A Matera un guerrillero della Sierra come Ernesto ‘’Che’’ Guevara ci vorrebbe proprio per  scacciare nella baia dei Porci i gringos del ‘’ gobierno trasversale ‘’ municipale che ha messo alla fame le speranza di Matera ‘’ ciudad de la cultura 2019’’ e la Fondacion de le ‘’ Cabezas de madera’’ le teste di legno guidate dalla lobby dei ‘’profitadores’’. E il servizio  fotografico di Arturo Zavattini, figlio del noto sceneggiatore Cesare, realizzato a Cuba nel 1963 ci riporta attraverso il bianco e nero di ieri al grigiore di oggi alla vigilia di un revisione dello statuto della Fondazione che sarà discusso in consiglio comunale, per rimediare (mica tanto) agli errori marchiani dell’origine.  Ma gli scatti sono scatti e la mitraglia è nell’armadio della rivoluzione castrista o guevarista, visto che il ‘’Che’’ continuò a modo suo a esportarla fino all’agguato mortale in Bolivia…  AZ, Arturo Zavattini, nella mostra “AZ – Arturo Zavattini fotografo. Viaggi e Cinema, 1950-1960” che il Polo Museale della Basilicata inaugura il 14 dicembre a Palazzo Lanfranchi offre altri spunti nel viaggio di una rivoluzione quella dei viaggi in Lucania di sociologi, antropologi, cineasti, fotografici, saggisti e imprenditori illuminati (vedi Adriano Olivetti) e poi continuata con le denunce e le riforme di politici e governi degli anni Cinquanta e Sessanta fino ai sussulti della ‘’capitale della civiltà contadina’’ Matera ‘’divenuta ‘’capitale europea della cultura 2019’’. Il resto è devastazione ambientale ed energetica di oggi senza un modello di crescita economica credibile, con la emigrazione dei giovani e la desertificazione del territorio. Bentornato ‘’ Che’’ sia per in una mostra da vedere, apprezzare e  che fa riflettere. L’ampio comunicato che segue ce ne traccia linee e contenuti.

TUTTI I DATI DELLA MOSTRA
 

Oltre 170 fotografie, in massima parte inedite, del decennio cruciale della storia del novecento.
Nell’esposizione un nucleo omogeneo è costituito dalle immagini realizzate a Tricarico nel giugno del 1952 nell’ambito della famosa spedizione etnografica in Lucania di Ernesto De Martino e qui concesse dal Centro di Documentazione Rocco Scotellaro. Vi sono poi immagini realizzate a Roma, a Napoli e in altre città e contrade italiane, che documentano la vita sociale in strada, e in particolare la condizione dei bambini del popolo. Zavattini, effettua nel 1956 un reportage a Bangkok, a Phetchaburi e nel nord della Thailandia, che qui è esposto per la prima volta: sono immagini scattate a latere delle riprese del film La diga sul Pacifico di René Clément, tratto dall’omonimo romanzo di Marguerite Duras: rare immagini di quei luoghi in quell’epoca.

Sono invece del 1960 le immagini realizzate a Cuba che includono un inedito Ernesto “Che” Guevara, incontrato casualmente subito dopo la rivoluzione, in occasione delle riprese del film del regista Tomás Gutierréz Alea, Historias de la revolución,alle quali Zavattini collaborò in veste di operatore nell’ambito di un progetto italiano di sostegno alla nascente cinematografia cubana.

Suggestiva è la sezione dedicata al rapporto dell’autore con il set: fotografie di backstage con personaggi di grande popolarità come Federico Fellini, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni e Sofia Loren colti nelle pause delle lavorazioni da uno sguardo curioso e confidenziale.

Tutte le fotografie in mostra sono stampate in grande formato su carta baritata: 20 stampate da Roberto Bossaglia, nell’inverno del 2003 (quelle relative alla Lucania) mentre tutte le altre sono state stampate in occasione di questa mostra da Claudio Bassi per il Laboratorio “Fotogramma 24”, di Marco e Simona Bugionovi. La mostra ed è accompagnata da un catalogo con testi critici dei curatori Francesco Faeta e Giacomo Daniele Fragapane e di altri studiosi, edito da Contrasto.

La mostra rimarrà aperta fino al 14 febbraio 2018 con i seguenti orari: tutti i giorni 9.00 – 20.00 / Mercoledì 11.00 – 20.00