parco : dalla collaborazione con il Museo Diocesano alla promozione dei circuiti delle chiese rupestri e delle edicole votive, dai pellegrinaggi alle promozione di culto (feste patronali) dalla promozione dei Beni materiali e immateriali della Chiesa a quella, già citata, di cammimi e itinerari per finire alla promozione di una ”pastorale integrata ” che sviluppi una economia della bellezza . E alla costituzione di un Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect) mettendosi in rete con Santiago de Compostela e Lourdes. Tante luci da accendere.

Serve l’impegno di tanti per evitare – come ha ricordato mons. Giuseppe Antonio Caiazzo- che si creino delle isole, in una regione che per certi versi lo è già per conto suo. Buon lavoro. In cammino…