Basco scuro, sciarpa, un classico del pensiero greco tra le mani e poi le sue precisazioni, senza peli sulla lingua come sempre, sulla decisione del Comune di affidare alla Fondazione ” Matera- Basilicata 2019” il conteso ”Casino Padula ”. Un vecchio fabbricato rurale del secolo scorso oggetto del desiderio di privati, associazioni , cooperative dell’ultimo ventennio , ma sopratutto dei residenti del rione Agna, che vorrebbero poterlo utilizzare per funzioni di aggregazione e di socialità, visto che di ”quiete” nel quartiere ce n’è troppa. La Chiesa di Sant’Agnese (la nuova e la vecchia), un supermercato, la scuola quel che resta dell’ex Provveditorato agli Studi, alcuni negozi e poi calma piatta. Ci sono state anche alcune idee per piazza delle Costellazioni, dal centro di quartiere, allo spazio giochi alla centro interculturale islamico (ahia!) ma non se ne è fatto nulla. Per cui l’arrivo della Fondazione ha destato malumori e commenti da pare del battagliero parroco di origine bergamasca, da oltre 30 anni nella Città dei Sassi, e paladino di tante battaglie su usura, illegalità e sulle varie ipocrisie che albergano nella Capitale europea della cultura. A vederlo con quel basco ci ha ricordato un po’ uno dei tre sacerdoti che divennero ministri (ma con autorizzazione vescovile) nella giunta sandinista in Nicaragua, come Miguel D’Escoto, Ernesto e Lorenzo Cardenal. Quest’ultimo immortalato in ginocchio, all’aeroporto, davanti a un risentito Papa Giovanni Paolo II. Altri tempi e situazioni che la storia ha chiarito. Ma il basco e la verve sandinista, nel solco della teoria della liberazione sudamericana, per certi versi ci sono tutti anticipati da un servizio su ”Il Quotidiano del Sud”. E allora Casino Padula è l’occasione per ricordare che il quartiere c’è e ha bisogno di interventi, quegli stessi annunciati ma finora non mantenuti -per vari motivi-dalla giunta guidata da Raffaello De Ruggieri. E del resto lo stesso parroco quella campagna elettorale ha avuto modo di seguirla passo passo. Casino Padula è stata una incompiuta, ferma a un’altra inagurazione- fatta dalla Fondazione- nel lontano 2014 in occasione del percorso di candidatura. Poi il buio. E i tentativi di farne qualcosa. Ma l’Amministrazione comunale, per motivi intuibili, non ha tirato fuori alcun bando, fino alla assegnazione- per esigenze logistiche- alla Fondazione. A sua volta impossibilitata a entrare in possesso del Palazzo del Casale a causa di un contenzioso in corso tra la ditta appaltatrice e il Comune. E il quartiere? ” Siamo contenti -ha detto don Basilio- dell’iniziativa ospitata, che evita il degrado della struttura, ma è stata una decisione avvenuta tra Comune e Fondazione. Pare che sia temporanea. Ma chi ci dice che non diventi definitiva come accaduto per altre situazioni ”temporanee” di immobili cittadini? Il quartiere ha le sue esigenze ma finora nessuna risposta”. Un vecchio problema quello del mancato coinvolgimento dei quartieri, che accresce le distanze tra amministratori e amministrati, aldilà dei pronunciamenti di maniera o di circostanza. E a rafforzare la richiesta c’ è stato anche un residente, il francese Jean Marie Marcel Dupret, orginario di Mons capitale euroepa 2015. che ha ricordato – parlando un po’ in francese e un po’ in italiano- che Casino Padula è un simbolo per il quartiere, ma denunciando ritardi e perplessità sulle infrastrutture per Matera 2019. Un intervento che ha aperto un siparietto e con osservazioni transalpine tra i giornalisti. C’est bon…e con una apertura di credito per i residenti avanzata da Rossella Tarantino in primis, manager della Fondazione, per coinvolgere gli abitanti. Nel perimetro del Casino Padula c’è tanto verde e i progetti di ”gardentropia” coordinati da Massimiliano Burgi possono tornare utili. La stessa cosa potrebbe avvenire per gli impianti sportivi e per il coivolgimento di grandi e piccini. Anche l’assessore Mariangela Liantonio, pur impossibilitata per ovvi motivi a fornire indicazioni su aspetti tecnici e normativi, ha detto che l’affidamento del Casino Padula alla Fondazione ” è legato a una decisione di necessità e di opportunità…per dar luce al quartiere ed evitare i rischi di degrado e vandalismo”. Su questo aspetto tutti d’accordo. E’ possibile che si apra una fase di collaborazione tra Fondazione e residenti e con la benedizione di don Basilio. Basco , sciarpa, partecipazione e libretto… design perfetto.