Basta una nota, magari quella famosissima di Summertine, per entrare nelle atmosfere di Porgy and Bess l’opera musicata da George Gershwin per il libretto d DuBose Heywar. Sono passati oltre 80 anni da allora ma il successo di quel lavoro è meritato tant’è che è negli appuntamenti concertistici di tutte le latitudine. E tra questi non poteva mancare Matera con le scelte azzeccate e competenti del ‘Maestro’ Pietro Andrisani, che per “Lucania musicale” presenta domenica 24 maggio alle 20.00, a Palazzo Viceconte con la serata ” Hommage a George Gershwin’. Al pianoforte il maestro Vincenzo De Filpo, che vanta successi a scena aperta  di critica e di pubblico in Italia e all’Estero. Estro e simpatia, per citare alcune sue qualità, fanno dei suoi concerti un evento da non perdere . Le musiche di Porgy and Bess, poi, sono stato oggetto di interpretazione anche per altri generi a cominciare dal jazz, che con Louis Armstrong ed Ella Fitzegerald hanno trovato uno dei momenti più alti di esecuzione.

Concerti a Palazzo Viceconte

Nel quadro delle manifestazioni culturali a carattere

musicale e musicologicodal titolo

Lucania musicale

curata e diretta da

Pietro Andrisani

ed espresso a Matera

Palazzo Viceconte

domenica, 24 settembre, ore 20,00

presenta

HOMMAGE A GEORGE GERSHWIN

Pianista: Vincenzo de Filpo

George Gershwin

(Brooklyn, New York, 1898-Bevery Hillis,1937),

Porgy and Bess

Suite dall’opera

 Introduzione  in Jazz Maner

 Lullaby Summertime

 Tempo di marcia  giocoso – Oh I can’t sit down

 Moderato – It ain’t necessarily so

 Andantino cantabile . Bes, you is my woman

 Moderato – I got plenty o’ nuthin

 Allegretto ben ritmato – My man’s gone now

 Finale grandioso “I got rhythm” (variation)

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Piano Notes

 Rubato

 Fragment

 Novellette in Fourths

Tre Preludi

 Allegro ben ritmato e deciso

 Blue Lullaby

 Spanish Prelude

 Soon

 Rapsodie in blue (solo piano version)

Pianista: Vincenzo de Filpo

 

 

 

 

 

 

George Gershwin

(Brooklyn, New York, 1898-Bevery Hillis,1937),

pianista e compositore.

Da giovane si sentì attratto dalla musica popolare e dal jazz eseguendo e componendo melodie per canto e pianoforte, commenti musicali per il teatro di rivista e per la commedia. Tuttavia subì fortemente il fascino della musica sinfonica, ambizione che, con lo studio sistematico del contrappunto e della strumentazione, gli permise l’ascesa a quella meditata ed erudita. Apprese dai maestri Ernest Hutcheson, Rubin Goldmark e l’ungherese Edward Kilenyi, raggiungendo una maturità artistica da permettergli una forbita preparazione compositiva per poter portare a termine, nel 1935, il suo capolavoro, Porgy and Bess, splendore universalmente riconosciuto come prima opera in musica veramente americana. Gershwin basa l’opera su motivi sociali della gente negra, sui loro canti cadenzati da speciali ritmi blandi o vivaci con grazia e sensibilità e, unitamente ad un vigore geniale, interpreta il loro spirito psicologico elevando il folkloristico teatro musicale afro-americano ad ammirabile quanto godibile dramma lirico.

Per la felice descrizione musicale dei luoghi e dei personaggi, Un americano a Parigi (1928) potrebbe appartenere alla famiglia del poema sinfonico, anche se lontano da ogni schema formale, perché di ispirazione assai libera e scanzonata. Su una base di melodie e ritmi jazzistici, Gershwin delinea musicalmente la giornata turistica di un americano nella Ville Lumière: impressioni di una passeggiata primaverile per i Champs Elysée; gioiosa escursione al Quartiere Latino, dove il protagonista, improvvisamente, viene colto da una fugace nostalgia del suo Paese; incontro con un compatriota ed esaltante visione della incantevole vita nella città della Senna.

Costruita ammiccando alla forma classica e, nel discorso melodico e armonico imperlata di geniali inflessioni di scuola jazzistica, Rhapsody in Blue (1924) risulta la composizione più fascinosa e popolare della intera produzione musicale di George Gershwin. Fin dalla sua prima esecuzione l’opera gli procurò fama, popolarità e commissioni per tanti nuovi lavori musicali. Per la spontaneità e la freschezza inventiva dei temi, la composizione si impone all’attenzione degli ascoltatori e degli esecutori; questi ultimi ne hanno trascritto versioni per vari tipi di complessi strumentali presentandola in sale da concerto di ogni Paese del globo.

George Gershwin portò il suo personale jazz-sinfonico ad un elevato grato di espressione d’arte, merito che oggi nessuno gli può disconoscere. Avremmo ascoltato tante altre sue nuove genialità musicali se un tumore al cervello non l’avesse portato alla tomba proprio nella sua piena maturità artistica. Non aveva compiuto 39 anni.

VINCENZO DE FILPO

Nella sua intensa e più che trentennale attività concertistica ha suonato in numerose città italiane ed estere: Roma, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Perugia, New York, Los Angeles, San Francisco, San Paolo, Rio de Janeiro, Madrid, Lisbona, Evora, Zurigo, Instambul. E’ stato premiato in diversi concorsi nazionali ed internazionali tra cui F. Liszt, F. Schubert, 900 musicale Europeo. Ha suonato per Radio3, Radio Vaticana; sue esecuzioni sono trasmesse in Grecia, Norvegia, Uruguay, Paraguay, Argentina, Messico, Ungheria, Australia. Ha inciso per numerose case discografiche tra cui Fonola dischi, Rusty Records, Agorà, Pentaphon. Il suo nome è presente nel dizionario IBC (Cambridge England) e nel dizionario enciclopedico concertisti italiani (D.E.C.I.). E’ docente di pianoforte principale presso il Conservatorio “E.R.Duni” di Matera. Le riviste The classical Voice e Amadeus lo premiano con quattro stelle per le registrazioni di Musica da Camera di A. Longo e le composizioni dell’ultimo periodo di Liszt. Top ten 100 Musicians 2007 assegnato dalla I.B.C. (England).