Quando l’amore per Matera si concretizza con interventi, a totale carico di privati, per preservarne la memoria significa aprire una pagina nuova nelle buone pratiche della tutela del patrimonio culturale cittadino. L’esempio, magari ce ne fossero di più, dell’imprenditore Michele Corazza è tra questi e lega la festa del 2 Luglio a un luogo del centro storico dove, l’iconografia della religiosità popolare, ha nelle edicole votive una parte importante di un percorso che affonda le radici nel passato. Le edicole dell’Arco di Vico Case Nuove sono oggetto di restauro e saranno restituite alla città il prossimo 8 giugno, alla vigilia della Festa del 2 luglio 2017. Il cantiere è delimitato da una recinzione metallica e da teli plasticati con la dicitura ” L’edicola votiva” e la descrizione degli interventi, che riportiamo più avanti con il comunicato diffuso nel dicembre scorso. I lavori vanno avanti e i curiosi possano ammirare la riproduzione fotografica delle tre edicole su supporto ligneo, in corso di restauro, che raffigurano i protettori di Matera Maria Santissima della Bruna, Sant’ Eustachio e la Sacra Famiglia. Restauri in corso anche per gli affreschi settecenteschi. Vanno ricordati in proposito tutti i soggetti riportati nel cartello di cantiere. L’impresa esecutrice dei lavori è la Ocra srl, la progettista Rita Padula, il coordinatore Mariella Monteleone, responsabile sicurezza Maria I. Tarantino. Il R.u.p Liliana Basile e, naturalmente, i soggetti che per la proprietà il Comune di Matera) e per il ruolo di tutela sui beni artistici ( l’arch. Francesco Canestrini, soprintendente Archeologia, Belle Arti e del Paesaggio della Basilicata). La curiosità è tanta e speriamo che diventi contagiosa, ne abbiamo parlato in altri servizi, affinchè altri privati finanzino restauri di edicole che sono tanta parte della memoria religiosa, artistica e sociale di Matera.

IL COMUNICATO DI MICHELE CORAZZA DEL 20 DICEMBRE 2016
“Un regalo alla città, adesso auspico l’impegno di altri”

Le due edicole votive collocate sull’arco che da via Ridola consente l’accesso a vico Case Nuove saranno restaurate e restituite alla loro originaria bellezza ai residenti e visitatori di Matera. L’iniziativa sarà realizzata senza alcun intervento pubblico, bensì grazie all’impegno di un privato, l’agente di assicurazioni Michele Corazza, che per diversi mesi ha portato avanti il progetto di ripristino della muratura e di recupero degli affreschi settecenteschi.
Le edicole, posizionate l’una di fronte all’altra, decorano la via sulla quale insisteva la serie di abitazioni costruite per ospitare i prelati di stanza al Seminario Lanfranchiano. In una delle due edicole, si ipotizza che ci sia la raffigurazione di Sant’Eustachio e nel centro sull’ottagono una Madonna con Bambino. Nell’altra, invece, fra la Sacra famiglia e l’effigie di Sant’Eustachio, è perfettamente distinguibile Maria Santissima della Bruna, alla quale i materani riservano una particolare devozione in occasione della “processione dei pastori”, all’alba del 2 luglio.
“Questa iniziativa – afferma Corazza – se da una parte rappresenta il regalo natalizio alla mia città, dall’altra non vuole essere un’iniziativa isolata bensì l’avvio di un’operazione di crowdfounding, che auspico possa contagiare altri imprenditori in nuovi interventi di recupero. Matera è ricca di questi segni della religiosità popolare, che contrassegnano tutt’ora le vie del centro storico, vicinati e stradine degli antichi rioni, opere realizzate da artisti ignoti, che raffigurano volti di Santi e Madonne, incastonati nel tufo o in telai di legno e maioliche, dipinti su rame, tela o su intonaci, gran parte dei quali avrebbero bisogno di restauri”.
“Ritengo che sia l’occasione, per le forze economiche materane, per instaurare un dialogo proficuo con i cittadini e con il territorio, offrendo un’opportunità di crescita anche culturale, nonché di preziosa collaborazione con le istituzioni, così come è avvenuto per il restauro di queste due edicole. Intendo mettere a disposizione questa esperienza e questo progetto – conclude Corazza – di quanti vogliano aderire, rivolgendo un invito a contattarmi per poter adottare spazi che meritano di risorgere ed essere, così, portati a nuova vita”.