La frase ” …E buonanotte ai suonatori”  calza a pennello per annunciare, giocando un po’ su nomi e titoli, il nuovo lavoro della compagnia teatrale materana ”Inscenando” con la commedia in tre atti “Madenna maj, quon’d jat and’ch Matar!” ( Mamma mia quanto è antica Matera). La regista Teresa Trani,cultrice del dialetto materano, ha realizzato un lavoro interessante ambientato a fine Ottocento, all’epoca delle scoperte del medico, politico, scrittore e archeologo Domenico Ridola, sempre in giro per le contrade alla scoperta di siti preistorici che hanno segnato una parte importante di storia locale. Ma c’è ne è un’altra, accanto a quella ufficiale che potrete ammirare anche nel Museo fondato dal senatore, che spazia in quella quotidiana dove amore, bellezza e tradimenti sentimentali scavano nel passato e nel presente dell’animo umano. E così sulla scena passano nipoti del Senatore, prelati , avvocati,cuochi, cameriere e lo spirito dell”imponderabile. Come andrà a finire? C’è un solo modo per saperlo: andare a vedere lo spettacolo nei giorni 25 (ore 20,30)  e 26 novembre (ore 17.30) presso l’auditorium ” Roberto Gervasio” di piazza del Sedile e comprando i biglietti presso il cinema Il Piccolo. Buon divertimento, salutando il Senatore  (naturalmente) e tutta la compagnia di ”Inscenando” tra  cultura dialettale e tanta allegria.

LA COMMEDIA IN PILLOLE

L’opera è nata dalla passione per la storia della nostra città, la storia è la ”bellezza” di Matera quella che le è valsa il titolo di Capitale europea della Cultura. La vicenda della commedia è ambientata nel 1984 anno della scoperta del villaggio neolitico di Murgia Timone da parte di una persona importante, appartenente alla vita sociale e politica di Matera con la passione per l’archeologia. Si è ricordato questo avvenimento  con fatti realmente accaduti, aggiungendo personaggi e momenti inventati per rendere lo spettacolo ‘teatrale’ coinvolgente Accanto al dottor Domenico Ridola si muovono le nipoti Bruna e Giuseppina, l’avvocato Cosimo, il prete don Michele, segretamente, ma non tanto. Innamorato di Giuseppina, Carolina, ragazza orfana e adottata da Giuseppina e,infine, il dottor Giovanni. La tranquillità di questa signorile casa materana di fine Ottocento è turbata dall’arrivo improvviso di una straniera, decisa a vendicarsi di un antico tradimento amoroso. Fortuna vuole che ci sia Rita, cuoca e cameriera che regge con ordine e pulizia le sorti della casa e anche per lei, alla fine, ci sarà una sorpresa…la gradirà o no???

ATTORI E PROTAGONISTI

“Parlare il dialetto è Amore per le nostre origini. La nostra memoria storica è esaltata nei dialoghi  efficaci e divertenti grazie all’uso del dialetto” scrive nella brochure la regista Teresa Trani. Personaggi e interpreti Severino Pasquino (dott Domenico), Vincenzo Paolicelli (dott Giovanni), Nicola Latorre ( Don Cosimo, avvocato),Antonietta Niglio(  Giuseppina ,nipote di Domenico), Rosa Regina (Bruna, nipote di Domenico), Patrizia Licciardello ( Carmelita), Angela Montemurro ( Rita, cuoca e cameriera), Franco Montemurro ( Don Michele, prete), Marica Pagano ( Carolina), Nicolino ( Cosimo Mero). La regia è di Teresa Trani, La presentazione è affidara ad Anna Mero, colonna sonora ”Brigante se more” di Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò 1979), musicista maestro  Teodoro Comando -sassofono, cantante Carla Volpe, service audio e luci Be sound di Carlo Iuorno, grafica Giuseppe Paolicelli e Marianna Campanella. Gli spettacoli, ricordiamo sono in programma il 25 novembre alle 20.30 e il 26 alle 17.30 presso l’Auditorium del Conservatorio di Piazza del Sediile. La prevendita dei biglietti si è effettua presso il cinema ”Il Piccolo” tutti i giorni dalle 18 alle 20.00. Affrettatevi per un ”tuffo nella storia” insieme alla compagnia Inscenando.