Auguri d’obbligo a quanti portano il nome di Giovanni e Giovanna, con tutta la filiera dei diminutivi, ma con un occhio alla tradizione come ci ricorda l’amico Donato Mazzeo che cita la consuetudine arbereshe del rito laico ” Puplet e Shenjanjet”.

Quel rito laico delle bambole fatte in casa, che richiede maestria e creatività per realizzarle. Basta un mestolo per costruire testa e ossatura e poi cucire intorno l’abito. Occhi, labbra e bocca da disegnare con pennarello, ma un tempo con il carboncino, e poi l’attribuzione del nome. Segue il battesimo con tanto di madrina e il rituale del saltello sulla ”pupa” adagiata per terra, recitando la frase canonica ” Pup de San Giuann battezzam sti’ pann sti’ pann so’ battezzat tutt cummar simm chiamat”.

Battesimo impartito e per l’occasione si assaggiano i biscotti di San Giovanni ( a base di uova,farina, limone,olio e altri ingredienti) quale segno di prosperità. Un motivo in più per conoscere la cultura arbereshe e i riti del comparizio di San Giovanni, presente ma con forme diverse nella memoria di altri centri della Basilicata.

LA GIORNATA DI BARILE

Per la Festività di S.Giovanni Battista ,l’ Associazione “Intercultura-Kroj” di Barile (Presidente Giovina Paternoster) ha promosso, secondo una tradizione plurisecolare ,citata nel 1899 dallo storiografo locale Angelo Bozza, il rito laico ” Puplet e Shenjanjet” .

Cioè il battesimo laico delle bambole ” fatte in casa”. Sulla ritualità barilese , studiata da illustri antropologi ( fra cui Giambattista Bronzini, Enzo Maria Spera) , in un saggio si e’ soffermato lo scrittore Ugo Rosati, raffrontandolo con le bambole del consumismo odierno.Molti i visitatori, turisti e studiosi ( vds. foto di DNA) che hanno partecipato a questa semplice ed unica performance della tradizione popolaresca Arbereshe.

Dopo il saluto del Sindaco Antonio Murano, l’intervento di Donato M.Mazzeo Giornalista e Membro del Club Unesco del Vulture e Pina Chiazzolla, già’ docente di educazione artistica.