“Non sono più le stagioni di una volta…con tutte le calamità che capitano…non si sa più come regalarsi…e la Natura si riprende quello che l’uomo, in maniera forzata, le ha tolto…’’ Sono alcuni commenti, luoghi comuni, che accompagnano quella che con approssimazione continuiamo a chiamare ciclo delle stagioni che ci sono, eccome, ma quello che è mutato è il clima, l’aspetto meteorologico. E su questo occorre far chiarezza e cercare un equilibrio degli opposti, come ha fatto un fratello in primo grado o in camera di apprendista della Loggia ‘’ Quinto Orazio Flacco’’ di Matera del Grande Oriente d’Italia, presieduta dal Maestro venerabile Pietro Andrisani. Ci ha messo ponderatezza, studio e intuizione nel spiegare dinamiche, significato e auspici legati all’equinozio d’autunno. E’ un evento astronomico che segna la fine dell’estate e cade in un ora e un giorno preciso …il 22 settembre. Non cade, infatti, in un giorno convenzionale, ma è un evento preciso che coincide con il momento in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore della Terra, cioè esattamente sopra la testa di un osservatore che si trovi sulla linea dell’equatore . Gli equinozi durano tre mesi e indicano, i periodi in cui si verificano le variazioni climatiche annuali, specialmente alle medie latitudini con climi temperati. Gli equinozi e i solstizi (e le durate del dì e della notte) sono determinati dalla posizione della Terra nel suo moto di rivoluzione intorno al Sole, cioè il movimento che il nostro pianeta compie girando intorno alla sua stella di riferimento. L’equinozio è il momento in cui il Sole si trova all’intersezione del piano dell’equatore celeste , che è la proiezione dell’equatore sulla sfera celeste, e quello dell’eclittica che è il percorso apparente del Sole nel cielo. Ricordiamo che l’inizio delle stagioni è scandito da eventi astronomici precisi. Estate e inverno cominciano il giorno con i solstizi , con le ore di luce che nelle 24 ore sono al loro massimo d’ estate o al loro minimo d’ inverno. La  primavera e l’autunno cominciano il giorno degli equinozi e sono i momenti in cui la lunghezza del giorno è uguale a quella della notte.Un preambolo doveroso, per qualcuno noioso, ma che ci aiuterà a comprendere le riflessioni del giovane aspirante, tra citazioni del passato, percorsi di iniziazione, punti di riferimento e coincidenze con l’anno massonico, di discernimento come simboleggia l’Arcangelo Michele e di equilibrio che portano all’uomo nuovo.”… l’equinozio d’autunno –osserva il fratello in Camera di primo grado- la luce comincia a decrescere lasciando sempre più spazio alle tenebre, l’oscurità vincerà sulla luce, la forza del sole comincia a diminuire e questo processo continuerà fino al solstizio d’inverno, quando, pian piano, riprenderà vigore e la luce durerà più del buio. Non più azione, che è simboleggiata dalla luce, ma analisi interiore per individuare i rami secchi che vanno potati e che provocano solo un rallentamento del cammino verso la preparazione a quella morte apparente che porterà alla rinascita …’’. Auspici, certezze, volontà e la ricerca di un senso di equilibrio che deve contrassegnare l’azione di ognuno. Ed è quell’armonia dell’Universo, che servirebbe per risolvere i tanti problemi del quotidiano ma partendo da quella interiore e nel reciproco rispetto altrui. Ma lasciamo al “novizio’’ e alle sue riflessioni far luce sull’equinozio d’autunno.

 

 

A...G...D...G...A...D...U...

Grande Oriente d’Italia

Palazzo Giustiniani

R... L... Q. Orazio Flacco n. 1500

all’Or... di Matera

L’EQUINOZIO D’AUTUNNO:

ciclicità bilanciamento discernimento

Carissimo Maestro Venerabile,

Carissimi Fratelli tutti,

per i numeri a me conosciuti, con umiltà, e riconoscenza per l’opportunità concessami, mi accingo ad esporre -a voi che mi intendete- alcuni punti di riflessione sull’argomento assegnatomi, con l’auspicio di fornire qualche utile spunto di riflessione.

Come a noi noto fra i fondamentali su cui si basa la nostra ricerca e percorso di crescita esoterica vi è la coscienza della ciclicità, del flusso vitale che permanentemente spira nel ripetersi, allo stesso modo, ma mai uguale a sé stesso, nel ritmico percorso del deflusso del tempo fisico.

In tal guisa, noi Massoni celebriamo i quattro punti cuspide del moto astrale, rappresentati dai due Solstizi e dai due Equinozi: se nelle ricorrenze solstiziali l’antichissima tradizione tramandata dalla saggezza degli Iniziati, che ci hanno preceduto nei secoli, ci fa ricordare che al momento del massimo fulgore altro non può avvenire che l’inizio del cammino verso il buio, mentre l’attimo del buio più profondo inevitabilmente costituisce anche l’inizio della risalita verso la luce piena. Tali momenti vengono solennemente

commemorati con il rito dell’Agape. Gli Equinozi invece rivestono un’importanza di diversa natura ed una valenza che merita uno specifico approfondimento.

Mentre all’Equinozio di primavera viene addirittura ascritto l’inizio dell’Anno massonico, lo speculare momento equinoziale d’Autunno richiede una particolare riflessione, per la moltitudine di profondi significati che racchiude in sé, e che – collocandosi alla ripresa dei Lavori dopo la pausa estiva – sovente viene trascurata, non essendo ancora ripreso pienamente il ritmo operativo che tradizionalmente anima interiormente il fluire delle Tornate.

Una prima, semplice riflessione può essere quella, come già detto, che all’Equinozio primaverile viene associato l’inizio dell’anno massonico, mentre a quello autunnale il riavvio post feriale dei Lavori; evidentemente entrambi rivestono un significato attribuibile all’intrapresa, alla partenza, all’avvio, all’inizio.

Ma, occorre tener presente che, contrariamente ai Solstizi, entrambi gli Equinozi rappresentano in primis un momento di equilibrio; quindi, metaforicamente stanno ad indicare la necessità, prima di iniziare una qualsiasi opera, di verificare la presenza di un sufficiente stato di equilibrio interiore, così da poter disporre delle migliori risorse energetiche e psicofisiche idonee per il raggiungimento di un buon risultato. Analogo equilibrio che dobbiamo sforzarci di tenere camminando fra il bianco ed il nero per non essere prede di seducenti dualismi, essendo Il piano

immanente in costante dualità. Ma il Massone pur camminando sul pavimento bianco e nero, riconosce nella simbolica realizzazione della pietra cubica, la necessità di trovare l’armonia degli apparenti opposti. “Come è in alto così è in basso” ci tramanda Ermete Trismegisto; e l’equinozio d’Autunno, anche se per pochi istanti, mostra il perfetto equilibrio degli opposti.

Percorrendo la fascia dello zodiaco, il sole attraversa ogni anno i quattro punti cardinali, gli equinozi ed i solstizi. In correlazione con questi quattro punti, solstizi ed equinozi, ricorrono anche quattro significative feste religiose: Natale, Pasqua, S. Giovanni e San Michele, feste istituite dagli Iniziati per ricordare agli uomini che in quelle date il sole immette nell’universo delle influenti forze utilizzabili per l’evoluzione, mutazione,crescita. Il 22 settembre ha luogo l’equinozio d’autunno, e vi presiede l’Arcangelo Michele. Il sole entra nel segno della Bilancia, dando così inizio a un nuovo ciclo. In natura i frutti cadono dagli alberi, abbandonano i loro involucri e i semi, che piantati nella terra, consentono che il ciclo ricominci. Tale ciclo riguarda anche l’essere umano, che come il frutto si separa dall’albero e il seme dal frutto, l’anima si separa dal corpo. Quindi, l’autunno è il periodo nel quale avviene la separazione citata da Ermete Trismegisto quando asserisce: « separerai la Terra dal Fuoco….il sottile dallo spesso». Separare il sottile dallo spesso vuol dire separare lo

spirituale dal materiale. Durante l’autunno tale processo di separazione si realizza per preparare la nuova vita. Come l’Arcangelo Michele viene a separare l’anima dal corpo, così l’Iniziato lascia morire in sé una materia per liberare la vita. La separazione è una legge della vita e, l’Arcangelo Michele simboleggia il discernimento, l’apprendere a separare il puro dall’impuro, l’utile dall’inutile, Lavoro necessario per evitare errori generati dalla mancanza della capacità di discernimento.

Inoltre, con l’equinozio d’autunno la luce comincia a decrescere lasciando sempre più spazio alle tenebre, l’oscurità vincerà sulla luce, la forza del sole comincia a diminuire e questo processo continuerà fino al solstizio d’inverno, quando, pian piano, riprenderà vigore e la luce durerà più del buio. Non più azione, che è simboleggiata dalla luce, ma analisi interiore per individuare i rami secchi che vanno potati e che provocano solo un rallentamento del cammino verso la preparazione a quella morte apparente che porterà alla rinascita. Quindi questa fase sta simbolicamente ad indicarci che è giunto il momento del ritorno al Gabinetto di Riflessione.

Difatti, l’equinozio d’autunno rappresentava nelle antiche scuole iniziatiche, il tempo nel quale il candidato doveva simbolicamente morire, ovvero doveva spogliarsi delle sue conoscenze terrene, per risorgere. Ancora oggi, continuiamo a vivere questo momento, all’interno del Gabinetto di riflessione realizzando quel “viaggio” indicato dall’acronimo “VITRIOL”, ovvero: “Visita

Interiora Terrae Rectificandoque Invenius Occultum Lapidem” (visita le oscure profondità della terra – che rappresenta un invito ad indagare la propria anima ed il proprio spirito- e lavorando su te stesso – che rappresenta la fase della purificazione- troverai la pietra nascosta –raggiungerai l’iniziazione-).

Ritornando al concetto di equilibrio, come abbiamo visto, l’equinozio di autunno introduce al segno zodiacale della Bilancia, pertanto vale la pena di esaminarlo brevemente sotto il profilo astrologico, nella misura in cui esso, strumento a noi concesso, insieme a tanti altri, per la ricerca della Saggezza, influisca esotericamente sul nostro operato.

Nel segno della Bilancia, che è la settima Casa astrale, avviene la formazione del Corpo eterico*, mentre lo Spirito prende pieno e definitivo possesso del Corpo fisico. A questo punto, lo Spirito non è più una cosa sola, ma due: Spirito e Corpo.

La settima Casa può essere considerata, secondo gli scritti dell’indimenticato Ivan Mosca, come la “Casa del Noi”, dove si riscontra la caratteristica “indecisione” della Bilancia, dipendente dalla consapevolezza inconscia che scegliendo una cosa, automaticamente se ne perderà un’altra. Ma le scelte occorre pur farle!

La collocazione sul piano dei punti cardinali dell’Equinozio autunnale corrisponde all’Ovest, all’Occidente; ne viene enfatizzato, quindi, il ruolo esotericamente e praticamente ricoperto dal 1° Sorvegliante, il quale, avendo la responsabilità della colonna del Meridione, presiede al lavoro ed

all’istruzione dei Compagni d’Arte.

E propria di tale grado massonico è la ricerca dell’equilibrio, del “passare dalla Perpendicolare alla Livella”, così icasticamente rappresentato dalla rilevanza che lo strumento simbolico del Regolo assume nella cerimonia di aumento di salario: nulla di più connesso e connaturato, quindi, all’equilibrio che l’Equinozio ci ricorda e ci impone.

Mentre, Il ruolo di Loggia che è legato a questo momento è quello de Copritore Interno, segno d’aria seconda di Bilancia (in armonico equilibrio fra caldo e freddo) capace di alimentare in modo costante il Fuoco primo di Ariete del M: Ven., rispetto al quale siede difronte, costituendone la componente equilibrante .

La realizzazione del giusto equilibrio fra noi e gli altri è indissolubilmente legato alla presa di coscienza della fondamentale triade di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza.

Ringrazio il M:. V:. ed i Fratelli tutti sia per avermi consentito di esprimere queste umili riflessioni, sia per aver avuto la pazienza di ascoltarmi.

Ho detto M:.V:.

Dall’Or:. di Matera, nel 22° giorno del VI mese dell’anno 6017 di V... L...

Fr:. Donato Sciannameo 3