Non siamo nelle verdi lande irlandesi o della Maremma ma nel Vulture..descritto dallo scrittore rionerese Pasquale Tucciariello nel libro ” Il fosso della Signora e altri racconti ” presentato a Matera nella sala “Laura Battista” (scrittrice tricaricese dell’Ottocento) della biblioteca provinciale, in una serata di letteratura, poesia, scienze, sogni e musica che hanno esaltato quel patrimonio di tradizione orale, spesso dimenticato dalla cultura ufficiale. E la storia ha fatto sognare e non poco scorrendo le pagine della vita di una donna, in groppa a una cavalla di nome Durlindana come la spada di Orlando,moglie (ahi lei!) di un marito rozzo,che deve lottare tra sentimenti come amore, angoscia e amicizia, destinati a intrecciarsi tra realtà e fantasia in una ambientazione d’altri tempi. E l’accostamento, pur se riferito ad altro contesto, alla fiction ” Elisa di Rivombrosa” ci sta tutto. Meriterebbe una sceneggiatura che Pasquale ha scritto, bella e pronta, se un regista o un produttore vorranno metterci mano anche per le implicanze ”psicologiche” che il lavoro contiene. L’avvocato Ivan Russo, professore sul campo per la interessante ricostruzione interdisciplinare fatta sul campo ( accostando melodramma e cantautori come Rino Gaetano, il ciclo della vita di 2001 Odissea nello Spazio alla simbologia psicoanalitica del bianco destriero) conferma che i ”Racconti” per freschezza espressiva e trama restituiscono il piacere della lettura e della narrazione risalendo tutte le età della vita alimentando mistero, curiosità, sfide e del resto – come recita un passo del libro ”…Quando scoppia la calura estiva nella valle dell’Arena, la valle di Ferrelle e le terre del Gaudo, tra Atella e Rionero, è conveniente stare lontani dai campi, dagli spostamenti all’aperto. Meglio preferire il paese, star dentro le case e se proprio si è costretti all’aperto nei campi, trovare riparo in una grotta od un pagliaio, almeno almeno il fresco di una pianta di acacia. La controra è un tempo di riposo, di sosta dal lavoro, meglio non sudare tra l’una e le tre pomeridiane quando il sole di luglio punge, si fa addirittura pericoloso. Una insolazione il più delle volte provoca febbre alta e uno stato di forte debolezza del corpo. E’ pericoloso. Questo raccomandavano a bambini e ragazzi le mamme, i nonni, i vicini: alla controra si sta in casa e non si va per i campi. E’ proibito…” Ma non è proibito parlare di Briganti o meglio ribelli, come narra l’altro lavora presentato da Pasquale Tucciariello ” Una messa per Carmine” riferita alla figura di Crocco e alle narrazioni passate di padre in figlio che hanno finito con il confermare la scelta etica dello scrittore di stare dalla parte dei Vinti. E a dargli manforte su questa scelta l’amico Cosimo Latronico, politico navigato che prima o poi cederà alla tentazione di pubblicare qualcosa, che ha messo in luce – e la cosa meriterebbe un approfondimento anche in altri contesti- la necessità di alimentare lo spirito critico in una regione e in una società che devono fare i conti con il bombardamento spesso vuoto,a volte inaffidabile della comunicazione digitale. E con le dimenticanze di autori lucani anche per Matera 2019, come ha denunciato l’assessore alla Cultura del comune di Melfi, lo scrittore Raffaele Nigro, per il divino Orazio. L’elenco potrebbe continuare…ma ne riparleremo in altra occasione con quanti, periodicamente, attingono a piene mani dalla tradizione orale come Rino Locantore. ” U’ scettabbann” riconosciuto del terzo millennio pronto a riproporre con la sua voce roboante i canti della tradizione contadina, briganti e ribelli compresi, facendosi accompagnare dal suono della cupa cupa, dalla note in ” Me…” di una chiave sfregata sul collo di una bottiglia di birra o vino e dai virtuosismi dell’organetto di suo figlio Piernicola. Due anime vere della cultura locale che hanno portato interesse e un pizzico di emozione tra il pubblico, di comune sentire per una cultura quella della Basilicata ignorata da quanti puntando proprio su queste ”uniche e peculiari” risorse dovrebbero frenare lo smembramento creato da emigrazione, invecchiamento della popolazione, degrado economico e ambientale. Ma questo è un altro ”Racconto” da aggiungere a quelli di Pasquale Tucciariello, che attendiamo a Matera per un altro lavoro.