Un titolo e un accostamento facile, che tira dentro anche il cognome di chi scrive…Ma non capita tutti i giorni che un Museo archeologico, il ” Domenico Ridola” di Matera, una delle gemme del Polo Museale della Basilicata, ospiti una pagina importante della storia dell’uomo viaggiando nello spazio dei tempi: dal Neolitico al Cibernetico al futuribile. Tanto più che l’architettura ipogea dei rioni Sassi e dell’habitat rupestre ha ispirato una ipotetica base ”marziana” ,che potrebbe ospitare una comunità del pianeta Terra tra qualche tempo, come riporta l’ampio servizio ” Colonizzare Marte”, corredato di una cartina, pubblicato dalla nota rivista ”National Geographic Italia” a novembre 2016. E la mostra sul pianeta rosso conferma tutto l’interesse e le potenzialità dell’iniziativa. Da non perdere per i tanti spunti che offre. Eccone alcuni. L’annuncio fatto nel 1938 dai microfoni di Cbs Radio dal regista Orson Welles sulla invasione dei marziani, la prima fakenews dell’era moderna, le canzoni di David Bowie sul pianeta rosso, copie della sonda Trace Gas Orbiter e del veicolo di ricerca Rover Curiosity del programma spaziale Exo Mars Tgo, pannelli e video delle missioni che dal 2016 al 2020 vedranno coinvolte l’Agenzia spaziale italiana nelle missioni sul pianeta Marte sono alcune delle tappe della mostra ” Marte. incontri ravvicinati con il pianeta rosso” La mostra promossa dall’Agenzia spaziale italiana è giunta a Matera , grazie alla collaborazione con il Polo Museale della Basilicata e la Fondazione ” Matera-Basilicata 2019” e la si potrà visitare fino al 14 gennaio 2018. Nel percorso espositivo la mostra, curata da Viviana Pacciana con il coordinamento di Francesco Rea, racconta l’esplorazione d Marte e l’importante contributo italiano a una avventura, che appassionato scienziati, scrittori e registi. Si parte dalla figura mitologica del dio Marte per passare alle prime osservazioni dei canali del pianeta, fatte dallo scienziato Giovanni Schiapparelli. Una sezione importante, accanto alla produzione letteraria di fantascienza e cinematografica, è data dalle immagine storiche e dai filmati prodotte dalle sonde Viking, Mars Express, dai rover Curiosity e Opportunuty a Mars Reconassance Orbiter fino alle ipotesi di colonizzazione in ambienti ipogei proprio come la vita nei rioni Sassi di Matera. I direttori del Polo Museale di Basilicata, Marta Ragozzino, e della Fondazione ” Matera-Basilicata 2019” Paolo Verri nell’illustrare le finalità dell’iniziativa hanno rimarcato il ruolo che la cultura scientifica può avere per accrescere le competenze del territorio, che vanta una presenza di eccellenza come il centro di geodesia spaziale ” Giuseppe Colombo”, e di quanto contenuto in questo settore nel dossier di candidatura 2019. Marta Ragozzino: “Nel museo più antico della Basilicata, a Matera, inauguriamo-ha detto il direttore del Polo Museale regionale una mostra innovativa e originale sia per i contenuti che per l’allestimento. Siamo molto orgogliosi di poterla presentare a Matera, prima città del viaggio itinerante dopo il primo allestimento avvenuto a Roma. Una mostra pensata per il mondo della scuola oltre che per i visitatori e i materani che vorranno scoprirla per i prossimi due mesi”. Arcicontento il direttore della Fondazione ” Matera-Basilicata 2019” Paolo Verri, che ha insistito sulle competenze, sui saperi, sulle conoscenze e sull’innovazione come strumenti necessari per essere competitivi. “Con questa mostra -ha detto Verri- Matera è su Marte. La cultura è turismo che produce anche ricchezza economica ma vuol dire anche competenze. Il futuro delle nostre comunità è basato proprio sulle competenze. La mostra è concepita proprio per i giovani per dare loro la possibilità di immaginare competenze, percorsi scolastici innovativi”. Una mostra all’insegna delle tante “M” che da Matera guardano al pianeta rosso,a cominciare dalle M…isurazioni del Centro di geodesia spaziale ” Giuseppe Colombo” di Matera, conosciutissimo e ultraconsiderato per autorevolezza e consapevolezza nell’universo della ricerca spaziale. Se certe ”Istituzioni” guardassero con maggior considerazione a quello che accade da oltre 30 anni a ” Terlecchia” ,anzicchè bagnarsi i piedi nelle limacciose acque del fiume Basento,dove si fa altro, non solo Matera ma anche la Basilicata potrebbe scrivere una pagina sulla ”grande corsa ” al pianeta Rosso.

LA NOTA UFFICIALE DELLA MOSTRA

Comunicato stampa

Mercoledì 8 novembre 2017, alle ore 19.00, presso il Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola, è stata inaugurata la mostra Marte. Incontri ravvicinati con il Pianeta Rosso, che arriva a Matera grazie alla collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana, il Polo Museale della Basilicata e la Fondazione Matera – Basilicata 2019.

La mostra, promossa da ASI, per la cura di Viviana Panaccia e il coordinamento di Francesco Rea, già presentata a Roma nell’aula ottagona del Museo delle Terme di Diocleziano in collaborazione con il Museo Nazionale Romano, approda a Matera, nel Museo archeologico nazionale, ricca di una nuova idea progettuale particolarmente efficace, rimodulata dalla curatrice per il grande spazio al centro del percorso espositivo del primo piano.

Tra i reperti che raccontano la storia più antica del territorio materano, prende forma una grande struttura che richiama il pianeta rosso e che permette di raccontare, in modo estremamente suggestivo, la storia dell’esplorazione di Marte e il contributo del nostro paese a questa grande avventura mondiale. Al progetto hanno infatti partecipato anche l’Agenzia Spaziale Europea, Inaf e l’industria spaziale nazionale.

L’idea che guida la mostra è quella di avvicinare le scoperte scientifiche e la conoscenza dello spazio ad un pubblico più vasto di quello degli specialisti: una sfida straordinariamente importante che incontra le prospettive e gli orientamenti del Polo Museale e della Fondazione Matera Basilicata 2019 in relazione all’accessibilità culturale e alla condivisione democratica della conoscenza.

Una mostra di respiro internazionale, che il Polo Museale ha inteso promuovere insieme alla Fondazione anche per collegare la tradizione archeologica del museo statale più antico della regione con l’innovazione scientifica rappresentata dal Centro di geodesia spaziale e dal Centro spaziale di Matera, tra le più importanti eccellenze del territorio.

Si tratta di un progetto importante, che simboleggia Futuro – Remoto, uno dei temi del Dossier di Matera – Basilicata 2019, e riporta l’attenzione sul Museo archeologico della Città dei Sassi, sul quale si stanno concentrando gli sforzi del Polo, in previsione di un grande progetto di rifunzionalizzazione del museo che sarà accompagnato da una nuova necessaria narrazione e restituizione delle importanti collezioni conservate.

Per il Polo Museale questa mostra è infatti l’avvio di un importante percorso di ripensamento e riallestimento: un grande progetto culturale che vorremmo mettere a disposizione e condividere con la comunità, per rendere il Museo Ridola più aperto, accessibile, comprensibile, coinvolgente e capace di parlare a tutti.

Un museo di tutti e per tutti, che vorremmo riallestire insieme.

La mostra vuole avvicinare il grande pubblico al Pianeta Rosso, un pianeta che fin dall’antichità ha incuriosito ma anche suscitato paura.

Dopo un richiamo alla figura mitologica del dio Marte, anche grazie alla presenza di una scultura romana raffigurante la Testa di Marte imberbe, prezioso prestito del Museo Nazionale Romano, un’introduzione dedicata alle prime osservazioni dell’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli dei famosi canali di Marte e alla grande produzione di letteratura fantascientifica, il percorso espositivo passa a illustrare lo stato della conoscenza che oggi abbiamo di Marte, attraverso i dati e le immagini che la più avanzata tecnologia spaziale ha permesso di acquisire: dalle prime ‘storiche’ immagini delle sonde Viking fino alla sonda europea Mars Express, ai rover americani Curiosity e Opportunity e alla sonda americana Mars Reconnaissance Orbiter. Attraverso immagini spettacolari inviate sulla Terra da queste sonde, il visitatore potrà apprezzare appieno i paesaggi marziani: canyon profondi, distese di dune di varie forme e colori, vulcani altissimi e pianure sconfinate. Ma anche le tracce di acqua scoperte ai poli

Un modello e un documentario illustreranno nei particolari le caratteristiche e gli obiettivi della missione Exomars dell’Agenzia Spaziale Europea [Esa] e Agenzia Spaziale Russa [Roscomos], realizzata sotto la guida dell’Italia, con lo scopo principale di indagare sulla possibile presenza di vita presente o passata sul pianeta rosso. Infine uno sguardo al futuro e ai programmi delle agenzie spaziali e dei privati per colonizzare Marte con una spettacolare videoinstallazione immersiva realizzata con le immagini della nuova serie televisiva firmata da Ron Howard MARS, messe a disposizione da National Geographic.

Dopo la mostra dedicata a Malta e alle grandi opere pittoriche del Seicento, questa nuova collaborazione tra il Polo Museale della Basilicata e la Fondazione Matera Basilicata 2019 tende ad esplicitare ancora di più la convergenza tra i saperi umanistici e quelli scientifici, e ad offrire alta divulgazione in maniera chiara ed accessibile. Qualcosa che a sud di Roma avviene molto raramente e che conferma l’attitudine di Matera ad essere un centro sempre più attivo di produzione e diffusione dei modelli culturali contemporanei, offrendo una opportunità di grande crescita ai cittadini e agli abitanti del territorio, ma anche di sorprendente attualità per il turista più attento e curioso, capace di farsi sorprendere da una proposta culturale innovativa ed europea

La mostra rimarrà aperta fino al 14 gennaio 2018.