Incredibile ma vero. Nel 2017 c’è ancora chi ha paura della cultura. Ha paura, nella fattispecie, di uno spettacolo teatrale, dei suoi contenuti….e lo boicotta! E accade nella Basilicata balzata agli onori nazionali ed internazionali con la nomina di Matera a Capitale della cultura europea per il 2019. La cultura, la cultura, quella che dovrebbe essere sinonimo di informazione, scambio, dialogo, tolleranza, ricerca del confronto con l’altro che non la pensa come me. Ma soprattutto un percorso di acquisizione di una coscienza critica che metta il singolo in condizione di decifrare, comprendere ed accettare e/o rifiutare un contenuto dopo aver avuto la possibilità di conoscerlo. E questo vale soprattutto per i bambini e gli adolescenti a cui il consorzio Teatri Uniti di Basilicata da tempo dedica una rassegna teatrale mirata e molto apprezzata.

Ed è proprio a questo meritorio consorzio che è capitato di vedersi boicottare nei giorni scorsi uno degli spettacoli della stagione di Teatro per ragazzi 2016-2017 “FA’AFAFINE” che narra la storia di Alex, un bambino che non ha ancora deciso se essere maschio o femmina, un racconto trattato con leggerezza e innocenza fanciullesca.

Ma evidentemente l’artificiosa polemica sul “gender” montata ad arte e con notevole spaccio di ignoranza e paure ha colpito ancora. Ed ecco che questo spettacolo ha trovato le porte chiuse al Teatro Ruggero di Melfi e al Teatro Don Bosco di Potenza, dopo la dichiarazione del Vicario pastorale, monsignor Lombardi, che ha lanciato l’appello alle famiglie e agli insegnanti di non portare i ragazzi allo spettacolo per non rischiare di inculcare dubbi o accende desideri che possono nuocere a un sano percorso educativo.

Ma dello spettacolo e di come sono andate le cose ne parla meglio, sebbene amareggiato, Dino Quarantino -presidente del consorzio TUB, nel seguente comunicato stampa.

DINO QUARATINO SU POLEMICA SPETTACOLO DI TEATRO RAGAZZI “FA’AFAFINE”

Come presidente del consorzio Teatri Uniti di Basilicata, sono molto amareggiato per le polemiche che sta suscitando lo spettacolo “Fa’afafine”, che abbiamo selezionato per la Stagione di Teatro ragazzi 2016-17.
Da circa 10 anni il cartellone dedicato al pubblico più giovane “Di fiaba in fiaba” è sempre stato un vanto delle nostre proposte culturali. Con attenzione e accuratezza selezioniamo da una ricca offerta teatrale nazionale gli spettacoli che riteniamo di massimo pregio e qualità, selezionando linguaggi teatrali per fasce di età e sempre tenendo fede al nostro obiettivo, che è quello di accompagnare i giovani spettatori nella trasformazione da pubblico adolescente a spettatori attivi.
Criteri che abbiamo rispettato anche nella selezione dello spettacolo “Fa’afafine”, prodotto dal CSS Teatro Stabile di innovazione Del Friuli Venezia Giulia e dal Teatro Biondo di Palermo, rivolto ai ragazzi dagli 8 ai 16 anni di età. Lo spettacolo che sta girando l’Italia dal 2014, oltre all’apprezzamento del pubblico, ha ricevuto i migliori riconoscimenti della sua categoria: Vincitore Eolo Award 2016 come Miglior Spettacolo Teatro Ragazzi e Giovani; Vincitore Premio Infogiovani al Fit Festival Lugano 2015; Vincitore Premio Scenario Infanzia 2014 e soprattutto ha ricevuto il Patrocinio ufficiale di Amnesty International – Italia “per aver affrontato in modo significativo un tema particolarmente difficile a causa di pregiudizi ed ignoranza, rappresentando con dolcezza il dramma vissuto oggi da molti giovani”.
Lo spettacolo, attraverso una perfetta mescolanza di ironia e adesione emozionale, narra la storia di
Alex, un bambino – interpretato da Michele Degirolamo – che non ha ancora deciso se essere maschio o femmina, un racconto trattato con leggerezza e innocenza fanciullesca.
Purtroppo in Basilicata lo spettacolo ha trovato le porte chiuse al Teatro Ruggero di Melfi e al Teatro Don Bosco di Potenza, dopo la dichiarazione del Vicario pastorale, monsignor Lombardi, che ha lanciato l’appello alle famiglie e agli insegnanti di non portare i ragazzi allo spettacolo per non rischiare di inculcare dubbi o accende desideri che possono nuocere a un sano percorso educativo. Dal mio punto di vista come operatore culturale, pur non condividendo, rispetto la scelta delle comunità, ma ritengo che questo spettacolo, potrebbe essere un’ottima occasione per aprire una discussione nella scuola e nelle famiglie, sulla tematica molto attuale, legata al genere e all’identità sessuale, per imparare qualcosa in più sull’argomento e per aprire i nostri orizzonti nel tentativo di abbattere il sessismo e l’omofobia.
Lo spettacolo è stato annullato a Melfi (inizialmente previsto l’11 marzo), a Potenza si farà il 10 marzo, in pomeridiana alle 18:30 in un luogo ancora da definire e a Matera è confermato lunedì 13, in matinée per le scuole, presso l’Auditorium R. Gervasio.

Dino Quaratino
Presidente consorzio
Teatri Uniti di Basilicata