Quando con i ricordi si tocca il cuore di una comunità allora viene fuori quel senso di appartenenza, che induce a essere fieri di luoghi, saperi e di tanti figli che hanno avuto successo e hanno tenuto alto il buone del paese natio. E Ferrandina con la presentazione del libro di Michele Rutigliano ”Alla Mirè e altri racconti” si è guardata dentro e intorno all’insegna del ”si puo’ e si deve fare”. Merito dei tanti racconti autobiografici di Michele, ferrandinese emigrato nella capitale , con una infanzia felice -ha ricordato- come il bimbo benvestito e dal valigione colorato, che campeggia sulla copertina del libro, e con tanta voglia di restituire alla sua Ferrandina quello che gli ha dato. E da lui è venuta la proposta di istituire un premio letterario o una fondaziona dedicata al concittadino Mimì Bellocchio, autore di tanti ”affreschi” di vita cittadina e di un ”centro di fede e cultura” dedicato a don Giovanni che fu una guida, nel senso pieno del termine, per tanti giovani chierichetti.Non è stata l’unico stimolo ventuo dalla serata per ricostruire comunità e identità, e con un pizzico di fattivo ottimismo in più come ha esortato a fare il professor Francesco Lisanti già sindaco di Ferrandina e presidente dell’Amministrazione provinciale. Il ”professore” ha ricordato personaggi importanti della storia locale come il veterinario Buonsanti Lanzillotta o tesori custoditi nelle chiese locali, apprezzati dal rettore dell’Università di Basilicata Aurelia Sole e dal docente e musicologo Dinko Fabris. E su identità e comunità fanno perno i concetti di socialità, un po’ persi, per la scomparsa della vita anche economica di vicinato, come ha ricordato Mariangela Lisanti,giornalista e docente, facendo riferimento all’artigianato femminile di un tempo (ricamo, taglio e cucito) e quanto fanno oggi le allieve della sezione moda dell’ ISSP ”Isabella Morra” di Matera. Prodiga di spunti di riflessioni e di proposte anche Stefania De Toma, che con Mariangela ha condotto la serata, coordinatrice del comitato promotore per il Club Unesco di Matera, che ha proposto una ” Lucana book commission”. Una proposta interessante, che stimolerebbe lavori come quello di Michele Rutigliano e, chissà, un progetto di educazione alla lettura ( la Basilicata è fanalino di coda in questa poco lusinghiera classifica) e di consolidamento delle funzioni delle Biblioteche, con la situazione paradossale di quella di Matera sulle quali ci sono mire e progetti di altro taglio. E poi quella proposta dallo scrivente per un progetto di città narrata, utilizzando appieno oltre al lavoro di Rutigliano, la memoria e la tradizione dei luoghi, con la maestria rappresentativa e interpretativa di Franco ” Franchino” Evangelista e della Compagnia Senza Teatro e di giovani musicisti dalla vena originale come Enzo Finamore. Il resto dovranno farlo altri soggetti della comunità loco, dalla Pro Loco alle associazioni al Comune, per animare piazze e percorsi con la storia narrata della ” Bella Ferrandina” come la Compagnia ha fatto in Italia e all’estero con ” Maria Barbella”. E nel solco della bellezza da valorizzare e degustare non si può non citare l’oliva maiatica, l’olio extra vergine di oliva e i dolcissimi ”sospiri” che sono per tanti aspetti l’anima di crema e glassa che l’ arte bianca ha preparato per gli innamorati… della pasticceria artigianale. Una proposta fattibile, concreta, per la prossima estate che vanta alcuni validi esempi di storia narrata, legati al ”magico, alla fortuna, alla superstitizione” che hanno smosso e non poco le estati di Colobraro o di Campomaggiore, per citare due esempi eclatanti. E già, perchè, i Comuni devono tirare fuori con le proprie forze e con uno sforzo di creatività il meglio che hanno aldilà di quello che verrà con Matera ”capitale europea della cultura 2019”. Piedi per terra e niente voli pindarici. Ci saranno eventi, ma niente scossoni epocali come abbiamo abbondamente verificato sul campo due mesi nel corso di un incontro promosso dall’Anci sull’argomento. Giriamo le proposte alla comunità ferrandinese e all’amministrazione comunale, che con l’assessore alle Attività Produttive Angelo  Zizzamia, ha fatto sapere di volere lavorare sulle valorizzazione delle risorse locali a cominciare da un marchio a Denominazione di origine comunale, come ha fatto e con successo il Comune di Bologna. Auguri e con un invito a valorizzare appieno le sequenze comparse nella sala che un tempo ospitava l’ex cinema Marconi, dotato di 400 posti a sedere,e allestito nel Monastero di Santa Chiara. Le letture appassionate di Franco Evangelista e le canzoni eseguite con i ritmi giusti da Enzo Finamore hanno coinvolto un po’ tutti al ritmo della filastrocca di ” Alla Mirè…alla Fiera di Mastrandrè…” o , come ha ricordato un concittadino, con le immagini della ” Fontana grande” quando la “bella ferrandinese” sognava un principe azzurro bello e appassionato come il suo cuore.