“ Volevo raccontare una storia anche un po’ demodé, ma molto sentita. E così ho scritto un libro che mi sarebbe piaciuto leggere” .

E’ questa l’appassionata motivazione che ha portato, lo scrittore, Stefano Valenti alla sua opera prima: “La fabbrica del Panico”, edito da Feltrinelli, che gli è valso il Premio Campiello opera Prima  nel 2014 e che è stata presentata a Matera ieri sera nella sede del circolo Philos di via Passarelli.

“Non è il primo libro che ha come protagonista l’amianto”, ha detto lo scrittore rispondendo alle domande del giornalista, Franco Martina, che ha moderato l’incontro, “per questo ho cercato di scrivere, nel romanzo, quello che ancora nessuno aveva raccontato, come i sentimenti, le storie, i drammi familiari che l’amianto killer ha generato.  Questo materiale naturale rimaneggiato ed utilizzato per tanti anni che ha creato lavoro e sviluppo e poi morte e dolore.”

Milioni i casi in tutta Italia dei morti per mesotelioma, di cui tantissimi mai riconosciuti a  causa dell’amianto. Tra questi, anche il padre dell’autore, nel libro il protagonista narratore, per anni dipendente della Breda, una fabbrica in cui un tempo era un privilegio lavorarci, ma che poi ha consolidato, in molti,  la paura di morirci.

Il romanzo racconta una storia familiare, che diventa corale di fronte alla malattia e alla morte . A narrarla, muovendosi tra i ricordi, è il figlio quarantenne che sente la necessità e il dovere di stringere un rapporto più ravvicinato col padre, sceso a Milano dalla Valtellina per morire in fabbrica. Un rapporto che ricade sul figlio, il quale risulta sempre più gradualmente ferito dall’ansia di conoscere la verità, arrivando per questa via a ricostruire, non solo nel padre, ma anche nei suoi compagni, il dolore fisico e morale della fabbrica.

Stefano Valenti offre, così, una  grande occasione alla città di Matera, e alla Basilicata, quella di poter riparlare del problema amianto e dei drammi della Valbasento. Parlare di amianto e di Eternit il cui nome significa eternità, come la condizione a cui conduce, appunto, di morte, come hanno sottolineato, Mario Murgia, Vice presidente Nazionale associazione italiana esposti amianto, tra i relatori dell’incontro e la professoressa Pedone del Liceo Artistico di Matera.

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