Ridere, sorridere e scherzare se a 100 anni vuoi campare…soprattutto quando ironia e satira vanno a braccetto, passando dalla piazza reale a quella virtuale tra dossi e paradossi.

Una filosofia di vita che sprizza ilarità da tutti i pori…dalle pagine di “Grasso che cola’’,  un agile volume scritto da Antonio Grasso (Zaccara editore) che raccoglie decine di battute, considerazioni, massime e aforismi del vulcanico giornalista sanmaurese che ha valorizzato appieno le potenzialità di un cognome adiposo che affonda e diffonde a piene mani il sottotitolo “Ci sarebbe da piangere. Ma prendiamola a ridere’’.

Un concetto che fa traboccare di grasso anche la vignetta di copertina, realizzata da Mario Bochicchio, e  invoglia a leggere d’un fiato l’argomentata prefazione di Salvatore Verde e la sequenza di capitoli tematici dedicati a politica italiana, calciofilia, Bast foood, sacro e profano, politica regionale, costume e società, giovanni e lavoro, spazio social, Lucania noi, mala termpora currunt, amore, sesso e pornografia e Basilicata country.

Il campionario di massime, aforismi e considerazioni è vasto tanto da meritare gli hashtag, i cancelletti del  cinguettando twitter…. Eccone alcuni: “In Italia c’è la politica del compromesso, quella con promessa e –per finire- quella compromessa’’, “Renzi posa per Vanity Fair. Posate ogni Speranza voi ch’entrate. Nel Pd’’, e “Per Natale 2014 gli italiani riceveranno il pacco del Nazzareno’’.

Ora siamo a carnevale e i campanacci  a Roma hanno suonato a distesa per la nascita del Partito trasversale della Nazione, dopo il voto in parlamento che ha spianato la strada della riforma elettorale. E’ tutto grasso che cola? Attendiamo cinguettii di merli, falchi, avvoltoi e altre specie di volatili dei cieli grigi della politica.

Urge una vita morigerata ma senza colpi di testa e Antonio è pronto al sacrificio: “ Il dottore mi ha consigliato di eliminare i grassi. Ma non me la sento di uccidere tutti gli elementi della mia famiglia. Preferisco colare da solo’’. Ma la si butta sempre in politica  e con amare considerazioni “La Basilicata è arrivata a un bivio: o finisce di campare di rendita o muore’’ o con massime latine “Pecunia non olet. Non avere pecunia dolet. Eccome se dolet’’ per fortuna che “Aumenta il numero degli italianni che non vanno in vacanza. Ma non diminuiscono i tipi da spiaggia’’.

E non mancano i riferimenti al mestieraccio “il giornalismo è affetto dalla sindrome dell’equo scompenso’’, al lavoro “Lavorare stanca. Non lavorare sfianca’’ e “Quasi un giovane italiano su 2 non lavora. L’altro non fa l’amore’’ e “ A parole sono tutti per la meritocrazia. Nei fatti, invece, per la mediocrazia” e sui social “La politica era una cosa seria. Prima dell’avvento di twitter’’ e “Facebook è il più potente mezzo di distrazione di massa dopo il porno’’.

Sulla “Lucania’’ nero-petrolio le battute si sprecano… “Problemi ad addormentarsi? Contate quanti pozzi ci sono in Basilicata’’ e “Di gregge in greggio, per la Basilicata va sempre peggio’’. Un omaggio ai tempi che corrono  con una considerazione socialfilosofica “ Viviamo, ormai, in una società talmente liquida che ad ogni precipitazione finisce tutto sott’acqua’’ o ‘’ E’ caduta tanta neve (era l’inverno del 2012) che solo per rimuoverla dalle bacheche di facebook ci vorranno settimane’’.

Dulcis in fundo una delle tre “S’’ che caratterizzano i discorsi degli italiani: soldi, sport e sesso. Eccone alcune: “Istat. Netto calo delle nascite in Italia. Con la crisi, a letto, le coppie non arrivano più a #finerapporto’’ o “ al mare c’è chi si fa il bagno e chi il bagnino.#vattelapesca’’.

 Per il resto non vi resta- come dice Antonio Grasso- che continuare a leggere prendendola a ridere.

grasso che cola