E’ bastata la mano ironica di Diavù su una facciata del mercato ortofrutticolo del rione Piccianello per fare della ‘’prosperosa e seducente’’ Diavolessa una diva al centro dei commenti di piazza o dei circoli dei bempensanti, che con tanta ipocrisia gridano alla corruzione dei costumi per un nudo d’autore che va dritto all’armonia dei cinque sensi. Se poi qualcuno vuole indossare il cilicio e darsi alla fustigazione della carne della laude ‘’ O’ corpo enfracedato’’ di Jacopone da Todi, recitando il ‘’mea culpa’’ sulla corruzione del costume e del malcostume, che faccia pure…

L’arte ha una sua vena e logica ispiratrice e se provoca significa che ha qualcosa da dire . Gli interpreti della ‘’street art’’, invitati a Matera da Momart Gallery e dall’Urban Street Art Matera Festival, poi hanno un qualcosa in più che li porta a interpretare meglio di altri cosa lasciare sui muri intonsi di un mercato o di una scalinata, rispetto a quanti operano con altre tecniche e contesti. E sulla diavolessa dai seni al vento si potrebbero accostare bene i riti dei Baccanali e quelli della vendemmia, tant’è che qualcuno – sul fondo amaranto del muro- avrebbe visto bene tanti grappoli e tralci d’uva, circondare tanta prosperità…

Non solo vendemmia ma altri prodotti del frutteto e dei campi si calano bene nel personaggio disegnato da Diavù (il nome d’arte di Davide Vecchiato) che si è ispirato all’attrice Dahlia Lavi interprete del celebre film “La Lupa’’. girato a Matera nel 1953 da Alberto Lattuada. Una diavolessa negli inferi dei Sassi, come li descrive la storiografia impegnata, approdata al mercato del rione Piccianello e con un ritornello d’antan ‘’ Maria, Maria che bella latteria..fino all’anagrammato Premiata Latteria Marconi’’ che i più giovani commercianti, ripetono, tra un sorriso di compiacimento e con un po’ di commiserazione, rispetto ‘’ al che sono ste cose…’’ dei più anziani. Battute servite a riportare la vicenda nel suo alveo naturale: “è arte… vi spaventano bellezza e naturalezza?

“Pillole di saggezza, che consegnamo all’esperienza della Urban street art Matera e alla direttrice artistica del Momart Monica Palumbo, che ha avuto la pazienza di incassare consensi, dopo le osservazioni sugli scantonamenti alle “variazioni sul tema’’ dell’alimentazione. La diavolessa resta lì e andrà a tutta birra, visto che a breve dietro quella parete aprirà un birrificio artigianale. Lievito, luppolo, cereali nel solco di Cerere, la dea della Terra, che qualcosa di diabolico ha se riesce a produrre frutti e sapori che rallegrano lo spirito e il palato. E se ci sono Eros, Amore, con la freccia del discolo Cupido (angioletto o diavoletto?) anche un mercato come quello di Piccianello può ospitare un ciclo di immagini di arte da strada, che fa divertire, sognare, provocare.

E’ arte…nuda e cruda, come i sapori della frutta nutriente o proibita, quando i prezzi salgono per la qualità dei prodotti, a causa di calamità o per motivi di mercato. E poi non nascondiamoci dietro alle correnti della tradizione bacchettoniana. Modus in rebus…l’arte è piena di figure di Adamo ed Eva senza veli, fuori e dentro il paradiso terrestre. Vittorio Sgarbi, può piacere o no, ma ci terrebbe ore e ore a citarci questa o quell’opera della filiera della Maya desnuda…Ma evitiamo, come accaduto durante i periodi di Inquisizione o della censura ipermoralista, di coprire le parti succinte di un’opera d’arte con braghe e veli pietosi.

Ve la immaginate la ‘Diavolessa’’ di Diavù, costretta a nascondere tanta prosperità con un reggiseno fatto di tralci d’uva e una botticella più in basso a evitare che qualcuno si ubriachi di libidine e fantasia? Arte è libertà. Ha tanti linguaggi e tecniche per esprimersi. E venite pure al mercato di Piccianello, giratelo in lungo e in largo dal centro “Le Botteghe’’ al parcheggio. Chissà che non cambiate idea e non vi venga voglia di far affrescare il muro del condominio, di casa con le ‘’grazie’’ luciferine della diavolessa. Maria, Maria…Maddalena (ex peccatrice redenta) tornata sulla retta via.

E forse a furia di parlare di vita e di vite si passa alla fertilità, al concetto di nutrire il pianeta. Poppe al vento, un tocco di pennello con i colori e i tratti giusti e la vita vi sorriderà.