Che piaccia o no l’architettura del Ventennio è parte della nostra storia e memoria, visto che Pisticci ha dato i natali a una delle professionalità più note di quell’epoca l’architetto Ernesto LaPadula e a una progettualità diffusa, che annovera edifici, strade, ponti resistite al tempo e all’incuria degli uomini. Un riferimento doveroso dopo la scoperta a Sant’Arcangelo (Potenza) di un bel ”fascio littorio”, occultato da arbusti e fogliame che ricoprivano un vecchio muro in pietra che- come osserva Leonardo Rocco Tauro, fedele alla linea e ai valori del passato-  in 80 anni non si è mosso di un centimetro. Tecniche costruttive affidabili e rigore nella esecuzione delle opere. Non sappiamo se quel simbolo del fascismo resterà lì o sarà rimosso per entrare a fare parte dei tanti simboli e di varie epoche della storia locale, ma può essere l’occasione per valorizzare altri segni poco valorizzati dell’architettura del Ventennio. In Basilicata da Potenza a Matera ce ne sono tanti : dagli edifici pubblici all’edilizia scolastica e popolare, senza dimenticare i ponti a una arcata del Metapontino che contrassegnano i vecchi itinerari della bonifica, i villaggi rurali o piazza Elettra a Marconia di Pisticci. Altrove il turismo sulla storia urbanistica e architettonica sono un business da fascia medio alta. In Italia ci sono buoni numeri aldilà degli itinerari nostalgici da Predappio a Salò a Latina ( Littoria), Sabaudia, Pontinia  ecc che, comunque, e lo diciamo a quanti ignorano gli investimenti fatti su alcune ”case del fascio” divenute musei e luoghi della memoria e della storia europea. Se ci fosse un po’ più di lungimiranza e più cultura…d’impresa anche un ”fascio littorio” diventerebbe oggetto di studio e valorizzazione. Lo diciamo a quanti si trastullano tra scuole di design, d’arte scultorea moderna ma non conoscono Lapadula, Piacentini e perchè sono nate in quel periodo le Triennali d’Arte o Le ”Littoriali” universitarie o le opere realizzate dall’ing. Luigi Razza al quale si deve la realizzazione dello stadio di calcio di Matera, la cui facciata monumentale è stata occultata da due asimmetriche attività commerciali. Rimpianti? Certo. Rigore e trasparenza architettura e urbanistica sono ancora un esempio da seguire nella Repubblica democratica dei condoni, dei silenzi assensi e di altre aberrazioni normative.