Bello, divertente, emozionante a tratti commovente, questo è “Fa’afafine” a caldo, dopo averlo visto questa sera a Matera.

Con la straordinaria presenza in scena di Michele Degirolamo, la cui interpretazione, cresce mano a mano che lo spettacolo si dipana all’interno di un racconto fluido e di una scena essenziale, ma allo stesso tempo resa mirabolante dagli “effetti speciali” di coloratissime proiezioni che la rendono accattivante all’occhio del ragazzo e dell’adulto.

Per non dire della altrettanto straordinaria trovata narrativa del buco della serratura da cui i genitori (i due bravissimi Gioia Salvatori e Giuliano Scarpinato che è anche l’autore e regista dello spettacolo) di Alex dialogano con il figlio chiuso nella sua stanza (che è poi la scena una e trina).

Una trama narrativa essenziale con dei benevoli pugni allo stomaco che non ti aspetti e ti portano sull’orlo della lacrimuccia quando l’evoluzione della narrazione si stringe intorno alla scelta dei genitori di stare dalla parte di Alex, per la sua felicità, per il rispetto del suo sentire, contro i bullismi di ogni tipo.

Una emozione evidentemente condivisa dalla numerosissimo pubblico che ha tributato una innumerevole serie di lunghissimi applausi ed un’ultima standing ovation al termine del breve, ma intenso, dibattito che è succeduto allo spettacolo.

 

Applauso esteso anche a Francesca Lisbona e a Teatri Uniti di Basilicata per aver avuto l’intelligenza di portare anche in Basilicata questo pluri premiato (ed ora capiamo il perchè) spettacolo teatrale ed avere dato, così, la possibilità ai tanti adulti e ragazzi che hanno voluto farlo di goderselo e capire in un colpo solo quanto fuori luogo, ingenerose e preconcette siano state quella valanga di critiche che gli si sono riversate addosso nelle settimane scorse.

Critiche che nella quasi totalità dei casi sono pervenute da persone (prelati, consiglieri regionali, comunali, ecc.) che Fa’afafine non l’avevano visto, trascinando in questa oscurantista “crociata contro” tanti ignari cittadini bombardati da una propaganda che ha fatto leva sulla paura di chissà quale messaggio malevolo venisse veicolato da questo spettacolo teatrale.

Ebbene, noi abbiamo criticato (http://giornalemio.it/cultura/la-basilicata-che-ha-paura-di-uno-spettacolo-teatrale/) questa gretta chiusura mentale e culturale inizialmente,  quando si è cominciato a manifestare nel potentino e poi anche qui a Matera, in via di principio perchè riteniamo inconcepibile una censura a priori che è offensiva dell’intelligenza dei cittadini tutti. Qualunque sia la cultura o il credo di ognuno.

Ed maggior ragione quell’atteggiamento lo critichiamo ora, con la cognizione di causa acquisita dalla visione di quello spettacolo così tanto vituperato.

Fa’afafine non l’avete voluto vedere? Peggio per voi non sapete cosa vi siete persi! Se lo aveste fatto, avreste capito quanto infondate fossero le preoccupazioni e le accuse mosse a piene mani su un lavoro delicato, poetico, assolutamente incapace di turbare chicchessia, tanto meno i nostri ragazzi.

Domani mattina, ancora a Matera, è prevista una replica per i ragazzi delle scuole. Saranno in 300 è stato annunciato. Una bella notizia da quella che si appresta a diventare per un’anno la Capitale della cultura europea.

Sarebbe davvero una bella cosa se il vescovo di Matera Antonio Giuseppe Caiazzo, che sappiamo essere persona intelligente e aperta, si recasse domani mattina all’auditorium del Conservatorio per assistere, insieme a quelle centinaia di ragazzi, a questo spettacolo.

Magari gli organizzatori potrebbero fare il primo passo, invitandolo. Sarebbe cosa davvero buona e giusta.