Lasciare le cose incompiute non sta bene e la ”Dea” e il ” Tempietto” di Garaguso (Matera) rivendicano la continuità di uno scavo che nel 2008, con l’archeologo prof. Jean-Marc Moret, portò alla luce pagine e segni importante di quella che un tempo fu ” la capitale” di quella parte della Lucania antica. E per completare quel percorso, riprendendo gli scavi, occorre la disponibilità dei privati proprietari di quel fazzoletto di terreno. Il sindaco Franco Auletta sta lavorando con la santa pazienza per recuperare quella sensibilità necessaria, affinchè Garaguso possa completare l’ultimo capitolo della sua storia millenaria. Lo ha confermato lo stesso primo cittadino nel corso del seminario promosso dal Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, arch. Francesco Canestrini, sul tema ” La “Vigna Manzi” a Garaguso Passato, presente e futuro di un importante sito lucano” .
” Ci stiamo lavorando- ha detto il primo cittadino- che ospitò il professore in quella significativa campagna di scavo. Il nodo è legato alla carenza di sensibilità, ma raggiungeremo l’obiettivo. Anche perchè le giovani generazioni sono interessate alla storia del paese e ai simboli che lo rappresentano. Con Oliveto Lucano, San Mauro Forte e Salandra abbiamo attivato un progetto con un allestimento a Palazzo Revertera e la storia del Tempietto, per esempio, ha colpito e non poco i ragazzi. Se ci finanziassero con pochi euro un corso che puo’ essere il preludio per una scuola di cartapesta getteremmo un seme per far germogliare, tra i giovani, la passione per l’archeologia e le arte applicati. E per piccoli centri come i nostri sarebbe importante”. Conoscendo la concretezza del sindaco Auletta, che sulla vicenda della strada di accesso all’abitato ha condotto , negli anni, battaglie memorabili contro tutto e tutti, siamo certi che la spunterà. E, a proposito di spunti,il seminario ha visto gli interventi di Graham Cuvelier (Università di Liegi – F.R.S.-F.N.R.S.), Thomas Morard dello stesso ateneo, Simona Di Gregorio della Soprintendenza di Basilicata e Anna Maria Patrone una vita nella Soprintendenza , con la direzione del Museo archeologico ” Domenico Ridola” e ”memoria” di tutto quanto è stato fatto a Garaguso negli anni, anche con il recente apporto della Scuola di restauro dell’Ateneo lucano. La conferenza del dott. Graham Cuvelier, organizzata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata in collaborazione con l’Università di Liegi, ha inteso presentare- dopo il passaggio a Garaguso- i risultati dello scavo diretto dal professore Jean-Marc Moret nel 2008 e delle due campagne di prospezione, condotte dal professore Thomas Morard tra il 2010 e il 2011 nel sito della “Vigna Manzi” a Garaguso.
“L’autore della conferenza-come riporta una breve nota sul sito web della Soprintendenza- infatti, a partire dal 2016 ha iniziato lo studio della ceramica rinvenuta durante le indagini, ma anche dei documenti custoditi nell’Archivio della Soprintendenza relativi alle ricerche eseguite nel sito, in particolare da Vittorio di Cicco agli inizi del secolo scorso e da Jean-Paul Morel nel 1969. La ricerca del dott. Cuvelier apporta, dunque, nuovi elementi di conoscenza dell’area della Vigna Manzi in contrada Filera, già ben nota nella letteratura archeologica come il luogo di rinvenimento della cosiddetta “Dea di Garaguso” e del celebre modellino di tempio in marmo che, insieme ad altri reperti, testimoniano la presenza in questa zona di un luogo di culto frequentato da Greci e Indigeni”. E le prospettive per continuare ci sono, come hanno detto i due docenti dell’Ateneo belga, attivando una sinergia con Università di Liegi, Europa sponsor privati, voglia di collaborare, scuola di specializzazione in archeologia dell’Università di Basilicata per scoprire i tesori del passato. E per portare, aspetto non secondario, Garaguso tra le tappe del turismo archeologico e non solo. Servono passione, programmazione e volontà. Dal seminario è venuta una iniezione di fiducia a proseguire. Dalla ”Vigna Manzi” e non solo possono venire fuori grappoli di sapere d’annata. Si attende un disco verde e senso di responsabilità, ci riferiamo ai privati, per consentire la ripresa degli scavi.