Sulle orme di Vasco da Gama, come il grande esploratore portoghese, per presentare insieme ad altri 700 artisti di vari Paesi, le loro riconosciute e apprezzate opere di grafica che hanno promosso, a titolo, e con la modestia e la professionalità che li contraddistingue a Matera, nei rioni Sassi, la scuola di Grafica di via  Sette Dolori. Parliamo di Vittorio Manno e Angelo Rizzelli, due salentini con Matera nel cuore e nell’anima, che nel giorno di San Lorenzo e delle stelle cadenti sono tra i 31 protagonisti italiani della 9 Biennal International de la Gravura (incisione) di Alijò (POrtogallo). Una vetrina internazionale di livello, come leggerete nella nota del curatore della mostra e nei dati che seguono, e che per i navigatori contemporanei Vittorio Manno e Angelo Rizzelli apre nuovi orizzonti aldilà dell’Atlantico. Complimenti. Anzi. Parabens! come si dice in portoghese. E se siete da quelle parte visitate la mostra. Le opere di Manno e Rizzelli sono riconoscibili…

La 9a Biennale del Douro senza limiti.

Basato sulla più antica regione vinicola del mondo, il Douro e vincitore di due patrimoni dell’umanità, riconosciuto dall’UNESCO, è famoso in tutto il mondo sia per il suo paesaggio viticolo che per il patrimonio archeologico della Valle della Côa. Qui si trova il più grande santuario inciso nel mondo del paleolitico, ma il Douro è anche nella scena contemporanea uno dei più grandi eventi di arte grafica del mondo, creando una forza e una dimensione che va oltre i confini del paese e viene proiettata per orizzonti infiniti.

Perseguendo questo obiettivo e ambizione raggiunti, la Biennale del Douro ha superato le sfide dell’interiorità, la crisi economica, la crisi culturale, la crisi dell’incisione stessa e ha tenuto in vita le ipotesi dell’arte e l’autonomia della stampa nel contesto di l’arte contemporanea. A tal fine, hanno contribuito con il tradizionale stampaggio e la sua alchimia secolare, ma anche la rinnovata tendenza della stampa digitale e dei nuovi media a disposizione, per dargli l’autonomia di cui ha bisogno per sopravvivere. Il campo aperto alla stampa da parte dei nuovi linguaggi ibridi e delle tecniche non tossiche, l’hanno progettato in modo innovativo e con la vitalità tanto desiderata nei suoi campi.

Il curatore, Nuno Canelas

Più grande che mai

70 Paesi, 700 artisti, 1400 stampe, 14 mostre (Alijó, Bragança, Celeirós, Chaves, Favaios, Régua, São Martinho de Anta, Vila Real), Hommage Artista: José de Guimarães, Conferenze di , Workshop, 14 Commissari : Portogallo, Australia, Austria, America, Canada, Cina, Italia, Mozambico, Polonia, Romania, Svezia, Stati Uniti.

Assumendo la responsabilità di essere l’unica Biennale del lavoro grafico del paese, la sua evoluzione dalla sua origine nel 2001, l’ha collocata ad un livello inimmaginabile oggi, al passo delle biennali più importanti del mondo. Per dimostrarlo, mettiamo in risalto l’omaggio alla mostra di artisti di fama mondiale come Antoni Tàpies, Paula Rego, Vieira da Silva, Octave Landuyt, Gil Teixeira Lopes, Nadir Afonso, David de Almeida, Bartolomeu do Santos, Júlio Pomarand , ora José de Guimarães e altri, ma anche per l’ampiezza e l’internazionalità raggiunte con più di 1.000 artisti provenienti da 100 paesi rappresentati da tutti i continenti.

I 31 ARTISTI ITALIANI

Alberto Balletti Alessandra Angelini Angelo Rizzelli Arianna Loscialpo Beatrice Palazzetti chiara giorgetti Cristiano Vettore Elena Molena Fabiola Mercandetti Fausto De Marinis Gabriele Berretta Giovanbattista Nitti Giulia Gentilcore Irene Podgornik Lara Costa Laura Manfredi leonardo marenghi Luca Bruno Marcello Fraietta marco trentin Olivia Pegoraro Paolo Ciampini Roger Benetti Sergio Bigolin Silvana Martignoni Silvia Lepore Toni Pecoraro Ugo Grazzini Valentino De Nardo Valeria Bertesina e Vittorio Manno