Cosa c’entrano i mandorli in fiore con le meridiane materane, che non molti sanno dove sono ubicate ma ci sono. Tant’è che c’è una proposta di progetto per il restauro e la riattivazione di quelle storiche (insieme agli orologi solari) che di seguito  proponiamo.  Merito della caparbietà di un materano, che vive a Vienna (Austria) l’architetto Angelo Stagno, capace di smuovere i tempi lenti e spesso inconcludenti della città dei Sassi e di rischiarare i coni d’ombra del “ …poi si pensa, domani si vedrà’’ simile al messicano  domani “manana’’ (ci vorrebbe la tilde sulla prima ‘n’ ma sulla tastiera non c’è) per mettere insieme ricercatori, appassionati , associazioni e via via amministratori pubblici. Per realizzare cosa? Ma un orologio “Analemmatico Azimutale’’ (che parolone…ma non è cosi se leggerete quanto segue) in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana-  Centro di Geodesia spaziale “Giuseppe Colombo’’ di Matera  e della poliennale competenza del suo direttore Giuseppe “Pippo’’ Bianco che l’astronomia ce l’ha dentro da quando,  giovane studente, teneva corsi di astronomia al circolo La Scaletta. Era la prima Repubblica…il tempo è passato. Ma le meridiane e la misurazione del tempo ci sono tutte. Il come e quando lo lasciamo agli addetti ai lavori,gli specialisti in gnomonica e non solo,  in attesa che i mandorli fioriscano sotto una meridiana, davanti al Palazzo dell’Annunziata o nelle corti dei Sassi. Ne sapremo di più passando dalle parole ai fatti e all’attuazione di un programma avviato, come vuole l’incedere del tempo e delle stagioni.

 

IL PROGETTO: OBIETTIVI, METODI, CONTENUTI E INTUIZIONI

 

Proposta di progetto per il restauro e la riattivazione delle Meridiane storiche e degli orologi solari a Matera con la realizzazione di un orologio Analemmatico Azimutale in collaborazione con ASI (Agenzia spaziale italiana) –  Centro di Geodesia Spaziale “ Giuseppe Colombo” di Matera.

 

La lettura del tempo e dello spazio, connotano inequivocabilmente l’osservazione della dimensione architettonica del luogo attraverso la sua posizione nel cosmo in un preciso ed imprescindibile istante del giorno o della notte.

Il mandorlo, protagonista emblematico dei nostri paesaggi meridionali e primo indicatore naturale dell’ avvicendarsi della stagione primaverile all’inverno, nel corso dei secoli lascia il passo a nuovi strumenti e metodi per la percezione e misura del tempo secondo calcoli e prassi convenzionali.

Strumenti e metodi di acquisizione di tali informazioni, realizzati dall’uomo ormai da tempi immemorabili, consentono di prendere direttamente visione e coscienza della contestualità fisica e geografica dei siti in cui sono collocati. La riscoperta e la valorizzazione nonché il restauro o la ricostruzione di questi indicatori storici del tempo, gli orologi solari e le meridiane, presenze ricorrenti sia all’interno della Città dei Sassi che sul territorio comunale e regionale, si pone come obbiettivo di questa iniziativa. Non solo la ricollocazione, qualora si dovesse rendere necessaria, ma anche ed in particolare il restauro conservativo degli strumenti solari storici dismessi o in condizione di precaria sussistenza e la loro documentazione specifica, danno adito

all’interessamento ed intervento competente di noti esperti italiani del settore e della pratica applicativa della disciplina gnomonica. Le recenti scoperte raggiunte attraverso la ricerca condotta in merito a questa antica branca dell’astronomia, ha raggiunto ormai ed internazionalmente, livelli di notevole importanza documentativa sia in ambito storico che di approfondimento tematico a più livelli  e per aree di competenza specifica. L’ intento si propone di porre all’attenzione dei materani così come dei visitatori della Città dei Sassi queste splendide preziosità, spesso invisibili o celate all’interno di silenziose corti, chiostri o giardini privati nonché ancora presenti o più di frequente appena percettibili sulle facciate di edifici monumentali e sacri del centro storico cittadino. La loro presenza, oltre a fornire una costante visione grafica del trascorrere del tempo, offre un suggestivo strumento di lettura del luogo e delle sue peculiarità storico-geografiche, quindi della intrinseca quanto logica  e conseguente comprensione funzionale di questo antichissimo sito della civiltà mediterranea. La proposta si avvale della supervisione scientifica dell’osservatorio ASI – Centro di Geodesia spaziale –  “ Giuseppe Colombo” di Matera e della competenza del suo Direttore Dott. Giuseppe Bianco, quindi della partecipazione di documentatori e specialisti di gnomonica provenienti da diverse regioni italiane e dalla stessa Basilicata. Partecipano a questo intento il Prof. Lucio Saggese di Castelgrande (PZ), autore della pubblicazione “Meridiane di Basilicata” , l’ Ing. Paolo Albéri-Auber di Trieste, scopritore e restauratore della Meridiana in Piazza della Borsa a Trieste ed il Sig. Giovanni Paltrinieri di Bologna, noto esperto di gnomonica e costruttore di orologi solari in parchi tematici e didattici in diverse regioni italiane nonché documentatore della storica meridiana della Basilica di San Petronio in Bologna, realizzata da Giandomenico Cassini a metà del seicento. Ulteriormente questa iniziativa conta sulla partecipazione dell’astronomo Giuseppe Zuccalà di Bari,  noto ed apprezzato matematico ed esperto di gnomonica nonché autore di numerose pubblicazioni relative a strumenti e metodologie per la misurazione dell’ora solare quindi realizzatore di strumenti solari originalissimi, la cui opera vedrebbe a Matera un luogo quanto mai opportuno per la loro collocazione oltre che di studio e di approfondimento in campo specifico.

Il contributo offerto da questa proposta, coronerebbe la scoperta sempre sorprendente della Città troglodita e della storia dei suoi antichi Rioni, nati e sviluppatisi proprio in ragione della loro esposizione solare, strumento alla base delle strategie di sopravvivenza e di sostentamento degli abitanti e dei loro co-abitatori naturali di cui abbiamo manifesta testimonianza attraverso la conservazione e tutela sensibile di questo inestimabile patrimonio culturale.

 

Angelo Stagno –   02.03.2017 –  Angelo Stagno architetto / Haasgasse,10/21 – A-1020 Vienna

N.b le elaborazioni digitali delle foto sono di Daniele Mirimao