La Puglia ci ha messo per Matera 2019 i lavori di adeguamento delle Ferrovie Appulo Lucane e della statale 96 fino ad Altamura e la cosa, non avevamo dubbi(del resto già risaputa) ha trovato conferma nel Patto per il Sud che il presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi ha firmato, da ultimo, con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

Puglia il nostro ”hub” e la cosa ci sta tutta, visto che Matera e la Basilicata brillano per ritardi, inconcludenze politiche nella ”Fondazione Basilicata- Matera 2019” e mal di pancia fuori luogo sul doppio incarico che il direttore Paolo Verri, sulle cui capacità professionali non si discute, che continua ad avere con Puglia promozione. Se in Basilicata siamo al palo non è colpa nè di Verri, nè di Emiliano visto che Matera 2019 è patrimonio sì di questa terra ma anche del Bel Paese.

Lo hanno detto il ministro per i Beni culturali Andrea Franceschini e lo stesso presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi, che hanno parlato di opportunità per l’intero Paese tanto da istituire (unico caso in Europa) le capitali italiane ”annuali’ della cultura. E se lo hanno c’è una strategia precisa di investimenti e di promozione e Matera non può che allinearsi… L’empasse politico sulla paternità del logo e sulla necessità prevista e approvata da tempo, legata al nuovo brand per le diverse filiere del dossier sono il segnale di un immobilismo, che va sbloccato con il classico ( ma improbabile) invito alla ragione e con un passo indietro da parte di tutti o con una prova di forza, magati con l’arrivo di un commissario di nomina governativa come accaduto ( ma altro contesto) per Expo 2015.

Tra le cose rinviate e in lista di attesa ci sono i 450 partecipanti al concorso per il nuovo LOGO dalle ricadute milionarie per sponsor e società di gestione dei singoli settori. Puo’ essere che venga revocato il tutto ( figuraccia planetaria) o che si istituisca la commissione di esame ( ipotesi devastante), ma c’è attesa e appetiti legati al doppio filo con la verifica per la seconda giunta De Ruggieri, con le richieste di indicare Tizio o Caio per i ruoli di manager ( dai costi contenuti) per mandare avanti la Fondazione. E questo la dice lunga sul fatto che stiamo andando verso l’inconcludenza e il fallimento e con almeno 18 mesi di ritardo sulla tabella di marcia. Frasi a mezza voce, colpe che si rincorrono e ”Manuale Cencelli’ da campanile, tra Matera, Potenza e Roma consiglierebbero la nomina di un commissario.

Decisione infelice, che segnerebbe il fallimento di una classe politica regionale e locale, costretta a fare i conti con il deliberato all’insegna del ‘’No Pasaran’’ del consiglio comunale e a logiche di disciplina che la dicono lungo sulla ridotta autonomia della Città dei Sassi. E allora l’uscita di Michele Emiliano che non può essere ”oggetto di appropriazione dei nostri vicini” va sbottare non i rappresentanti istituzionali del consiglio di amministrazione della Fondazione, ma finora solo un consigliere comunale.

E’ quel Paolo Manicone, consigliere di maggioranza eletto con le liste a sostegno di Angelo Tortorelli, che proprio non ci sta, e ha preso carta e penna per ricordare al presidente della giunta regionale pugliese, Michele Emiliano, che Matera è artefice del proprio destino. Anche Emiliano lo sa, ma sa anche che può spingersi oltre e con l’accondiscendenza del Governo centrale. L’area metropolitana, che ci piaccia o no, accelererà i destini della Basilicata con Potenza nella naturale area campana e Matera in quella pugliese della terra Otranto. E’ solo questione di tempo….

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LA LETTERA DI PAOLO MANICONE
Gentilissimo Presidente EMILIANO,
Matera dal 17 ottobre 2014, vive un momento particolare, di grandi euforie e di realtà politiche e sociali, che a volte mancano di autenticità e onestà intellettuale, ponendosi fuori da un tempo che si muove con la velocità dell’era digitale.
Nelle scorse ore, a margine della conferenza stampa, che ha visto protagonista la città di Bari, il governatore della Regione Puglia, Michele EMILIANO, durante l’esposizione degli investimenti che la Puglia mette in campo verso la Basilicata, e in particolare verso Matera. Ha poi sottolineato che la città lucana nominata capitale Europea della Cultura 2019, e quindi ciò che essa rappresenta non solo per i lucani, ma per il Paese e l’Europa, affermando che ” …. questo evento non può essere oggetto di APPROPRIAZIONE da parte dei nostri vicini di casa ma è un evento nazionale ….”.
Vogliamo dire che è stata un’affermazione infelice?
Ascoltando l’intervista, questa affermazione mi ha amareggiato, specialmente se penso al percorso che la nostra comunità ha fatto in questi anni, alla nostra storia, al progetto che abbiamo saputo mettere in campo.
Di contro, credo che dobbiamo avere più che mai la forza di guidare il nostro destino, una forza morale e sociale, per tenere MATERA al centro di questa straordinaria storia, non con un sentimento di chiusura verso il mondo, al contrario, (ricordo a qualcuno che siamo la capitale mondiale dell’ospitalità, cit.), per avere quel ruolo che l’EUROPA ci ha RICONOSCIUTO e di cui non ci siamo APPROPRIATI.
La saluto con cordialità
Il consigliere comunale
Ing. Paolo MANICONE