“Quando è gratis…ungimi tutto ” si dice a Matera e la cosa, riferita alla rassegna ” All’Uso nostro” della quale abbiamo parlato in altro servizio ( http://giornalemio.it/cultura/teatro-in-vernacolo-materano-sempre-e-con-un-cartellone-fisso/) funziona eccome. Prova ne sono gli spettacoli che si stanno svolgendo nei quartieri, in piazze o davanti ai sagrati delle chiese. Il pubblico è variegato. Di tutte le fasce di età, che ha ripreso una vecchia consuetudine di portarsi la sedia da casa. Il clima di partecipazione è informale e di partecipazione e c’è tanto interesse per il teatro e non solo per quello in vernacolo, come abbiamo visto finora con le cinque repliche di ”Fave e Cicorie di Talia Teatro”, l’esordio di ” CUss

Sand U Matarras’s” di Inscenando di “Ille Revertit, Lui è Tornato” dello Iac e il 14 giugno in tre siti del centro storico de ” Il conte Tramontano” di Talia Teatro,ma c’è richiesta anche per altri generi più impegnati. E’ un segno che ”poco alla volta” il pubblico può avvicinarsi ad un altro tipo di offerta. Va educato…e stimolato. Ora è gratis. Domani un biglietto, magari contenuto, lo si dovrà far pagare come è giusto che sia. Per sostenere l’attività di quanti, con risultati diversi si impegnano per il teatro. Abbiamo visto e sentito persone avvicinarsi agli attori, complimentarsi, chiedere delucidazioni, tirar fuori ricordi, espressioni gergali, aneddoti o chiede al dinamico assessore con delega agli eventi e spettacoli, Nicola Trombetta, di prorogare il cartellone all’estate e di lavorare per il prossimo. Non possiamo che sostenere questo percorso. Il ferro si batte quando è caldo. Siamo al giro di boa di ”All’Uso nostro” e compagnie e associazioni, devono potere lavorare di concerto con l’Amministrazione e i privati per organizzare questa e altre tipologie di offerta, puntando su qualità e varietà. Del resto i tanti turisti, che girano spesso senza meta nel Piano e nei Sassi devono conoscere l’anima e la storia della città, aldilà del fuoco di fila di selfies, gelati e sapori che riempiono lo stomaco ma non la mente. Questo avrebbe dovuto essere Matera 2019, altro che eventi…venti e venti, come si dice a Matera quando si fa di conto con i soldi pubblici. Ma questo è un altro discorso. Dopo quella data si ricominci a far cultura, ma ”All’uso nostro” .