Palmira, Aleppo, Raqqua, saccheggiate e devastate dalla furia sconsiderata e strumentale dello stato islamico dell’Isis, sulla cui nascita e scomparsa persiste una oscura cortina di coperture politiche internazionale, fino ai recenti bombardamenti dell’aviazione turca a Brad, un altro sito dell’Unesco tra i tanti tra Yemen, Siria e Iraq destinati a finire nel lungo elenco delle pagine distrutte dalla storia dell’umanità.

E a ricordare cosa abbiamo perso e cosa rischiamo ancora di perdere è stata la interessante iniziativa ” Archeologia e musica per la Siria” , promossa da Universa Musica insieme a Unibas, svoltasi a Matera nella sala del Cristo Flagellato. Immagini crude che hanno coinvolto l’uditorio e sopratutto i giovani, appassionati ma anche allievi della scuola di specializzazione in ben archeologici dell’Ateneo.

E il pensiero è andato all’ex direttore, studioso e archeologo Khaled el AsKhaled al-Asaad, ”custode della sposa del deserto”, come era soprannominata l’antica Palmira. Una figura esemplare, di altri tempi che, come un capitano di una nave ha preferito morire con essa, giustiziato dall’Isis per non aver voluto rivelare dove fossero custoditi importanti tesori di Palmira. Ricordarne la figura e, sopratutto la passione, per gli archeologi e gli studiosi di domani e davvero un buon viatico perchè da Matera-chissà- possa partire qualcosa di concreto per salvare un pezzo della memoria archeologica di quelle aree. Matera 2019 , aldilà delle grandi mostre tematiche in programma, non prevede sostegno a progetti e interventi sul campo – che spettano ad altri soggetti istituzionali- ma qualche input può essere lanciato in tempi e luoghi da stabilire perchè una città come Matera, patrimonio Unesco per i rioni Sassi e l’habitat rupestre, e ‘capitale europea della cultura 2019” che è il luogo ideale per farlo. E in loco una sala o un laboratorio del nuovo Campus potrebbe essere intitolato all’esemplare archeologo siriano.

Nel frattempo restano le immagini e i commenti della direttrice della Scuola di Specializzazione in beni archeologici di Unibas. Francesca Sogliani e di Helia Hanna, archeologo siriano del Piac Roma- Inha Parigi su quanto accaduto e accaduto su quell’altro versante del Mediterraneo. Avremmo voluto seguire la seconda parte della serata, con le testimonianze di Nigel Osborne compositore del progetto silent city per Matera 2019 e il reading poetico di Marcello Tagliente, archeologo e poeta, ma la concomitanza di altri eventi ce lo ha impedito. Messaggio, comunque, raccolto ricordando la ”sposa del deserto” e i tanti gioielli distrutti, trafugati e poi venduti , dalla calcolata follia di assassini di antiche civiltà.