E tu splendi“, fresco di stampa (è uscito il 22 marzo scorso) per la collana Narratori della casa editrice Feltrinelli, il nuovo romanzo di Giuseppe Catozzella, nato a Milano ma con solidissime radici lucane (mamma di San Mauro Forte e papà di Grassano), ha subito conquistato prestigiosi nomi del panorama culturale nazionale.

Ha ad esempio raccolto per ultime queste belle parole di Roberto Saviano, postate poche ore fa sul suo profilo facebook:

E tu splendi” è un romanzo ambientato in un paesino di pietra sulle montagne del Sud; è un libro di ombre e di luce accecante.
Pietro, il piccolo protagonista, figlio di emigrati dalla Lucania a Milano, mentre gioca nell’antica torre normanna che si erge sul paesino d’origine dei suoi genitori, trova nascosta tra le antiche mura una famiglia di stranieri. Così accade che quella scoperta porta lui stesso, i suoi amici del Sud e la piccola comunità che da sempre ha conosciuto solo l’appartenenza alla propria terra e l’emigrazione, ad affrontare i dolorosi meccanismi del rifiuto. Pietro e i suoi piccoli amici, travolti dalle ingiustizie del mondo degli adulti, hanno la sensazione di trovarsi intrappolati in un tunnel senza luce e da quell’oscurità non riescono a liberarsi.
Diventa tutto a un tratto evidente che, per quanto ci sembrino “illuminate” le persone che abbiamo accanto, nessuno può insegnarci a splendere, ma la luce che abbiamo dentro dobbiamo cercarla e trovarla da soli. Come fa Pietro, dopo aver conosciuto il buio.
“E tu splendi” è dunque la storia della conquista personale del nostro fragile e ostinato splendore.
È sempre il benvenuto, nella mia diasporica libreria, un nuovo romanzo di Peppino Catozzella.

Ma poco prima aveva registrato un lusinghiero tweet di Gad Lerner in cui si legge: “Catozzella torna tre generazioni dopo al Sud sulle tracce di “Cristo si è fermato a Eboli” scoprendovi l’intreccio fra atavica oppressione e nuovi arrivati dalla pelle scura. I ragazzini di “E tu splendi” commuovono e appassionano. Un vero romanzo italiano di oggi”.

E prima ancora un post di Lorenzo Jovanotti -del 27 marzo scorso- in cui è scritto: “Il nuovo romanzo di Giuseppe Catozzella  #etusplendi l’ho letto tra ieri e sabato e come i suoi precedenti mi è piaciuto e mi ha portato in un mondo che esiste tra i ricordi di infanzia le cose di oggi e le possibilità del futuro. Racconta la storia di#ragazziniperstrada lo fa con molte invenzioni di linguaggio e dietro la grazia di una scrittura che vuole essere semplice io sento l’urgenza di gridare che le complessitá di oggi sono risorse preziose per immaginare domani. Bravo #catozzella giovane autore civile e poetico. E il titolo spacca!!!! “

 

La storia narrata in questo romanzo si svolge tutta in una estate ad Arigliana, “cinquanta case di pietra e duecento abitanti”,  il paesino sulle montagne della Lucania dove i piccoli Pietro e Nina trascorrono le vacanze con i nonni.

Un torrente che non è più un torrente, un’antica torre normanna e un palazzo abbandonato sono i luoghi che accendono la fantasia dei bambini, mentre la vita di ogni giorno scorre apparentemente immutabile tra la piazza, la casa e la bottega dei nonni; intorno, una piccola comunità il cui destino è stato spezzato da zi’ Rocco, proprietario terriero senza scrupoli che ha condannato il paese alla povertà e all’arretratezza.

Quell’estate, che per Pietro e Nina è fin dall’inizio diversa dalle altre – sono rimasti senza la mamma –, rischia di spaccare Arigliana, sconvolta dalla scoperta che dentro la torre normanna si nasconde una famiglia di stranieri.

Chi sono? Cosa vogliono? Perché non se ne tornano da dove sono venuti? è l’irruzione dell’altro, che scoperchia i meccanismi del rifiuto. Dopo aver catalizzato la rabbia e la paura del paese, però, sono proprio i nuovi arrivati a innescare un cambiamento, che torna a far vibrare la speranza di un Sud in cui si mescolano sogni e tensioni.

Un’estate memorabile, che per Pietro si trasforma in un rito di passaggio, doloroso eppure pieno di tenerezza e di allegria: è la sua stessa voce a raccontare come si superano la morte, il tradimento, l’ingiustizia e si diventa grandi conquistando il proprio fragile e ostinato splendore.

Attraverso questa voce irriverente, scanzonata eppure saggia, l’autore scrive un romanzo potente e felice, di ombre e di luce, tragico e divertente, semplice come le cose davvero profonde.

Cole sue precedenti, anche questa nuova opera di Giuseppe Catozzella si preannuncia un nuovo meritato successo, come i suoi precedenti romanzi, e dopo la prima presentazione avvenuta il 23 marzo nella sede milanese della Feltrinelli, è iniziato il giro di promozione per l’Italia.

Il prossimo importante appuntamento lo vedrà nella capitale, a Roma, sabato 14 aprile, con la divertente e colta compagnia di PIF. E poi Firenze, Olbia, Ravenna, Napoli, Torino……e speriamo presto anche nella Capitale Europea della Cultura, a Matera, nella sua terra e location della sua nuova avvincente narrazione.

Per saperne di più dalla viva voce dell’autore, sulla genesi e l’impianto del libro,  questo è il link di una intervista rilasciata al Corriere della Sera in cui parla di questo nuovo lavoro:

http://video.corriere.it/tu-splendi-nuovo-libro-catozzella-anche-io-mi-sentii-straniero-casa-mia/c98078c2-3335-11e8-8d05-67d9ee233e6b

Oppure, potete godervi quest’altro video  postato a caldo sul suo profilo facebook dallo stesso Catozzella (il 27 marzo scorso) in cui, come scrive lui stesso: “potete vedere che faccia ha uno scrittore il giorno dopo aver consegnato un romanzo ed essere stato chiuso e isolato per mesi. E poi ascoltare un po’ alcune cose su #ETuSplendi e da dove arriva il fatto che il nostro personale splendore è per forza contrario a ogni insegnamento e non può che essere ostinatissimo e soltanto nostro 

Ricordiamo che Giuseppe Catozzella è autore di poesie, romanzi-inchiesta, racconti e reportage. È stato a lungo consulente editoriale per la Mondadori e attualmente lavora per Giangiacomo Feltrinelli.

Scrive su “L’Espresso”, “Sette”, “Il Corriere Nazionale”, “Max”, “Lo Straniero”, milanomafia.com, e ha collaborato con la trasmissione televisiva Le Iene. Tiene un blog sul sito del “Fatto Quotidiano”.

Del suo romanzo-inchiesta Alveare (Rizzoli, 2011; Feltrinelli, 2014) la casa di produzione Wildside ha acquistato i diritti cinematografici, e sono stati tratti tre differenti spettacoli teatrali.

Ha anche scritto Espianti (Transeuropa, 2008) e La scimmia scrive (Cepollaro Edizioni, 2007). Con Feltrinelli ha pubblicato Fuego (Zoom, 2012) e Non dirmi che hai paura (2014; vincitore della prima edizione del Premio Strega Giovani 2014 e del Premio Fenice Europa 2014).