Fallo e son desto…e porta fortuna, come era in uso sugli usci o nelle abitazioni dell’antica Pompei. L’equivoco e la similitudine ci sono tutti e non c’è da scandalizzarsi o essere bigotti, sopratutto quando si tratta di arte e entrando negli ipogei del Giardino di Sant’Agostino, si nota  una candida  installazione dell’artista Ezia Mitolo, collocata sullo sfondo di una caverna che fuoriesce da una nicchia. Del resto la interpretazione delle opere, quando non ci son didascalie, è lasciata alla libera interpretazione dei visitatori e questo è un dato di fatto. Senz’altro, senza scendere nel voyeurismo da cantina, le produzioni artistiche si prestano a chiavi di lettura diverse e possono fare la fortuna dei creatori o dei gestori degli spazi. Basti pensare al seno della statua bronzea di Giulietta, a Verona, toccato da milioni di mani , e diventato dorato, perchè porta fortuna, o da altri segni virili da toccare o pressare come le palle del toro, che sono in un mosaico della Galleria Vittorio Emanuele Secondo di Milano o le visite in chiese e santuari, che portano bene per la fertilità. E allora anche la caverna con la scultura bianca di Ezia Mitolo può diventarlo. Giriamo la proposta agli organizzatori, come abbiamo già fatto in occasione della visita alla mostra, che hanno apprezzato il “provocatorio” suggerimento. Siamo certi che anche Giobbe Covatta, ospite lunedi 7 agosto per la sua ”commediola dantesca” visiterà quei luoghi e noterà quella ed altre sculture e proposte in mostra, o visitando il sito www.lecittadipietra.it . Se volete trovare tanti spunti per un tuffo nel passato o compiere qualche bracciata nelle espressioni artistiche del presente e, perchè no, nel futuro non vi resta che visitare le ”mostre”allestite negli ambienti ipogei dei giardini di Sant’Agostino, un luogo del Sasso Barisano rimesso in luce dalla Soprintendenza-e gestito dalla società Easy work- che dovrà essere in parte completato , ma che offre a cittadini e turisti spazi e contenuti dalle notevoli potenzialità. Non vi vogliamo togliere il piacere dalla sorpresa, che comincia già dagli spazi esterni con una grande trottola (u’ strimm’l) e una ruota di trattore dipinti d’argento, e prosegue all’interno con una collettiva itinerante che dal Tirreno ha toccato l’Adriatico per giungere fino a Matera.

Il CARTELLONE DEGLI EVENTI ESTATE MATERA 2017

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