“…Non è vero ma ci credo” ma il dispettoso ”monaciello ” o monachicchio o folletto come lo chiamano altrove fa parte dell’immaginario fantasioso della tradizione contadina e Matera non può dimenticare che un ”capitale” (il tesoro dei monacelli” può tornare utili- tra sogni, pizzicotti e numeri da giocare al lotto- anche per la ”capitale ” della cultura 2019.

A tentare di strappare il cappuccio al ”monaciello’ dell’arcaica civiltà dei Sassi è il vulcanico Francesco Sciannarella, con i tre racconti che fanno parte del nuovo lavoro ” Luoghi e credenze” anime brulicanti ,con l’immancabile hashtag#2, per la collana ”i narratori” di Altrimedia.

L’appuntamento di sabato 6 maggio alla libreria Sassi the book store delle editrici, Ida e Chiara Giannatelli, premia una sinergia tutta materana che ci fa piacere segnalare perchè coinvolge un altro editore come Altrimedia (citiamo per tutti Vito Epifania) e uno scrittore, sceneggiatore e autore di interessanti lavori teatrali come Francesco Sciannarella.

Il libro, che nella foto di copertina sintetizza l’alone di mistero dei racconti, offre tre narrazioni di vita vissuta, narrata, tramandata e pronta..a essere rappresentata sul palcoscenico della vita contemporanea. La Lucia, vedova dal carattere volitivo e di una bellezza disarmante, protagonista de “La comare e il vicinato’’ ripropone un antico dilemma sulla scelta del principe azzurro. Da scegliere per amore e non per convenienza, imposizione del parentato. I soldi non fanno la felicità, ma senz’altro servono a risolvere tanti problemi. Se si sposano le due cose bene, altrimenti il mordersi i gomiti (provateci se ci riuscite) e gli improperi di quanti ripeteranno fino alla noia: “ Te l’avevo detto…e mo’ resti zitella, anzi vacantir…’’.

Mistero su come andrà a finire, anche perché il libro dovete comprarlo finchè non vi imbatterete nel racconto del Monaciello con Vito, giovane maestro di scuola elementare che, tornato a Matera, dopo tanti nella ‘’ Capitale’’ riconosciuta e cioè Roma, dovrà rodersi il fegato per un contenzioso con un vicino. Si tratta di Nicola, che ha occupato abusivamente l’abitazione di Vito adibendola a falegnameria. E dove non si riesce con le buone tocca al ‘’Monaciello’’ trovare la soluzione lavorando di pialla, sega e di fantasia. Quella fantasia, mista a sfida e coraggio, che anima Rosaria, protagonista del racconto “La Fontana’ che proprio non ne vuole sapere di diventare la protagonista passiva di un matrimonio combinato, ma senza amore e quindi felicità. E allora si fa guidare dal cuore, frequentando un ragazzo di nascosto e con il patema di essere scoperta finchè…non cominceranno i problemi con la sua famiglia. Fuori di casa? Diseredata? Zitella o in convento? Oppure…vi piacerebbe un finale in cui prevale il buon senso all’insegna del ‘’ …E vissero tutti felici e contenti’’ con l’inevitabile, come si diceva negli anni Cinquanta e oltre, ‘’

Tanti auguri e figli maschi…’’. Convivenze? Coppie di fatto? A Francesco Sciannarella il compito di scrivere una edizione contemporanea di “Luoghi e credenze’’ in tempo per il 2019.