Il 21 febbraio 2018 è una data che segna un nuovo corso per la storia della musica Jazz in Italia. La neo-nata associazione Il Jazz Italiano, presieduta dal trombettista sardo Paolo Fresu, ha finalmente firmato un accordo con il Ministero dei Beni Culturali per formalizzare la nascita di una vera e propria Federazione che unisce l’associazione dei Festival italiani I-Jazz, di alcune etichette indipendenti e dei club Italia Jazz Club.

Ma oltre all’aspetto formale, questo patto segna l’inizio di un impegno reale della politica nei confronti della cultura: la promozione della cultura jazzistica italiana sia all’interno dei confini nazionali sia all’estero.

Raffalele Casarano, uno dei musicisti che fanno parte della grande squadra di Fresu e della sua etichetta discografica Tuk Music, ha espresso il suo entusiasmo rispetto all’accordo stipulato.

Il Locomotive Jazz Festival –ha dichiarato Casarano– lavora da tantissimo tempo al fianco delle altre organizzazioni italiane di jazz, dirette dal lavoro incessante del nostro Presidente Gianni Pini (I-JAZZ) per fare in modo che il Jazz diventi motore per lo sviluppo culturale del nostro Paese. E grazie alla forza e all’ energia messa in campo da Paolo Fresu oggi questo sogno diventa realtà. La firma tra il Mibact e le varie associazioni del circuito I-Jazz, significa tanto per tutti noi, musicisti e amanti della musica. Ora abbiamo un’opportunità enorme, fare squadra, parlare, suonare e fare jazz, tutti insieme, con un pizzico d’orgoglio in più, con un’energia nuova e una responsabilità più grande, soprattutto”.

Il Ministro Dario Franceschini ha quindi formalmente riconosciuto il Jazz come genere musicale sostenuto dallo stato, concedendo quindi amplissimi spazi per la sua produzione e la sua diffusione.

Il Jazz è finalmente fuori dalla sua nicchia, quello dove è stato relegato per tanti anni, ora è finalmente e formalmente un genere per tutti con spazi nuovi in cui potersi esprimere e sviluppare.