Jazz d’autore nella notte di Halloween o quasi nell’Auditorium Raffaele Gervasio per ascoltare ,unica data in Italia, Monsieur Henri Texier con il quartetto della speranza, gli Hope Quartet, composto dal figlio Sebastien, da Francois Corneloup e da Louis Moutin. Per gli appassionati sono un ”monumento” del grande jazz che arricchirà il Gezziamoci nell’anno del trentennale dell’Onyx jazz club. E il repertorio di Texier spazia dalla tradizione all’innovazione, sempre alla ricerca del suono giusto e a contatto con importanti jazzisti stranieri durante le tournèe parigine come Bill Coleman, Che Baker, Johnny Griffin, Bud Powell e altri. Henry, comunque, fu un musicista precoce che cominciò a suonare a otto anni e a 14 entrò a far parte di una orchestra dixieland che si esibiva in alcuni locali. Il resto è condensato in 60 ani di carriera. Henri Texier è conosciuto soprattutto per il suo lavoro , svolto negli anni Sessanta, con il trombettista di avanguardia Don Cherry e per aver dato vita negli anni Ottanta al “Transatlantik Quartet”, di cui facevano parte Joe Lovano, Steve Swallow e Aldo Romano. Il resto è storia d’oggi con un repertorio aperto alle influenze mediorientali, balcaniche, africane e latino americane.

Martedì 31 Ottobre

Matera, Auditorium Raffaele Gervasio ore 21

Ingresso e. 12

Henri Texier Hope Quartet

Henri Texier, double bass

Sébastien Texier, alto sax, clarinettes,

Francois Corneloup, baritone sax

Louis Moutin, drums

 

Henri Texier è un signore ormai quasi settantenne, in grado di fare qualsiasi cosa in ambito jazzistico. La sua vasta esperienza accumulata fin da ragazzo, sia a fianco dei coetanei europei che dei maestri americani di passaggio in Francia, gli dona una solidità affidabile in ogni frangente. Inoltre, il suo carattere artistico è quello che non si accontenta della routine o dei risultati già storicizzati; tende invece a una continua sorpresa, entro certe cornici si intende, e a far armonizzare le sue conquiste da “vecchio leone” con l’energia rampante del figlio Sébastien e quella orami saggia di Corneloup e Moutin

Stefano Merighi

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Il quartetto. Una Rivelazione!

Ci sono gruppi che uno costruisce con cura, un elemento alla volta, e poi ci sono quelli che nascono da soli, come un’epifania. Questa è realmente la prima volta che un gruppo semplicemente cresce dal nulla ed è sorprendente! Inaspettatamente ci siamo incontrati durante una residenza offerta a Sébastien Texier da L’Improviste, un accogliente club situato su una chiatta di Parigi, questo Quartetto si trovò spontaneamente “in orbita” a pari distanza in una sfera comune.

Anche se lo conosco da molti anni, non avevo mai suonato con Louis Moutin. Ma Sébastien, François, Louis e io abbiamo subito avuto un equilibrio istantaneo tra di noi … quasi una danza. Era una sensazione unica di complementarità su un livello incredibile, dove le nostre idee si incontrarono e si mescolavano senza sforzo … come nella telepatia.

Henri Texier