Dalla polvere e dal degrado può venire ricchezza e futuro per tanti nostri piccoli e medi centri della Basilicata, a rischio di spopolamento, se solo ci si guardasse intorno …a cominciare dalla memoria del passato. E gli archivi di Comuni, enti e privati sono una miniera da coltivare come hanno fatto sei Comuni della provincia di Matera, che hanno fatto rete, partendo un esempio di buone pratiche e di dinamismo che è Pomarico (ne abbiamo parlato in altri servizi) che ha coinvolto via via altri centri come Ferrandina, Grassano, Irsina, Miglionico e Grottole. C’è tanto da fare e i buoni esempi possono servire ad altri a darsi una mossa, attivando quelle piccole task force intergenerazionali che possono cambiare il futuro dei nostri paesi, legando cultura ad ambiente, gastronomia e tante peculiarità legate alle ”scoperte” di archivio. E già perchè puo’ venir fuori una raccolta di vecchi dischi a 78 giri, di opere e arie, la ricetta di un liquore d’erbe della nonna per avviare una attività che genera economia. Opportunità appena abbozzate, ma che altrove hanno fatto la fortuna di diversi centri,e che faranno parte del dibattito che ci sarà nei convegni promossi da Regione, in collaborazione con il Polo archivistico bibliografico ”Bradano -Basento” e Associazione culturale ”Camillo Giordano” di Pomarico, con il patrocinio gratuito di COnfindustria, Liquirizia Amarelli e Hyperborea, per il 28 aprile a Ferrandina e il 29 a Grassano sul tema ” Recupero e valorizzazione dei beni culturali pubblici e privati”. Una due giorni intensa con relatori importanti, come da programma, destinato ad aprire ulteriori orizzonti in quei Comuni che finora sono rimasti a guardare circa le opportunità offerte dal Programma politiche culturali ”Valorizzazione archivi storici Enti locali”. Sono 42 gli archivi storici pubblici e 17 quelli privati ammessi al programma di recupero e valorizzazione della Regione Basilicata, che prevede investimenti complessivi per 1.860.000,00 euro. Ed è interessante, scorrendo le determine regionali sugli Archivi che, oltre alle realtà dei Comuni, ci siano anche le realtà ecclesiastiche (arcidiocesi e parrocchie), enti subregionali (Alsia, Consorzio sviluppo industriale) di associazioni (Pier Paolo Pasolini, Energheia, Cineteca lucana ecc) ma anche privati (Vosa). A lavorarci, per il loro recupero, 103 archivisti, nonchè volontari, appassionati. La due giorni a Ferrandina e Grassano è destinata, ne siamo certi, a destare l’attenzione di quanti -a cominciare dai primi cittadini- devono mettere a punto progetti di ”animazione territoriale”. Gli appuntamenti – è stato detto nel corso della conferenza stampa, presieduta dalla Dirigente dell’Ufficio sistemi culturali e turistici e cooperazione internazionale della Regione Basilicata, Patrizia Minardi, e alla quale hanno partecipato il presidente della Provincia e sindaco di Grottole, Francesco de Giacomo, di Miglionico Angelo Buono, di Ferrandina , Gennaro Martoccia,di Pomarico Francesco Mancini comune capofila nella gestione dei ParchiBiBB, amministratori di altri comuni, oltre a Gianni Palumbo presidente dell’associazione culturale ”G.C Giordano” e Michele Durante, già archivista di Stato- serviranno a fare il punto su quanto avviato finora nel settore. Si parte dalla proposta per la pubblica fruizione del patrimonio culturale della famiglia Rigirone di Ferrandina al progetto del Polo archivistico bibliografico come sistema integrato, partendo dalle buone pratiche di sei comuni che hanno fatto rete nel recupero e valorizzazione delle risorse locali. Un appuntamento che precede la scadenza di giugno per il giro di boa nell’attuazione (siamo al 60 per cento) dei progetti e per la concessione dell’altro 50 per cento di contributo. Far rete e rimboccarsi le maniche conviene. Gli archivi sono un tesoro e gli anziani sono i depositari in ”movimento” della memoria del passato. Sono una risorsa anche loro. Pensiamoci, prima che lascino per sempre i nostri centri.