“Ma, ma…senza occhiali, cosi truccato e abbigliato, dalle movenze regali…” Un attimo di tentennamento, abituato a vederlo in veste ufficiale e a volte con fascia tricolore, e poi la conferma: “E’ lui l’assessore Nicola ”Nico” Trombetta tra i dignitari del corteo storico che hanno sflato alla vigilia di Ferragosto per la rievocazione storica della ” Congiura” dei Baroni. Non siamo stati i soli a individuarlo a fotografarlo, come l’immaginifico cortigiano Franciscus De Scoletta, mentre sfilava tenendo per la mano la principessa ”madonna” Daniela , come usava indicare un tempo le donne di alto lignaggio. E così tra tanta ammirazione per la giovane coppia regale , che ha scritto il proprio casato nell’Araldica dei dignitari di Corte,non potevano mancare applausi e un invito a fare qualcosa di simile a Matera. Del resto ricordiamo la ” rievocazione” storica sul conte Carlo Tramontano dell’ex assessore Antonio Paolicelli ( Margherita), che restò un unicum sulle esperienze di valorizzazione del passato della storia locale. Trombetta non ha più la delega ad eventi e spettacolo, dopo il varo della nuova giunta a trazione Pd, ma quella dei Lavori Pubblici che con un ponte (argomento di attualità) ce l’hanno. E’ un’idea, ma che con il programma preconfezionato di eventi per Matera 2019 dubito possa trovare spazio e risorse. Resta la bella serata ed esperienza del corteo storico di Miglionico, che il Comune, la Pro Loco e tanti concittadini hanno contribuito a realizzare con l’impegno e le attrazioni di sempre come sbandieratori e tamburini, archibugieri, volo di rapaci , giochi e banchetti medievali. E con qualche curiosità,nonostante la serata ventilata come la presenza di addomesticatori di pitoni (nel corteo) e dei musici della compagnia del coniglio, l’intrattenimento di un giullare rimatore e il protagonismo di Massimo Wertmuller, nel ruolo di re Ferrante e di Anna Scaramuzzo. Non possiamo non citare il sindaco Angelo Buono, infaticabile con il suo staff dietro le quinte, affinchè la congiura giungesse fino …alla esplosione dei fuochi d’artificio.

LA STORIA DELLA CONGIURA IN BREVE

Nel Settembre del 1485, Re Ferrante I d’Aragona venne invitato nelle stanze del Castello di Miglionico,per accettare la pace posta sul tavolo dai baroni del Sud Italia dopo che lo stesso Re aveva iniziato una fase di ammodernamento del regno di Napoli che non prevedeva più il potere baronale bensì la nuova classe dirigente emergente, ovvero la borghesia loricata. Il Re accettò la pace, sapendo che i Baroni avevano già programmato la sua morte se non avesse firmato quella sera a Miglionico. In seguito il Re decise di invitare tutti i baroni traditori per il matrimonio di sua nipote a Napoli, dopo averli processati, di ucciderli uno a uno. Da ormai otto anni, l’amministrazione comunale di Miglionico, con l’aiuto delle associazioni locali, ha riscoperto una fetta della sua storia e rievoca quel momento storico che ha caratterizzato il piccolo paese di provincia che ha dato la denominazione di “Malconsiglio” al Castello. Due le giornate, 13 e 14 di Agosto, per far immergere il turista nel medioevo e permettergli di divertirsi con musici, banchetti medioevali, spettacoli di falconeria o il teatro all’aperto. La costruzione di questa infrastruttura di promozione turistica della cittadina, ha avuto negli anni anche un valore sociale, avendo cercato di far riappropriare una parte di storia, e renderla popolare e vivente tra le famiglie. Nei panni di Re Ferrante quest’anno, l’attore Massimo Wertmüller, e Anna Ferruzzo nei panni della regina.